Il M5s pubblica la bozza del programma rosso-giallo. Manca solo la pace nel mondo

Le linee di indirizzo arrivano mentre gli iscritti iniziano le votazioni su Rousseau. C'è anche l'impegno a rendere Roma “più attraente e vivibile”. Di Maio esulta: “Ci sono tutti nostri 20 punti”

La pace nel mondo no, non c'è. Sarebbe stato troppo e in pochi, probabilmente, ci avrebbero creduto. In fondo corruzione e povertà sono già state abolite nella stagione gialloverde, ora bisogna cambiare, concentrarsi su altro. Mentre il popolo della piattaforma Rousseau (poco più di 100 mila iscritti) inizia a votare sul quesito che dovrebbe dare il via libera alla nascita del governo rosso-giallo, il M5s diffonde online il programma su cui le delegazioni del Movimento e del Pd lavorano da giorni.

  

 

E viene quasi da sorridere leggendo Luigi Di Maio che, esultante, commenta: “Tutti i 20 punti che il MoVimento 5 Stelle ha presentato al presidente Conte sono affrontati nel Programma di governo”. Ci mancherebbe. In fondo la lista, che nel frontespizio recita la dicitura “Linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo”, altro non è che una “bozza di lavoro”. Insomma, niente di definitivo, solo un elenco di 26 enunciazioni, necessariamente generiche, che sarebbe veramente difficile contestare e non condividere. Tant'è che fonti del Pd si affrettano a far sapere che si tratta solo di “una sintesi parziale di un lavoro più articolato, ancora oggetto del confronto tra le forze politiche, e che sarà ultimato in giornata nel corso di un nuovo incontro a Palazzo Chigi tra i capigruppo e il premier incaricato Conte”.

 

  

Dopotutto chi, ad esempio, non vorrebbe, come scritto nell'ultimo punto, che Roma diventasse “una capitale sempre più attraente per i visitatori e sempre più vivibile e sostenibile per i residenti”?

 

  

Chi, punto 1, non vorrebbe “una politica economica espansiva, senza compromettere l’equilibrio di finanza pubblica” con la quale si proceda a: “neutralizzazione dell’aumento dell’Iva, sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, deburocratizzazione e semplificazione amministrativa, maggiori risorse per scuola, università, ricerca e welfare”? E poi ancora “investire sulle nuove generazioni” (punto 3), “rimuovere tutte le forme di diseguaglianze” (4), “potenziare il sistema della ricerca’ (7), “ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture” (8). Alzi la mano chi non è d'accordo. Certo, ci sono anche alcune parole chiave come la legge sul confitto d'interessi, il salario minimo, la web tax, ma anche quelle sono gettate lì, come esche pronte a generare il più classico dei riflessi pavloviani.

 

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Insomma il programma non c'è e i nodi che da sempre dividono Pd e M5s, trattandosi di linee di indirizzo, non vengono minimamente citati. Che ne sarà, ad esempio, di reddito di cittadinanza e quota 100? E la Tav, il Tap, la revoca delle concessioni autostradali? Unico accenno è quello ai decreti sicurezza che, si legge, dovranno essere “aggiornati seguendo le recenti osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica”. Mentre il taglio del numero dei parlamentari verrà inserito “nel primo calendario utile della Camera dei deputati” e verrà accompagnato da “un percorso per incrementare le garanzie costituzionali, di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale”. Nel frattempo, chissà, il nuovo governo del cambiamento studierà il modo per realizzare la pace nel mondo. 

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