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Se quello di Berlusconi era il partito-azienda, il M5s è l'azienda-partito

Luciano Capone ospite oggi di Agorà su RaiTre: “È un po' come se i parlamentari di Forza Italia fossero stati costretti a finanziare la Fininvest”

Luciano Capone

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21 Febbraio 2019 alle 11:59

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“È l'unico caso al mondo in cui c'è un partito gestito da una società esterna, di fatto di proprietà perpetua di Davide Casaleggio”, dice Luciano Capone ospite oggi di Agorà su RaiTre. Ma c'era il partito azienda di Berlusconi: “Se quello era il partito-azienda, col M5s c'è l'azienda-partito, con al vertice una piccola associazione privata. È un po' come se i parlamentari di Forza Italia fossero stati costretti a finanziare la Fininvest”.

    

    

“E c'è la differenza – continua Capone – che mentre Berlusconi era il candidato, era stato eletto ed era il leader politico del suo partito, qui c'è una personalità esterna al Movimento. Nel partito dell'uno vale uno, uno vale per tutti. Nel partito della democrazia diretta, il vertice economico e informatico non ha legittimazione democratica. Nello statuto del M5s all'articolo uno si parla della piattaforma Rousseau: si può sfiduciare Luigi Di Maio, secondo lo statuto, ma non si sa come sfiduciare Casaleggio. Tecnicamente non si può farlo”.

Luciano Capone

Luciano Capone

Sono cresciuto in Irpinia, a Savignano. Sono al Foglio da 12-13 anni, anche se il Foglio non l’ha mai saputo, da quando è diventato la mia piacevole lettura quotidiana. Dal 2014 sono sul Foglio e stavolta lo sa anche il Foglio. Liberista sfrenato, a volte persino selvaggio.

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