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La giusta battaglia sulla Tav di Salvini non toglie nulla alla pericolosità del Truce

La normalità non è responsabilità. Perché scommettere su Salvini, e non combatterlo, significa essere complici di un paese che fa passi da gigante per diventare il Venezuela d’Europa

11 Marzo 2019 alle 08:02

La giusta battaglia sulla Tav di Salvini non toglie nulla alla pericolosità del Truce

Matteo Salvini in visita ai cantieri italiani della Tav. Foto LaPresse

Ok, però lui è diverso. La surreale e irresponsabile battaglia interna al governo sul tema dell’alta velocità ha rimesso al centro della scena un tema che da mesi riaffiora periodicamente nel dibattito pubblico, più o meno come la melma di una marana nei giorni di bassa marea. Il tema è quello della presunta “responsabilità” di Matteo Salvini ed è un tema o quantomeno un interrogativo che il dibattito sulla Torino-Lione ha fatto tornare d’attualità per una ragione molto semplice: di...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio da dieci anni e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • regni.gubbio

    11 Marzo 2019 - 19:07

    HA ragione, non bisogna arrendersi altrimenti non emergerà nulla di meglio

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  • carlo.trinchi

    11 Marzo 2019 - 17:05

    Direttore, ha ascoltato Zingaretti da Fazio l’altra sera? Bene, oltre cambiare sede al PD per scimmiottare le periferie non è andato. Una libreria al piano terra del nuovo PD quando il mondo legge in digitale e poi aria fritta tanta aria fritta. Ci mancava che ci raccontasse un film del grande Fellinini o la bufala del film di Veltroni. Ecco direttore dove Salvini il truce diventa bello e buono e nemmeno grasso come un pomodoro cuore di bue. È bastato che vincesse le primarie PD un sinistroso e arieccoli tutti a pontificare sui migranti ed il volemose bene. Il popolo va a destra? Bene, è la sinistra che ce lo spinge con tutta la sua ottusità. Ci manca solo il ritorno di D’Alema ed il truce si attaccherà le stellette con la colla cervioni. A questo siamo direttore e se Salvini il popolo, gli elettori, la ggente se lo fanno piacere è per la disperazione di vedere una classe dirigente da opposizione che più legnate prende e più ne vuole.

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    • stearm

      11 Marzo 2019 - 19:07

      Io sono perfettamente d'accordo, ma c'era un altro PD che aboliva l'articolo 18, metteva un freno agli sbarchi con Minniti, cercava di riformare la Costituzione. E lei come tanti altri preferiva comunque Salvini. Non parliamo quindi del nulla. Il popolo italiano va dove è sempre andato. Ovvero verso il declino economico e culturale. Poi che si affidi ad un politico di Cazzago Brabbria o al fratello sfigato di Montalbano, cambia poco o nulla. Perchè in Italia se non si è mediocri si finisce direttamente al patibolo.

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      • carlo.trinchi

        11 Marzo 2019 - 20:08

        Siamo quelli che siamo sempre stati. Inaffidabili. Lo vediamo anche con questa apertura alla Cina, con lo strizzare l’occhio alla Russia e poi piangere per inconcludenza nell’agire. L’America e non Trump ci guarda e non capisce o meglio ci aspetta al varco data la nostra vacuità internazionale. Non ho mai votato Lega e men che mai Salvini ma quello che vediamo e a cui assistiamo ci lascia basiti di fronte a tanta ottusità di un partito, il PD, da sempre autocondannatosi alla lacerazione tra bande sorde ai cambiamenti generazionali. Al patibolo ci finiscono tutti, se non raggiungono un minimo di efficienza e determinazione. Il fratello di Montalbano se non lo capisce tale rimane.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Marzo 2019 - 16:04

    Caro direttore - Fa quasi tenerezza constatare quanto ci arrabattiamo, quanto ci ostiniamo ad arrampicarci sugli specchi. La verità è che il dogma: “Gli elettori hanno sempre ragione”, is a very big and bad fake. Hanno avuto torto marcio il 4 dicembre 2016. Il 4 marzo 2018, pure. Soluzioni? La malattia farà il suo corso. Auguriamoci di uscirne vivi.

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  • Non sono nessuno

    11 Marzo 2019 - 14:02

    una visione strategica che possa trainarci fuori dalle secche da loro stessi del resto provocate , con le scelte miopi come reddito di cittadinanza e tutto il resto del catalogo del voto di scambio da loro prima propagandato e poi fattoci PAGARE , quindi fino a quando la classe politica degna di questo nome non capirà che la difesa delle fasce meno abbienti passa attraverso la COOPERAZIONE e non attraverso la FRAMMENTAZIONE IDEOLOGICA noi saremo nostro malgrado costretti a sopportare tutte le castronerie che quotidianamente sentiamo uscire dalla bocca di costoro che come ho avuto modo di scrivere in altri interventi sono la rappresentazione plastica del peggio dell'opportunismo ITALICO imbonitori senza scrupoli che pensano solo ed esclusivamente al loro tornaconto personale e se qualcuno aveva dei dubbi sarebbe sufficiente andare a leggersi le loro rendicontazioni sulle spese sostenute , se volessimo si potrebbe dire che loro hanno grattato e trovato la dicitura TURISTA PER SEMPRE

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