Sergio Mattarella in visita a Salonicco

Dopo l'attacco del M5s, Mattarella difende la libertà di stampa

Redazione

“Il pluralismo e la libertà delle opinioni sono condizioni imprescindibili per un paese civile, come afferma la nostra Costituzione”, dice il presidente della Repubblica. Nel fine settimana gli attacchi di Raggi, del blog e dei social network grillini

“L'irrobustimento delle voci espressive di identità e realtà rappresenta un servizio reso alla intera comunità della Repubblica: il pluralismo e la libertà delle opinioni sono condizioni imprescindibili per un paese civile, come afferma la nostra Costituzione”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Servizio informazione religiosa in occasione dei trent'anni dalla fondazione. Le parole del capo dello stato arrivano all'indomani dell'ennesimo attacco del M5s alla stampa e in particolare a Repubblica, nel mirino dei pentastellati per le notizie sulla manifestazione contro Virginia Raggi di sabato scorso.

  

  

Sul blog dei Cinque stelle e sui profili nei social network del gruppo parlamentare del partito di governo alla Camera dei Deputati è stata pubblicata infatti una fatwa contro Repubblica: “Non la comprate più, meglio dare i soldi in beneficienza”. 

  

 

“Si tratta di una iniziativa senza precedenti che configura una nuova aggressione contro l'articolo 21 della Costituzione e che si aggiunge alle minacce di far chiudere decine e decine di piccoli giornali e di emittenti attraverso l'abrogazione dei fondi per l'editoria” affermano, in una nota, la Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Ordine nazionale dei giornalisti. “Non si tratta solo di solidarizzare con i colleghi dei gruppi editoriali aggrediti e insultati – incalzano Fnsi e Cnog –, ma anche di impedire che siano ridotte al silenzio decine e decine di voci. Contrasteremo queste scelte con la massima determinazione e ricorrendo a tutte le forme di lotta possibili, ma ci permettiamo anche di sollecitare l'autorevole intervento dei presidenti delle Camere e delle Autorità di garanzia del settore che hanno il dovere di tutelare il pluralismo editoriale”.

  

L'attacco di Raggi

Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha scritto sabato sera un messaggio sul suo profilo Facebook per infamare i cittadini arrabbiati che si sono organizzati per manifestare davanti al Campidoglio per le condizioni orribili in cui versa Roma dopo due anni e mezzo di giunta M5s.

 

  

“C'erano Lorenzin, Calenda e tutta la 'vecchia' guardia del Pd", ha scritto il sindaco Raggi (o chi per lei). “Dalle immagini li ho riconosciuti subito. Non era difficile. Erano gli stessi volti provati e stanchi, le stesse chiome bianche della precedente disastrosa manifestazione di rilancio del Pd in piazza del Popolo. Hanno nascosto le bandiere di partito, forse perché ormai gli stessi sostenitori del Pd hanno un certo imbarazzo a dire che sono del Pd. Quindi con il loro giornale volevano far credere che in piazza fosse scesa la società civile. Invece, hanno provato semplicemente a strumentalizzare i cittadini per fini partitici. Anche stavolta li abbiamo scoperti. Quelli del Pd erano riconoscibilissimi: signore con borse firmate da mille euro indossate come fossero magliette di Che Guevara e – accessorio immancabile – i barboncini a guinzaglio (ovviamente con pedigree). Non mi lascio incantare dalle sirene degli orfani di 'mafia Capitale', da chi vuole il ritorno di Buzzi e Carminati; da chi vuole privatizzare le nostre aziende pubbliche come l’Atac; dai radical chic; dagli pseudo intellettuali che non hanno mai preso un autobus in vita loro o fatto la spesa al mercato”.

    

    

Non contenta, domenica mattina Raggi ha rincarato la dose e risposto a Corrado Formigli, che si era detto sconcertato per la derisione dei manifestanti, dimostrando di avere un rapporto molto fantasioso con la realtà dei fatti: “Sono la prima – ha scritto Raggi – a darsi da fare per avere risposte immediate e smuovere una macchina che ho trovato ferma da anni. Quanto alla piazza di ieri non ho potuto sorvolare sul fatto che c'erano tanti esponenti del Pd che hanno provato a strumentalizzare le persone che erano lì. Negarlo è una offesa all'intelligenza. Ieri in piazza c'era anche tutto lo stato maggiore del Pd romano. E' un dato di fatto. Il loro giornale ha fatto una diretta web nazionale. Da settimane sui social media del Pd è partita una campagna mediatica specifica. Tra le promotrici c'è chi ha fatto l'assessore municipale e si è candidata con il Pd. Devo far finta di non saperlo? Evidentemente hanno provato a fare un attacco politico. Ed ho risposto loro politicamente. A loro, non ai cittadini che rispetto”.