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Più Macron, meno Di Maio

Prima dei capitani vengono i capitali. Perché quando si guida un paese è più importante essere popolari tra gli investitori che tra gli elettori. I nuovi dati del disastro sovranista (-58 mld) e due lezioni francesi contro i Madoff della politica

15 Settembre 2018 alle 06:00

Più Macron, meno Di Maio
Come si può pensare di redistribuire le fette di una torta senza fare nulla per avere prima a disposizione una torta da redistribuire? Nell’epoca della post verità sovranista, i partiti a vocazione populista sono a poco a poco riusciti a far passare un messaggio che suona grosso modo così: per valutare la traiettoria di un governo l’unico dato che conta è quello legato alla connessione sentimentale che chi governa riesce a costruire con il suo popolo.   Governare senza preoccuparsi...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    16 Settembre 2018 - 01:01

    Caro direttore – Le sue cifre sono giuste. La loro interpretazione politica però zoppica. Come quella di tutti che vorrebbero andare in bicicletta, senza avere la bicicletta. Orsù, l’apparente, sondaggi, crescita del consenso, niente ha a che fare coi numeri del Parlamento. Quelli rimangono quelli che sono, generati dal consenso del 4 marzo. I numeri in essere nel Parlamento non calano con le doverose intemerate contro il governo. Non facciamoci illudere dal successo che a suo tempo ebbero contro Berlusconi. Allora, sia nel paese, sia in Parlamento il Pd, la sinistra in genere, era considerata alternativa credibile e migliorativa. Oggi? Completo: o tutto è in funzione delle europee 2019, otto mesi di questa solfa la rendono stucchevole, che comunque non cambierebbero i numeri parlamentari attuali, o altrimenti sembra propaganda elettorale, senza elezioni in vista. La bicicletta che non c’è. Come non c'è neppure quella M5S + Pd. Macron, la sua forma di governo sono estranei a noi.

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  • pietro.pagliardini

    15 Settembre 2018 - 18:06

    "Governare senza preoccuparsi del consenso" è una condizione normale di chi sarà in carica per cinque anni con un grande potere decisionale. Mi sembra che il nostro sistema non garantisca questa possibilità e il confronto nasce su basi sbagliate

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  • Chichibio

    15 Settembre 2018 - 11:11

    Già, ma il popolo è in grado di capire? E vuole ascoltare, soprattutto?

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  • fiorevalter

    15 Settembre 2018 - 11:11

    condivido, ma mi permettere di aggiungere che il sistema istituzionale/elettorale che abbiamo non facilita una politica responsabile che sappia guardare al dopodomani e non solo all'oggi: Macron ha vinto e governa per 5 anni avendo raccoldo il 25% dei consensi al primo turno, da noi con questo bel proporzionale un macron non sarebbe proprio possibile

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