Passeggiate romane

Il nervosismo crescente nel Pd per la transumanza verso Italia viva

Intanto Nicola Zingaretti continua a macinare chilometri, comizi e incontri in Umbria

Sono continuati anche ieri gli attacchi di diversi esponenti del Partito democratico nei confronti di Italia Viva. Si sono contraddistinti in questo sport soprattutto gli ex renziani, un po’ per accreditarsi nei confronti del segretario Nicola Zingaretti, un po’ perché preoccupati di perdere un ruolo dentro il partito, perché una buona parte dei renziani nei territori ha lasciato il Pd per aderire alla nuova creatura politica dell’ex presidente del Consiglio. In generale, comunque, la ragione di questo fuoco concentrico del Partito democratico contro Italia viva è dovuta al pericolo emorragia di consensi e militanti. Nelle grandi città, per esempio, molti circoli si stanno prosciugando. Un esempio significativo in questo senso è quello del circolo di Roma centro, quello che un tempo stava nella mitica sezione di via dei Giubbonari, da cui poi è stato sfrattato perché non pagava l’affitto. Ebbene, lì su circa 280 iscritti quasi 200, a cominciare dal segretario, hanno preso il volo è infatti erano non pochi in questo weekend alla Leopolda. Ma quel che ha cominciato a impensierire i vertici del Partito democratico è che anche nel meridione, dove Matteo Renzi non è mai stato particolarmente forte, si cominciano a segnalare le prime emorragie. Soprattutto in Campania. E i campani ora sono i più accesi sostenitori della necessità di costituire delle liste di Italia viva alle regionali, cosa inizialmente esclusa da Matteo Renzi. Un altro campanello d’allarme per il Nazareno è rappresentato dal fatto che cominciano a fuoriuscire anche alcuni consiglieri regionali. E questo è un fatto indicativo: difficilmente chi siede in quelle poltrone si sposta se non intravede una prospettiva politica rosea.

 

 

Intanto nel Pd Nicola Zingaretti continua a macinare chilometri, comizi e incontri in Umbria. Il segretario del Partito democratico punta molto sul voto di domenica prossima. E’ convinto, con più di una ragione, che se quella tornata elettorale dovesse andare bene all’alleanza giallorossa il trend cambierebbe e il Partito si rilancerebbe.

  

 

Sempre a proposito di Partito democratico e dintorni: si nota un certo nervosismo da parte di Giuseppe Sala. Il sindaco di Milano l'altro ieri, ha sferrato un durissimo attacco a Maria Elena Boschi, paragonandola a Matteo Salvini, ossia allo spauracchio della sinistra, sostenendo addirittura che il leader della Lega è meglio dell’esponente di Italia viva. I bene informati sostengono che il sindaco di Milano sia piuttosto nervoso perché ha capito di aver perso il treno della candidatura a premier del centrosinistra. Non è un caso, dunque, che ultimamente Sala abbia intensificato i rapporti con Giorgio Gori. Il sindaco di Bergamo infatti punta a dare la scalata al Partito democratico presentandosi come il nuovo. E il primo cittadino di Milano spera di avere un futuro politico con lui.