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No, non sono migranti economici

Salvini dice che la pace tra Eritrea ed Etiopia risolve tutto. Non è così

24 Agosto 2018 alle 20:43

No, non sono migranti economici

La nave Diciotti ormeggiata nel porto di Catania (foto LaPresse)

La maggior parte dei migranti a bordo della nave Diciotti è di origine eritrea. I migranti dell’Eritrea sono il secondo gruppo per ingressi in Italia. E non arrivano solo via mare, attraversando il Sahara a piedi e poi prendendo i barconi dalla Libia, ma anche con gli aerei. Secondo le regole internazionali gli eritrei hanno diritto a una “protezione umanitaria rafforzata”, ma questo, secondo il ministro dell’Interno Matteo Salvini, potrebbe cambiare presto: “Una delle poche buone notizie di questa estate disastrosa è che tra Etiopia ed Eritrea la pace resiste. Il cappellano degli eritrei in Europa, don Mussie Zerai, dice di sperare che anche l’Italia faccia la sua parte. Come governo, noi siamo assolutamente disponibili”, ha detto ieri al Corriere. Effettivamente la pace sancita dall’abbraccio tra il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, e il presidente eritreo Isaias Afewerki, è una delle migliori notizie del 2018. Negli ultimi vent’anni il conflitto tra i due paesi è diventato uno dei motivi principali della fuga di eritrei ed etiopi dai rispettivi paesi.

 

Ma mentre l’Etiopia è un paese in pieno sviluppo, con un primo ministro progressista, l’Eritrea si trova ancora incastrata in un complicato gioco geopolitico, governata sin dal 1993 dallo stesso uomo. Isaias ha trasformato il paese in una Corea del nord africana, con una capillare repressione dei dissidenti politici, servizio militare obbligatorio per tutti gli uomini, un dilagante sistema corruttivo e l’appoggio ad alcune fazioni dei guerriglieri islamisti di al-Shabaab in chiave antietiope. Secondo un report dell’Onu del 2015, Isaias ha creato “un regno del terrore attraverso i sistematici abusi sulla popolazione che potrebbero configurarsi come crimini contro l’umanità”. Insomma, la gente scappa dall’Eritrea per validi motivi. Tecnicamente il ministro Salvini sbaglia a considerare gli eritrei “immigrati illegali”, non solo perché il trattato di pace tra Addis Abeba e Asmara non è ancora riconosciuto dalla legge internazionale, ma perché gli eritrei hanno diritto alla protezione, perché scappano da una dittatura. Le esternazioni dure di Salvini zoppicano sul piano legale e non fanno altro che complicare la posizione italiana davanti al resto del mondo.

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