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Il M5s e le coperture: non esistono problemi ma solo software da inventare

Immaginate Di Maio che va al Mef e annuncia: “Tutto risolto, abbiamo un software! L’abbiamo inventato io e Tridico!”. Ma Sulle capacità previsionali del presidente dell’Inps non c’è molto da fidarsi, visto che le ha sbagliate tutte

Luciano Capone

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capone@ilfoglio.it

4 Ottobre 2019 alle 06:00

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Roma. Per ogni problema il M5s ha un software come soluzione. Ora il grattacapo più grande riguarda la legge di Bilancio, il governo nella Nadef ha indicato 7 miliardi di coperture sotto il cappello “recupero dell’evasione fiscale”. Si tratta di una previsione irrealistica, visto che nelle precedenti manovre, con norme rilevanti come la fatturazione elettronica o lo split payment sono stati raccolti attorno ai 2 miliardi, spesso a partire dal secondo o terzo anno. Una delle ipotesi del Mef è rimodulare (alzare) le aliquote Iva per ottenere 5 miliardi, ma Renzi è nettamente contrario. E allora come si fa? Quali spese si tagliano? O quali altre tasse si alzano?

  

La questione sta alimentando tensioni nella maggioranza. Ma per fortuna Luigi Di Maio, già webmaster, ha escogitato la soluzione: un software. “Con l’Inps e con il presidente Pasquale Tridico, che ricorderete è un professore che avevo indicato come ministro del Lavoro nella squadra di governo, abbiamo ideato un software contro l’evasione di tutti quei contributi che si pagano all’Inps. Con questo noi riusciremo a recuperare dai 4 ai 5 miliardi”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ad “Agorà” su Rai3. “Sarà un software presso l’Inps, in collaborazione con il Mef e l’Agenzia delle entrate”. La dichiarazione di Di Maio era stata anticipata da un retroscena del Corriere: “Ieri mattina ha riunito i suoi e ha fatto sapere di avere escogitato un metodo – attraverso un software che rivelerebbe le false compensazioni dei grandi evasori – per recuperare dai 5 ai 7 miliardi”.

 

Viene da immaginarselo Di Maio che, mentre i tecnici del Mef lavorano sulle possibili soluzioni tecniche e alle voci da limare, apre le porte e dice: “Tutto risolto, abbiamo un software! L’abbiamo inventato io e Tridico!”. Delle capacità previsionali del presidente dell’Inps non c’è molto da fidarsi, visto che le ha sbagliate tutte, dall’impatto macroeconomico del reddito di cittadinanza a quello occupazionale di quota 100. Di quelle da programmatore e sviluppatore informatico di Di Maio, a parte una breve esperienza come webmaster, non si sa molto. Magari arriverà in soccorso l’expertise della Casaleggio Associati, i cui fallimenti tecnici nello sviluppo di Rousseau non hanno impedito al presidente Davide Casaleggio di parlare alle Nazioni Unite.

 

Al momento non è dato di capire di cosa si tratti. Dalle informazioni che questo giornale è riuscito a raccogliere, il software di cui parla di Di Maio non sarebbe un software. Bensì una piattaforma su cui l’Inps, l’Agenzia delle entrate e altre istituzioni dovrebbero condividere informazioni in modo da certificare ex ante i crediti fiscali per evitare false compensazioni con i contributi Inps. Questa piattaforma non esiste ancora e non sarebbe neppure una novità, visto che non c’è bisogno di un’innovazione tecnica ma normativa: in passato sono stati fatti più volte diversi tentativi di inserire norme di questo tipo, ma sono falliti perché una riforma del genere – che punta a raccogliere la somma monstre di 4-5 miliardi in un anno – comporta un aggravio fiscale o burocratico per tutte le imprese, non solo quelle che fanno false compensazioni (anche perché nessun ufficio pubblico ha l’elenco dei frodatori). Quindi il software non è un software, ma una piattaforma che non esiste e non è neppure una novità.

  

Ma il M5s ha una lunga tradizione di risoluzione dei grandi problemi per via informatica. E’ in fondo il partito nato per offrire la soluzione tecnica prodotta in house per esercitare la democrazia diretta: via il Parlamento, arriva Rousseau. Allo stesso modo, dopo aver abolito la povertà con il reddito di cittadinanza, il M5s aveva trovato anche la soluzione definitiva per eliminare l’elevata disoccupazione strutturale del paese: la famosa app del Mississippi concepita da Mimmo Parisi che, una volta in mano ai navigator, farà “incrociare” domanda e offerta di lavoro, facendo incontrare imprenditori e disoccupati che da anni si cercano lungo lo stivale ma non si trovano mai. Ma il capostipite del software di Di Maio è il famoso “Swg 4 Zip War Airganon”, il famoso software di “crowd-outsourcing” ideato nel 2012 da Beppe Grillo per sequestrare i soldi dei politici: “Si fa un’intersecazione di tutti i dati mondiali delle banche con questo algoritmo di cross checking con il 740 di oggi, decurtato automaticamente di 1.200 euro al mese, il resto viene restituito. Gli faremo i sequestri come con i mafiosi e poi li mandiamo via dal paese”. I grillini sono così, hanno l’algoritmo nel sangue: non esistono problemi, ma solo software non ancora inventati.

Luciano Capone

Luciano Capone

Sono cresciuto in Irpinia, a Savignano. Sono al Foglio da 12-13 anni, anche se il Foglio non l’ha mai saputo, da quando è diventato la mia piacevole lettura quotidiana. Dal 2014 sono sul Foglio e stavolta lo sa anche il Foglio. Liberista sfrenato, a volte persino selvaggio.

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Commenti all'articolo

  • Chichibio

    04 Ottobre 2019 - 14:53

    Mancano i soldi per pareggiare il Bilancio? Il buco si copre combattendo l'evasione q.b. Quanto basta.

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  • aldo.vanini

    04 Ottobre 2019 - 12:10

    E noi credevamo che Dulcamara fosse un personaggio di fantasia...

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  • guido.valota

    04 Ottobre 2019 - 10:20

    Il bello dei software è che funzionerebbero solo ed esclusivamente utilizzando dati, cioè informazioni su gente di per ciò stesso già visibile. Lasciando invisibili ai software quelli che vengono chiamati sommersi non a caso e tengono il contante sommerso nelle scatole delle scarpe. Qualche sospetto sull’interesse di Geggino per gli interessi dell’elettorato M5$ diventa legittimo confrontando il gettito regionalizzato col voto regionalizzato, per tacer dello spettacolo quotidiano offerto dal RDC, e se perfino il capo politico è emerso solo quando un ennesimo miracolo di San Gennaro lo ha catapultato al San Paolo con un’occupazione finalmente regolare. Però l’esperto senior in evasione fiscale resta l’Elevato Fondatore di M5$, mentre Geggino in teoria dovrebbe fare o’ ministro degli Esteri. Come mai tutto questo affaccendarsi sugli evasori - ma solo su quelli che, bene o male, comunque fatturano? È ora di parlare di evasione di necessità dopo il pari abusivismo di necessità a Ischia?

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  • Giovanni

    04 Ottobre 2019 - 08:50

    Quando un personaggio come Di Maio, "quasi" totalmente incompetente su tutto, comincia a sproloquiare di economia e finanza io comincio a intravvedere il panchetto su cui abili imbroglioni si esibiscono nel gioco delle tre carte per turlupinare ingenui cittadini.

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