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Il fisioterapista del popolo

Niente scherzi con Nato, euro, Russia, porti, spread. Il primo discorso del BisConte non è il discorso dei sogni ma è un sogno per chi ha a cuore lo stato di necessità. La discontinuità è la sintesi al posto dello scambio. Elogio dei governi senza contratto

10 Settembre 2019 alle 06:00

Il fisioterapista del popolo

Il primo discorso di Giuseppe Conte da presidente del Consiglio bis può essere letto attraverso due lenti di ingrandimento diverse. La prima lente è quella che ci permette di mettere a fuoco la distanza che esiste tra quello che può essere il discorso dei sogni di ciascuno di noi e quello che è stato il discorso di Giuseppe Conte. La seconda lente è quella che ci permette invece di mettere a fuoco la distanza che esiste tra ciò che è stato compreso all’interno del ragionamento di Conte e ciò che invece dovrebbe prevedere lo stato di necessità. A voler usare la prima lente di ingrandimento, si potrebbe dire che il discorso del presidente del Consiglio è un discorso noioso, pigro, scontato, monotono e persino banale. A voler usare la seconda lente di ingrandimento, non si può non riconoscere che il discorso di Conte è stato invece giusto, onesto, corretto, persino coraggioso, da perfetto fisioterapista del popolo.

  

Il fisioterapista, come sapete, è un professionista specializzato nel dare a un paziente le indicazioni giuste per riabilitarsi e permettergli di tornare a muoversi in modo corretto una volta superato un trauma. Conte non passerà alla storia per essere un grande oratore ma potrebbe invece passare alla storia per aver capito in che modo rimettere in piedi un paese uscito – anche a causa del professor Conte ma anche grazie al professor Conte – da un trauma lungo quattordici mesi. Osservato dunque il discorso di ieri con questa lente di ingrandimento, si può dire che nel ragionamento di Conte c’è tutto quello che serve oggi per superare, a poco a poco, il trauma subìto dall’Italia nei mesi di governo gialloverde.

 

C’è l’idea di non fare più scherzi alla Nato (“il nostro asse”), c’è l’idea di non fare più scherzi sugli Stati Uniti (“il legame agli Stati Uniti è imprescindibile), c’è l’idea di non fare più stupidaggini con l’euro (niente minibot), c’è l’idea di non essere più identificati come il cavallo di Troia della Russia in Europa (citata tre volte un anno fa, con un abbraccio speciale alla “società civile russa”, citata solo una volta ieri, in una parentesi insieme con India e Cina), c’è l’idea di non fare più sciocchezze sullo spread (“la diminuzione della spesa per interessi pagati sul nostro debito pubblico non stenterei a definirla una vera e propria riforma strutturale”), c’è l’idea di costruire una manovra da non declamare sui balconi di Palazzo Chigi (“nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica”), c’è l’idea di voler spostare la gestione della politiche migratorie dalle invettive sui social (Conte ha nientemeno che invitato i suoi colleghi ministri a “un uso responsabile dei social network”) alle iniziative in Europa (il governo precedente ha fatto di tutto per non trovare accordi strutturali in Europa per redistribuire i richiedenti asilo, Conte ieri ha ribadito che intenzione dell’Italia su questo terreno è “non prescindere più da un’effettiva solidarietà tra gli stati membri dell’Unione europea”).

 

Intenzioni, progetti, programmi molto vasti, sui quali si potrebbe naturalmente anche a lungo ironizzare (Conte ha promesso, nientemeno, che “un abbattimento del divario fra nord e sud del paese”), ma al centro della discontinuità da fisioterapista del popolo vi è un dettaglio solo apparentemente laterale sul quale vale la pena concentrarsi e che riguarda quello che è insieme l’essenza della discontinuità di questo governo: la presenza di una solida cornice europea (non più antieuropea) e l’assenza di un programma dettagliato (e non più prefissato in partenza). Conte, promettendo di lavorare affinché il suo governo sia nuovo anche “nella determinazione ad invertire gli indirizzi meno efficaci delle pregresse azioni”, ha detto ieri che “il programma non è una mera elencazione di proposte eterogenee che si sovrappongono l’una sull’altra” ed è questo forse il punto più interessante presente all’interno del disegno politico del BisConte.

 

Il Conte Uno è stato più che un avvocato del popolo un notaio dei populisti e più che un premier dedicato alla mediazione quello precedente è stato un premier dedicato allo scambio: tu, Lega, ottieni questo, e io M5s non dico nulla, e io M5s ottengo questo, e tu Lega non dici nulla. Le scommesse di Conte oggi – facilitate anche dal fatto di essere l’unico leader in un governo senza leadership – sono quelle di non alimentare battaglie identitarie all’interno del governo attraverso una politica dello scambio e di tentare in tutti i modi di governare spinto da uno stato di necessità che ha reso visibile quello che in molti per mesi hanno scelto di non vedere: c’è chi vuole governare con l’Europa, per cambiarla da dentro, e c’è chi vuole governare contro l’Europa, per distruggerla da dentro. Per una fortunata congiunzione astrale, perfettamente visibile osservando i sovranisti scesi in piazza ieri contro un Parlamento che non ha fatto altro che prendere atto dello sgambetto che si è fatto da solo il senatore semplice Matteo Salvini, nel giro di un mese l’Italia si è ritrovata a essere da laboratorio del nazionalismo a laboratorio dell’antinazionalismo. E se il fisioterapista del popolo riuscirà a portare a termine la fase di riabilitazione dell’Italia lo dovrà alla scelta più coraggiosa fatta finora: aver sostituito i “ma anche” del contratto di governo con un programma magnificamente incentrato non sul compromesso storico ma sullo stato di necessità. Il governo può finire male ma intanto meglio non poteva cominciare.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Settembre 2019 - 14:02

    ________________________________________ Caro direttore - “l’essenza della discontinuità di questo governo: la presenza di una solida cornice europea (non più antieuropea)” Bene Gentiloni, l’uomo ha solide qualità politiche e competenze adeguate. Ma, proprio per, e nel suo ruolo, non potrà rimanere indifferente e neutrale nei confronti del programma di spesa del bis Conte, che al netto di artifizi contabili e previsioni volutamente ottimistiche, non porterà alla riduzione del debito pubblico. Il nodo irrisolto è lì. La nuova Commissione Europea sarà meglio disposta verso di noi. Ma non potrà mai consentire, Gentiloni incluso, che i nostri pesanti problemi economici e sociali siano affrontati solo contando sullo sforamento dei vincoli di Maastricht. È desolante constatare come la nostra politica, tutta, non voglia, non possa, rendersene conto. Il fisioterapista in testa. l

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    • Skybolt

      10 Settembre 2019 - 14:02

      Proctologo, prego.

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  • kriszt49

    10 Settembre 2019 - 14:02

    Ora, se ci soffermiamo solo sugli intirghi dei Palazzi della politica, non ne usciamo più. Ciò a cui assistiamo durante queste settimane impallidisce le serie TV americane di NETFLIX o di altri canali. Non siamo degli ingenui, sia chiaro. Si sa, quando qualcuno scende in campo per fare politica, inizia la propria scalata al potere senza guardare in faccia a nessuno finchè non arriva alle famose POLTRONE, in più alto possibile. Salvini, il proprio potere , se lo ha costruito e distrutto da solo. Fatto grave per un politico. Atteggiarsi da vittima adesso, da parte sua, è semplicemente ridicolo. Poi si vedrà, le cose cambiano troppo in fretta e può succedere di tutto e il contrario di tutto. Intanto, da oggi Paolo Gentiloni è il nuovo commissario UE all'Economia e penso che questa sia una gran bella notizia per l'Italia e per l'Europa. kriszt49

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Settembre 2019 - 14:02

    ________________________________________ Caro direttore - “l’essenza della discontinuità di questo governo: la presenza di una solida cornice europea (non più antieuropea)” Bene Gentiloni, l’uomo ha solide qualità politiche e competenze adeguate. Ma, proprio per, e nel suo ruolo, non potrà rimanere indifferente e neutrale nei confronti del programma di spesa del bis Conte, che al netto di artifizi contabili e previsioni volutamente ottimistiche, non porterà alla riduzione del debito pubblico. Il nodo irrisolto è lì. La nuova Commissione Europea sarà meglio disposta verso di noi. Ma non potrà mai consentire, Gentiloni incluso, che i nostri pesanti problemi economici e sociali siano affrontati solo contando sullo sforamento dei vincoli di Maastricht. È desolante constatare come la nostra politica, tutta, non voglia o non possa, rendersene conto.

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  • ancian99

    10 Settembre 2019 - 13:01

    Si può dare fiducia a questo governo, se si conta sull'operato dei ministri del settore democratico, come Gualtieri all'economia , sostenuto da Gentiloni , in qualità di Commissario agli Affari economici, essendo il Ministro Gualtieri un eurodeputato di lunga data, il quale, per due legislature successive, è stato Presidente della Commissione agli Affari Economici.dell'Euro parlamento. Ciò significa che la fiducia si basa sulla indiscussa capacità e preparazione sia culturale che diplomatica di tali ministri. Ci si deve, tuttavia, augurare, che Di Maio, in qualità di Ministro degli Esteri, sia messo in grado di non recarsi all'estero, in occasione di importanti appuntamenti, e sia sostituito dal Primo Ministro Conte. Occorre, inoltre, che il Capo del Governo chiarisca quali sono i poteri e i compiti del Ministro degli Esteri, ribadendo che quest'ultimo non può e non deve riunire i "suoi" ministri alla Farnesina, sostituendosi così, di fatto, al Capo del Governo.

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    • Skybolt

      10 Settembre 2019 - 14:02

      Egregio, ha visto che bel cetriolo la Presidente ha apparecchiato per l'Italia (di Gentiloni mi importa zero, ha già da decenni superato il suo massimo livello di incompetenza): Commissario all'Economia ma deleghe molto ridotte rispetto a Moscovici, e con Dombrovskyi sopra con direttamente le deleghe finanziarie e di bilancio.Lei però si fidi.

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      • ancian99

        11 Settembre 2019 - 11:11

        Se gli Italiani continuano a denigrare, perfino, l'operato della Presidente della Commissione Europea, persona gentile, affabile e straordinariamente colta, trilingue, non c'è altra via per loro che il sovranismo salviniano, urlato, volgare e offensivo, nonché il neo-fascismo alla Meloni che , per diffondersi, richiede le "adunate oceaniche" di triste memoria.

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