Piove sul Bagnai

David Allegranti

Un dipendente dell’associazione Asimmetrie accusa il senatore leghista di non rispettare i lavoratori. Proprio lui che attacca il Pd e Renzi per aver “ridotto diritti e salari”

Roma. Il leghista Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze del Senato, ripete spesso quanto sia preoccupante la questione dei salari in Italia. Il responsabile è naturalmente uno soltanto: “Il Pd ha demolito gli stipendi degli italiani”, ha detto in un’intervista al Populista del febbraio scorso. “Le politiche del partito di Renzi hanno avuto l’effetto di ridurre diritti e salari”, ha precisato.

 

Per fortuna però c’è l’agguerrito senatore fiorentino con cattedra a Pescara che fra le altre cose è presidente di Asimmetrie, un’associazione “dedicata allo studio delle asimmetrie economiche”. Vicepresidente è il sovranista Marcello Foa – che sta un po’ dappertutto – nonché presidente della Rai in pectore. Orbene, all’ennesimo tweet sul “salario dignitoso”, Federico Bosco, un dipendente di “Asimmetrie”, “addetto alla gestione dell’archivio documentale” (si legge nella relazione di missione 2016) si è molto risentito. “Ma finiscila di fare quello che rispetta il lavoro”, ha scritto dal suo account @federiconero. “Sei il primo che si è avvalso di stratagemmi per non pagare il dovuto e dei simpatici strumenti del governo Renzi, per non parlare di quello che stai facendo adesso”.

 

  

Segue screenshot di un documento dal quale si intuisce che Asimmetrie abbia cercato di risparmiare sul costo del suo collaboratore, pagandolo non più di mille euro netti al mese come dipendente di terzo livello (contratto nazionale del terziario) per 14 mensilità a tempo determinato. Tutto legittimo, per carità, ma la questione è politica. “Sappiamo che per l’anno 2015 il signor Bosco ha lavorato presso di voi solo come co.co.co., pertanto a tempo determinato se e solo se nel 2015 il signor Bosco non risulta essere stato assunto da altra ditta anche per un sol giorno a tempo indeterminato per Asimmetrie si prospetta l’eventualità di ottenere uno sgravio Inps sulla parte a carico azienda previsto dal Jobs Act ma questo è possibile solo se Asimmetrie lo assume a tempo indeterminato con contratto a tutele crescenti con mansioni diverse da quelle specificate nei progetti precedenti”. Insomma, non tutto il male viene da Renzi. E Asimmetrie che dice? “Riguardo alcune affermazioni fatte su Twitter dal signor Federico Bosco a proposito del suo rapporto di lavoro con Asimmetrie, si comunica che è in corso una trattativa fra legali riguardante la risoluzione del rapporto in termini costruttivi e nel rispetto della legge”. Cuore a sinistra, portafogli a destra.

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  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.