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La perfetta lettera di Mattarella a Salvini

Caro Matteo, è ora di riconoscere che l’esperimento populista è fallito. Affrettiamoci a chiudere senza traumi la manovra e andiamo alle elezioni con un patto tra me e te. Idee pazze ma non impossibili per un asse tra il capo dello stato e il leader leghista

8 Dicembre 2018 alle 06:00

La perfetta lettera di Mattarella a Salvini

Foto LaPresse

Caro ministro, caro Matteo. Ho pensato molto se fosse opportuno inviarti questa lettera, ma alla fine ho scelto di farlo e ho ritenuto giusto mettere in fila alcuni pensieri per spiegarti in poche righe la ragione per cui, arrivati a questo punto della vostra avventura, intendo l’avventura di governo, è giunto il momento di guardarci negli occhi e di dirci le cose come stanno. Caro ministro, caro Matteo, lo sappiamo entrambi: il vostro esperimento ormai è fallito. E’ fallito non...

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    08 Dicembre 2018 - 14:02

    Caro “Presidente” lei sottovaluta gli elementi che ci hanno portato allo stallo paese. Lei pensa che vi sia ancora una possibilità attraverso il voto quindi il popolo. Il popolo “Presidente” è l’un contro l’altro armato e arriverà ai giubbetti gialli e financo alle barricate perché questo è il tempo, e la pazzia ovunque in Europa regna sovrana. Un populista non può trasformarsi e ritrovare la ragionevolezza. Lo vediamo nei comunisti nel PD portato allo sfascio. Le bande piuttosto e a quello siamo. La ragionevolezza nazionale è smarrita e, come disse Pansa dalla Gruber, così continuando parleranno altre cose non le parole. “Presidente” sentire le ultime esternazioni di Di Maio ed i silenzi foschi di Salvini sulle posizioni loro della prima ora non lascia speranze, ed il rinsavimento ci si augura non debba avvenire se non per vie che avremmo voluto relegate nei libri di storia. Le auguro e ci auguriamo che lei, con la sua saggezza, riesca nell’intento e salvi il salvabile.

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  • Lou Canova

    08 Dicembre 2018 - 13:01

    Per la prima volta dopo molti mesi non sono d'accordo col direttore. Il disastro fatto di demagogia e populismo costituito da questo pessimo governo poggia su due gambe responsabili in egual misura. Impossibile scegliere un meno peggio tra Di Maio e Salvini. Mi auguro che i populisti vadano avanti (malamente, come fatto sinora), prendendosi le responsabilità del caso. La speranza è che gli elettori si rendano alla fine conto dell'inganno e della pericolosità del progetto nazional-social-demagogo-sovranista. No, un governo a guida Salvini con appoggio (scontato) di una FI versione mini al 10%, che elegga oltretutto il prossimo Presidente della Repubblica, non è affatto una bella prospettiva.

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