cerca

Il BisConte alla prova del Senato. Segui la diretta

Dopo la fiducia della Camera il governo aspetta quella di Palazzo Madama. Paragone (M5s) annuncia un “discorso durissimo” contro il premier, ma per la maggioranza non dovrebbero esserci problemi

10 Settembre 2019 alle 11:29

Dopo la fiducia incassata ieri alla Camera (343 voti favorevoli) il governo BisConte affronta oggi la prova del Senato. Il premier aveva già consegnato ieri una sua memoria del discorso tenuto a Montecitorio e quindi l'Aula ha iniziato subito la discussione. La replica di Conte è attesa intorno alle 15.30. La chiama del voto di fiducia dovrebbe iniziare intorno alle 17 e il risultato dovrebbe arrivare verso le 18. A differenza della Camera i numeri di Palazzo Madama destano qualche preoccupazione in più soprattutto per alcune, possibili, defezioni grilline.

 

Ma nonostante il senatore Gianluigi Paragone abbia annunciato un “duro intervento contro Conte”, non dovrebbero esserci sorprese. Secondo l'Adnkronos al momento il BisConte parte da 169 voti favorevoli: 105 quelli del M5s (oltre a Paragone mancherà anche un collega assente per malattia), 49 quelli del Pd (anche qui un malato, mentre Matteo Richetti non dovrebbe partecipare al voto), 9 voti del Misto (4 di Leu e poi gli ex-M5s Buccarella, De Bonis, Nugnes, De Falco e il socialista Riccardo Nencini) e 3 voti delle Autonomie (Casini, Bressa e Laniece). A questi potrebbe aggiungersi il sì dei senatori a vita Liliana Segre, Mario Monti e Elena Cattaneo.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    10 Settembre 2019 - 19:07

    Per il Conte bis è arrivata la fiducia anche al Senato con 169 voti, due in meno, rispetto al governo precedente. Adesso aspettiamo le azioni concrete e la speranza è che si cessi di discettare in Italia tra fascismo e antifascismo.

    Report

    Rispondi

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    10 Settembre 2019 - 15:03

    Calenda (Carlo) twitta sulla bizzarria italiana dei “fascisti in piazza che chiedono le elezioni” (dove non si capisce se sono fascisti perché chiedono le elezioni o se chiedono le elezioni perchè sono fascisti - in ogni caso, un gustoso ossimoro politico). La Peduzzi (Paola) ci racconta del New York Times che “di recente si è chiesto se non siamo di fronte a un caso unico e inedito: la democrazia non può gestire un affare come la Brexit”… e sono due. Al terzo indizio metteremo in soffitta anche Winston Churchill: quando scriveva della democrazia come “la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora”, non si era ancora sperimentato la “democrazia senza consenso”. Ma piena di diritti. Piena zeppa.

    Report

    Rispondi

Servizi