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Meno accoglienza, più emergenza: cosa prevede il decreto Salvini sui migranti

Il Cdm approva all'unanimità il provvedimento: addio alla protezione umanitaria e stretta sul sistema di accoglienza Sprar

24 Settembre 2018 alle 15:15

Meno accoglienza, più emergenza: cosa prevede il decreto Salvini sui migranti

Giuseppe Conte e Matteo Salvini presentano il decreto Sicurezza (foto LaPresse)

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi all’unanimità il “decreto Salvini”, quello che affronta in un testo unico le misure relative alla sicurezza e all’immigrazione. Nonostante il ministro dell’Interno l’abbia definito “il decreto più condiviso nella storia del governo”, il provvedimento ha sollevato nei giorni scorsi diversi dubbi di costituzionalità. Perplessità sciolte in questi ultimi giorni, hanno spiegato oggi Salvini e il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, con una mediazione serrata con il Quirinale sui contenuti del decreto. L’unanimità del voto odierno ha anche messo a tacere le critiche che erano sorte in seno alla stessa maggioranza di governo e che hanno interessato in particolare l’ala del M5s che fa capo al presidente della Camera Roberto Fico, preoccupata in particolare dalla stretta di Salvini sul tema dei migranti.

 

Il testo del decreto sarà noto solo al momento della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Al momento si sa che il provvedimento conta 17 articoli relativi all’immigrazione e 38 alla sicurezza. Sul tema più controverso, quello dei migranti, quelli che seguono sono i punti salienti inclusi nel decreto.

 

Niente più protezione umanitaria. Si tratta della misura di protezione più diffusa e concessa in Italia ai richiedenti asilo, con una durata che va dai 6 mesi ai due anni. Introdotta in Italia nel 1998 con l’articolo 5 comma 6 del testo unico 286/98, la protezione umanitaria era concessa per “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”, oltre ai casi in cui una persona fugga da conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in paesi esterni all’Ue. In sostanza era un permesso di soggiorno che lo stato italiano riconosceva a coloro che, pur non avendo i requisiti per ottenere la protezione internazionale, presentavano comunque delle vulnerabilità tali da richiedere una forma di tutela. Ora le cose cambiano. “La protezione umanitaria viene normata con sei fattispecie specifiche, non ci sarà più la libera interpretazione del singolo”, ha spiegato Salvini in conferenza stampa. Le sei fattispecie previste "che daranno luogo a una protezione oggettiva e non soggettiva" riguardano le "vittime di grave sfruttamento lavorativo, vittime di tratta, vittime di violenza domestica, vittime di gravi calamità naturali, necessità di cure mediche, protagonisti di atti di particolare valore civile".

 

Revoca della protezione internazionale e dello status di rifugiato. La domanda sarà negata o revocata in caso di reati di violenza sessuale, produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione, furto, furto in appartamento, minaccia, violenza o resistenza a pubblico ufficiale. La domanda sarà negata anche a coloro che sono sotto procedimento penale.

 

Revoca della cittadinanza. La cittadinanza è revocata per gli stranieri che commettono reati di terrorismo. Vengono inoltre posti dei limiti alla concessione della cittadinanza ai discendenti degli emigrati italiani all’estero. Si estende il periodo di residenza richiesto per chi chiede la cittadinanza.

 

Espulsioni. È vietato il reingresso dello straniero espulso da altri paesi Schengen.

 

Cpr e Sprar. Il periodo di permanenza dei migranti nei Centri di prima accoglienza (Cpr) in attesa di essere rimpatriati viene prolungato dai 90 giorni attuali fino a 180 giorni. Vengono inoltre ridimensionati gli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), la rete degli enti locali per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata. Col decreto Salvini potranno beneficiarne solo coloro che sono già titolari di protezione internazionale o i minori stranieri non accompagnati. L’associazione Refugees Welcome Italia ha espresso "forte preoccupazione per le misure contenute nel decreto. Ridimensionamento dello Sprar – fiore all'occhiello del sistema di accoglienza italiano – abolizione della protezione umanitaria, esclusione dei richiedenti asilo dai servizi per l'integrazione, incremento dei grandi centri e stretta sulla concessione della cittadinanza: sono alcune delle misure contenute nel provvedimento che, se approvato senza alcuna modifica, ridisegnerà – secondo l'associazione – l'architettura del sistema nazionale di accoglienza in senso negativo". "Questo decreto”, sottolinea Fabiana Musicco, presidente dell'associazione che promuove l'accoglienza in famiglia di rifugiati e titolari di protezione, "rappresenta un preoccupante passo indietro. Invece di potenziare il sistema di accoglienza diffusa gestito dagli enti locali, che ha favorito, in questi anni, reali processi di inclusione per richiedenti asilo e titolari di protezione, si sceglie di rafforzare la logica emergenziale dei grandi centri che, oltre a non garantire alcuna integrazione, genera spesso, a causa dei pochi controlli, abusi e malversazioni".

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  • Danyz

    25 Settembre 2018 - 11:11

    Finalmente si comincia a porre dei freni ad un'invasione scellerata che stava portando l'Italia allo sfascio. Il decreto avrebbe dovuto essere più restrittivo: sicuramente non avrebbero dovuto essere ricompresi eni permessi per motivi umanitari le vittime di violenza domestica, di tratta e di sfruttamento lavorativo. Ora tutti i clandestini affermeranno e cercheranno di farci credere che scappano da violenza domestica, che sono vittime di tratta e di sfruttamento lavorativo. E noi italiani a sborsare soldi per i soliti nullafacenti arrivati in Italia per farsi mantenere.

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  • niky lismo

    24 Settembre 2018 - 18:06

    Proibire, vietare, punire: gli intolleranti nazionalisti di governo coniugano soltanto verbi repressivi, che amputano le libertà non dei soli destinatari ma di tutti. Al fallimento socio-economico del proibizionismo sulle droghe sta per aggiungersi la rovina cultural-umanitaria del proibizionismo sulle persone migranti. I governanti di ricino e manganello si accingono da un lato a riformulare l'ignobile condono tombale, dall'altro a minacciare le ipocrite manette agli evasori. "Più carceri, più carcere" è la semplicistica litania delle zampogne fasciostellute, fingendo di ignorare che a ingolfare inutilmente le galere ci finisce chi è povero, reietto o emarginato, non certo i doppiopetti del narcotraffico né gli amministratori di multinazionali dedite all'elusione tributaria. "E' il cambiamento, bellezza,,," si dirà, ma è un cambiamento nella direzione sbagliata

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    • Toccio

      Toccio

      25 Settembre 2018 - 12:12

      Non è un cambiamento per niente. Sempre la solita vecchia storia, il solito vecchio e ormai putrido prodotto che vende ancora un sacco presso gli elettori di bocca buona (che sono i più): far credere che i fenomeni spariscano perché si "vietano", si "criminalizzano"; credere che un'espulsione avvenga solo perché la si "prescrive" (quante espulsione vi aveva promesso Salvini, e quante ne ha fatte, invece, boccaloni?). Rassicurare bastonando i "devianti" o chi viene percepito come tale. In realtà così i fenomeni, e gli(asseriti) devianti, cui viene negata ogni possibilità di normalizzazione, restano, semplicemnte perché esistono: ma sono costretti a vivere sottotraccia, nella clandestinità. Il problema così si aggrava, si fa sempre più ingestibile, incontrollabile. Già i clandestini stanno aumentando solo per le prime circolari di Salvini (elaborazione Ispi di dati del Viminale). Immaginiamoci cosa accadrà se, con questo decreto, pioverà di quel che tona.

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    • lorenzo tocco

      lorenzo tocco

      24 Settembre 2018 - 22:10

      Lei è proprio sfortunato ad aver visto ricino e manganello a casa sua, dalle mie parti non sono ancora arrivati e non credo che lo faranno. Gli unici che sono arrivati sono i clandestini, gente che se va bene ti guardano dall'alto in basso col loro telefonino spaparanzati sulle panchine, se va male spacciano e/o stuprano. Lei che ce l'ha tanto col proibizionismo (sacrosanto) sulle droghe, come reagirebbe se un suo caro dovesse esserne vittima? Ne sarebbe contento. E' chiaro che il problema della droga non si risolve solo arrenstando gli spacciatori, italiani o stranieri che siano, però un po' aiuta

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    24 Settembre 2018 - 17:05

    Se il decreto è effettivamente questo, mi pare un grande passo avanti contro il buonismo e il lassismo che ha caratterizzato il recente passato. Se sbagli paghi. Se non hai diritto devi essere rimpatriato. Se delinqui perdi ogni diritto. L'integrazione ed eventualmente la ripartizione di chi ha diritto è più facile se cala il loro numero.

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    • niky lismo

      24 Settembre 2018 - 18:06

      Facilissimo che cali il loro (loro?) numero: tornino in Libia nei lager o affoghino in mare a centinaia, così nemmeno ci turbano la cena con urlacci e immagini bruttine

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