Legge di Bilancio percepita

Redazione

Sulla manovra la maggioranza è vittima della sua narrazione tassatrice

La Camera, con 334 voti a favore, 232 contrari e quattro astenuti, approva con voto di fiducia la Legge di Bilancio. Si tratta di una manovra che complessivamente modifica poste di bilancio per 32 miliardi, una cifra notevole, ma che sostanzialmente impiega oltre i due terzi (23 miliardi) per disinnescare l’aumento dell’Iva. E lo fa aumentando il deficit, portando così il disavanzo al 2,2 per cento del pil. Le interpretazioni della legge di Bilancio, dai due lati dello schieramento parlamentare, sono ovviamente contrapposte: una manovra espansiva e di cambiamento per la maggioranza, una manovra di tasse per l’opposizione. Sbagliano entrambi: purtroppo questa non è una “manovra di cambiamento”, ma non è neppure una “manovra di tasse”. La differenza tra queste due posizioni è tutto di narrazione. La continuità con la manovra dell’anno precedente, pur non avendo in sottofondo le continue minacce di guerra all’Europa che ci sono costate un pacco di miliardi, è evidente. E avendo come paletti il disinnesco dell’aumento dell’Iva e la conferma del reddito di cittadinanza e di quota cento, il ministro Gualtieri non aveva molti margini per fare altro. Quanto all’accusa di essere una manovra fondata sulle tasse, c’è da dire che l’aumento della tassazione percepita è di molto superiore a quella effettiva. E questo sicuramente per colpa della maggioranza che, attraverso i suoi esponenti più esuberanti, ha parlato in continuazione di nuove tasse che poi o non sono state introdotte oppure sono state inserite in misura di gran lunga inferiore a quella annunciata o minacciata. E questo rumore di fondo su piccoli aumenti di tasse o introduzione di microtasse, ha sovrastato anche la riduzione delle tasse sul lavoro che valgono molto di più (3 miliardi). Questa maggioranza ha fatto l’esatto opposto della Lega, che quando l’anno scorso era al governo parlava continuamente di flat tax e tasse da tagliare ma nella realtà aumentava la spesa corrente e la pressione fiscale. Si dirà che questa è solo narrazione, ma stando ai sondaggi è qualcosa che conta. E non poco.

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