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Nel paese dei balocchi

L’Italia del cambiamento: non lavori ma hai lo stipendio, non versi i contributi ma hai la pensione, e non paghi neppure le tasse. Appunti semiseri per un film ispirato alla cuccagna di Pinocchio e all’Omino di burro

24 Settembre 2018 alle 11:32

Nel paese dei balocchi
Scorrere le pagine di un quotidiano, saltellare sulle interviste dei ministri che annunciano l’imminente manovra economica e le grandi riforme del cambiamento, crediamo possa ispirare i nostri migliori sceneggiatori e produttori cinematografici, invitandoli a un parallelo con un libro che andrebbe preso drammaticamente sul serio, fatto leggere obbligatoriamente nelle scuole, consegnato a ciascuno non appena venga eletto in Parlamento, recuperato in chiave moderna. Le avventure di Pinocchio sono infatti un romanzo di suggestivo richiamo e straordinario estro umoristico, ma soprattutto...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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Commenti all'articolo

  • stearm

    24 Settembre 2018 - 16:04

    Aggiungerei solo che nel paese dei balocchi immaginato da Salvini e Di Maio con il consenso del 70% degli italiani, ci sono anche alcuni milioni immigrati che magari pagano anni di contributi che in parte finanzieranno il reddito di cittadinanza di qualche milione di italiani. E che, se magari, dopo aver contribuito a pagare il reddito di cittadinanza di questi italiani nullafacenti, si troveranno senza lavoro, sarebbero esclusi da usufuire almeno di una parte dei soldi che hanno versato. E non finisce qui? Troveranno i nostri eroi, tra le odi di giubilo della stragrande maggioranza del popolo italiano-italiano, il modo per fare una legge che escluda i non italiani-italiani dal diritto a percepire la pensione dopo aver magari lavorato 40 anni? Io dico che i nostri eroi ci proveranno. O trovando il modo di escludere i non-italiani-italiani oppure in un modo più radicale: facendoci dichiarare bancarotta. E lo dico senza rabbia. Il volere del popolo in democrazia deve essere rispettato.

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