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Unire Renzi e i liberali di Forza Italia. La sfida di Cittadini!

Gianfranco Passalacqua, fondatore del movimento riformista ed europeista, ci spiega la sua strategia per le europee e oltre. "I partiti tradizionali rincorrono gli estremisti, è scomparso il centro. Vogliamo essere la versione italiana di En Marche!" 

15 Aprile 2019 alle 20:57

Unire Renzi e i liberali di Forza Italia. La sfida di Cittadini!

Matteo Renzi a un convegno sugli Stati uniti d'Europa lo scorso anno (Foto LaPresse)

"L'Italia ha bisogno di un movimento di ispirazione liberale. Il Pd è tornato ad essere la versione italiana del Partito socialista europeo, mentre Forza Italia rincorre Salvini e la Meloni, che certo non si possono definire liberali”. Gianfranco Passalacqua, il portavoce nazionale di Cittadini!, nuovo movimento di tendenza macroniana, spiega al Foglio il senso di questa nuova iniziativa. “Il nostro movimento ha un grande potenziale in vista delle europee – dice l’avvocato, ex consigliere di Sandro Gozi ai tempi in cui era sottosegretario a Palazzo Chigi nei governi Renzi e Gentiloni – Abbiamo seguito l'esempio di Ciudadanos in Spagna, da cui abbiamo preso il nostro nome e i nostri colori, ed En Marche! in Francia. Vogliamo rappresentare i liberali italiani, quelli che si identificano nei valori dell'Alde e che vogliono portare avanti un progetto riformista”. 

 
Cittadini! si presenterà alle elezioni europee?

 

"Nella nostra assemblea fondativa lo scorso dicembre abbiamo deciso di sostenere i candidati di Più Europa, per creare un polo liberale. Allo stesso tempo, stiamo cercando di aggregare varie liste civiche e movimenti che si identificano nei valori dell'Alde. Queste sigle devono condividere un progetto unitario, e mi auguro di coinvolgere anche Più Europa.”

 
Nel lungo termine, il vostro movimento parteciperà anche alle elezioni politiche e comunali?

 

“Questo è il nostro obiettivo. Siamo molto radicati sul territorio: abbiamo dei comitati civici quasi in ogni regione e molti amministratori locali sono affiliati al nostro movimento. La nostra grande sfida è partecipare alle prossime elezioni comunali a Roma, che avranno un grande valore simbolico e concreto per tutto il paese.”

 

Ciudadanos, che è il vostro modello politico, è cambiato molto negli ultimi anni. È nato come un partito liberale, ma poi si è spostato a destra: in Andalusia governa con i populisti di Vox. Credete ancora nei loro valori?

 

“Ciudadanos è ancora un modello perché non si è allontanato dai valori liberali. Ha negoziato un accordo con il Partito popolare in Andalusia, in cui ha chiarito quali sono i valori non negoziabili. Il Pp ha chiesto e ottenuto l'appoggio di Vox, che però si è adeguato a un programma liberale.”

  

Oltre a Più Europa quali sono i vostri interlocutori in Italia?

 

“Interagiamo con ciò che resta del Pd a vocazione maggioritaria. Sono un ex militante del Pd, mi rispecchio nella visione riformista di Veltroni e Renzi. Il nuovo segretario Zingaretti ha un'idea diversa: vuole che il Pd torni a essere il partito del socialismo europeo in Italia, sta cercando di ricreare l'Ulivo. Si è aperta questa nuova fase, e il mondo riformista all'interno del Pd non si sente più rappresentato”. 

 

Le liste del Pd per le europee sono un segno di questo cambio di stagione.

 

“Certamente, il segretario ha fatto un'apertura ai fuoriusciti e non credo che sia uno scandalo, è del tutto coerente con la sua visione. Il messaggio con cui Zingaretti è stato eletto segretario faceva leva sul rifiuto e la discontinuità dalle politiche di Renzi. Non c'è da stupirsi che abbia candidato alcuni personaggi che hanno fatto campagna per il No al referendum costituzionale, che era la più grande battaglia riformista. Invece, tutti i politici e gli intellettuali che militano in Più Europa e in Cittadini! hanno sostenuto il referendum del 4 dicembre. Semmai, mi stupiscono gli esponenti renziani che hanno accettato di essere candidati con il Pd di Zingaretti”. 

 
Quindi Cittadini! si rivolge agli scontenti del nuovo corso del Pd. 

 

“È necessario che dopo le europee il Pd abbia al suo fianco un partito centrista e liberal democratico, che possiamo essere noi o Più Europa. Vogliamo attrarre coloro che non si riconoscono nella nuova linea del Pd, e che non si sentono rappresentati da Bersani, Paolucci e D'Alema. Questo vale anche per il centrodestra. Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo e altri non possono fare finta di nulla. Forza Italia si trova all'interno del Ppe, che ospita tra le sue fila Viktor Orbán, e che ha un rapporto privilegiato con i sovranisti. La parola 'liberale' viene usata come una foglia di fico per mascherare delle posizioni che un vero liberale non accetterebbe mai”. 

 
Spera che Matteo Renzi possa iscriversi al suo movimento?

 

“Me lo auguro. Sarebbe una scelta coerente, la sua casa naturale. Non sarebbe un tradimento, la sua permanenza del Pd è un peso sia per lui che per chi vuole spostare il partito a sinistra. Renzi darebbe un grande contributo da noi, la maggior parte degli esponenti che hanno aderito a Cittadini! sono ex renziani, a partire da Sandro Gozi”. 

Gregorio Sorgi

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