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Come inchiodare l’immobilismo populista

Esiste o no una classe dirigente disposta a ribellarsi contro la spazzatura sfascista? A Roma, l’11 novembre c’è un gran referendum con cui combattere l’immobilismo inefficiente del modello Raggi. Si parla di Atac, ma si parla di Italia. La Lega che fa?

12 Ottobre 2018 alle 06:09

Come inchiodare l’immobilismo populista

Foto LaPresse

C’è un’occasione grande come una casa per provare a mettere in campo un’alternativa allegra, tosta e concreta al partito unico dello sfascio. Quell’occasione non coincide con la discesa in campo di una nuova leadership politica, ma coincide con un appuntamento che merita di essere cerchiato di rosso sul vostro calendario: Roma, 11 novembre, referendum contro l’immobilismo populista. Al contrario di quello che si potrebbe credere, il referendum di cui parliamo non è un semplice referendum contro Virginia Raggi ma è...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    12 Ottobre 2018 - 16:04

    Il populismo in due parole. Il popolo è bulimico. Non è una colpa, un difetto: è la sua natura. Ergo, la “manovra del popolo” richiede tanti, tanti, tanti, soldi in quanto la fame non si placa mai. Sei fai del “popolo” il tuo padrone, poi affoghi nel populismo. Inevitabile. Ma è la conseguenza, non la causa.

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  • luigi.desa

    12 Ottobre 2018 - 13:01

    Credo che Raggi e Toninelli se si mettessero insieme sarebbero una coppia formidabile.

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  • DBartalesi

    12 Ottobre 2018 - 11:11

    Tutto bene, tutto bene... tranne il finale, quel ...Mobilitarsi, please. Per carità...troppo anglosassone, semo a Roma. Da cui ebbette origine (potessimo scrive Di Mejo) quel populismo ancestralmente italiota che dal primo re di Roma, e sempre grazie a Cesare e anche al vecchio Ben, ce lo trovassimo ancora tra i corbelli. Vedi che globalizzazione! Insomma anche lei tenta, "raggionando con la testa", di far passare il verbo "libberale", in una Roma, in un'Italia che, "de 'sti tempi proprio 'sto verbo nun lo vò sentì nepure nominare. Mortacci..." E'questo è il punto, tornando a noi. La voce del "libero mercato" spaventa, inorridisce la nuova plebe che ha preso a seguire nuovi tribuni.che promettono panem, pecunia, et minus laborem, .Non è fascismo. Forse un post berlusconismo più peronista. E insomma di tutto ciò ha da tenere in conto chi volesse tornare a vestir di nuovo giubba liberale. Hai detto un prospero.

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