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A Genova serve un governo che agisca con responsabilità, non con la propaganda

Il premier Conte ha detto che non si possono aspettare i tempi della giustizia. L'importante è che non sia solo una giustificazione per togliere la concessione ad Autostrade, senza dare risposte concrete

16 Agosto 2018 alle 10:22

A Genova serve un governo che agisca con responsabilità, non con la propaganda

Foto LaPresse

Dopo il crollo del ponte Morandi il governo centrale, l'amministrazione ligure e quella genovese devono affrontare un’emergenza spaventosa. Oltre alle demolizioni necessarie per ragioni di sicurezza e alla sistemazione di chi ha perso la casa, oltre alla ricerca delle vittime del crollo, è necessario evitare il collasso dell'interporto, trovando il modo di fare uscire i container in direzione del sistema autostradale, ripristinare in qualche modo il traffico in città e progettare rapidamente una soluzione che reintegri anche nel cruciale nodo genovese la rete autostradale.

 

Il presidente Conte ha affermato che l’obbligo di garantire la sicurezza del traffico è prevalente e che quindi non si può attendere il giudizio della magistratura sulle responsabilità. Se è per reagire immediatamente con iniziative costruttive e risolutive, benissimo. Se serve solo a giustificare la scelta di revoca della concessione ad Autostrade, che non risolve il problema pratico e lo può persino complicare, invece no.

  

In situazioni di emergenza così stringenti chi governa ha la possibilità di decidere senza troppe pastoie, ma questo surplus di autorità si giustifica solo se poi nei fatti si dimostra di avere agito rapidamente e concretamente per risolvere la crisi. Dal punto di vista pratico, ancora non si conoscono gli orientamenti del governo, il che è comprensibile ma non può protrarsi più di qualche giorno. Che strada si sceglie per ripristinare la viabilità genovese? Un nuovo viadotto più sicuro? L’attuazione a tempi di carica della gronda a nord del centro urbano? Soluzioni intermedie in attesa che una di queste due opzioni venga scelta e implementata? Una volta deciso il percorso operativo, naturalmente con l’aiuto di esperti, bisogna trovare l’operatore. Può essere la stessa concessionaria o bisogna ricorrere a un altro soggetto imprenditoriale? Con una chiamata diretta o con una gara di appalto, che sarebbe naturalmente lunga e controversa? Sono domande pratiche che non sottintendono alcun pregiudizio politico. Sono i fatti a imporre al governo di rispondere, esercitando il suo potere e la sua responsabilità. Su questo sarà giudicato, e non solo dai genovesi.    

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    16 Agosto 2018 - 22:10

    Urge rendersi conto dell'Italia-reale, senza scappare in illusorie politicanze destrorse o sinistrorse, il cui risultato è : l'attuale situazione generale di fatto. Ad es. "ponte Morandi": tutti, ora, dicono che si sapeva che non poteva reggere e che quanto è successo era non solo prevedibile ma scientificamente previsto. Ok. Domanda da cento milioni: atteso che il viadotto era da chiudere perché ormai inaffidabile, proviamo a pensarci… CHI, quale autorità, quale "potere" avrebbe potuto decidere che, stante l'insicurezza accertata del viadotto, "DISPONGO che sia chiuso", bloccato. Normale, no? Ma in quest'Italietta sempiterna da operetta, chi riesce ad ipotizzare un'Autorità che abbia il POTERE di chiuderlo? Per me, nessuno, inimmaginabile in questa Italia-reale. Allora: tutta l'Europa e il mondo, primo secondo e terzo, è attrezzato con opere in cementarmato, possibile che solo l'Italia sia rimasta incapace di valutarne l'affidabilità? Purtroppo, si: solo l'Italia. Vergognamoci.-

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  • Giovanni Attinà

    16 Agosto 2018 - 13:01

    Ma la propaganda è la prerogativa di questo governo. Poi ci pensa la carta stampata dando il monopolio alle tv dell'informazione nella giornata di Ferragosto, con la conseguente non uscita dei giornali per leggere le altre campane. Infatti l'agitarsi delle truppe governative su annunci di revoca della concessione lascia il tempo che trova. Le responsabilità di autostrade saranno pure enormi, ma sulla tristissima vicenda di questo ponte dovrebbero essere in molti a cospargersi il capo di cenere, partendo dai governi che si sono succeduti negli ultimi trent'anni. Quanto all'attuale , mi sembra la ripetizione del governo degli annunci campati in aria, senza soppesare le parole.

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    • Skybolt

      16 Agosto 2018 - 14:02

      Egregio Attinà, Autostrade e i Governi precedenti (vada e vedersi le date delle concessioni e dei rinnovi, e capirà subito quali) sono la stessa cosa....

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  • albertoxmura

    16 Agosto 2018 - 11:11

    La verità è che i Cinque stelle non vedono l'ora, come lupi famelici, di mettere le mani su tutto per ragioni meramente clientelari. Nazionalizzazioe dell'Alitalia, affinché continui a perdere miliardi di euro a spese dei contribuenti. Nazionalizzazione delle autostrade per favorirne il dissesto a cui si rimiederà ponendo cartelli con il limite di velocità di 30 all'ora ovunque. Il tutto controllato da ministri grillini o leghisti pronti a piazzare i loro adulatori ai vertici delle società pubbliche, come abbiamo già visto fare con la Rai (che peraltro andrebbe privatizzata). In questo modo faremo un balzo indietro di trent'anni. Affidare all'ANAS la gestione delle autostrade è una pessima idea e andrebbe ricordato che in Sicilia un ponte affidato alle cure dell'ANAS è crollato solo dopo dieci giorni dalla sua inaugurazione. Lo stato deve regolamentare, vigilare, controllare, mai gestire direttamente.

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    • m.pascucci

      16 Agosto 2018 - 14:02

      Gentile Sig. Mura, probabilmente Lei ha ragione, anche io sospetto che anche in questo caso ci siano degli interessi clientelari, e non sarebbe la prima volta. Però mi duole dire una cosa: i responsabili del meccanismo perverso che gestisce le concessioni autostradali questa volta sono davvero i precedenti governi. Dirlo da fiero oppositore del populismo giallo-verde dilagante mi costa assai, perché quando adesso i nostri nuovi governanti punteranno il dito sui "vecchi partiti" sarà difficile dar loro torto. Ho solo il forte sospetto che poi, dopo le prime dichiarazioni di fuoco, costoro non possano far altro che piegarsi alla "realpolitik" e far finta che nulla sia accaduto, così come stanno facendo e faranno su altri argomenti. Però se venissero alla luce un po' di magagne, francamente, questa non mi dispiacerebbe.

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    • Skybolt

      16 Agosto 2018 - 12:12

      Egregio Mura, posso farle BUM? A parte le collusioni tra controllori e controllati (mica lo dico io, ma il giornale della Confindustria di ieri) , concorderà che la soluzione delle concessioni come esistono ora non funziona? I rivat si comportano come i pubblici in quanto ad effiienza per i clienti (noi) e come privati in quanto a dividendi agli azionisti. Sarebbero da andare a vedere i momenti di rinnovo delle concessioni, così,per diviertirsi un po'...

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      • albertoxmura

        16 Agosto 2018 - 13:01

        Non si può affidare al gestore il controllo di se stesso. Debbono esserci enti pubblici preposti al controllo. I ministeri non servono solo per retribuire un esercito di burocrati alle prese con montagne di scartoffie o per puntare il dito contro i gestori privati dopo che i disastri sono ormai accaduti. Occorre muoversi per la sorveglianza ben prima che i disastri avvengano e imporre tempestivamente le misure necessarie. La responsabilità della sicurezza è, in ultima istanza, dello Stato. Le indagini stabiliranno quali sono state (se ci sono state) colpe da parte di Autostrade. Ma, allo stesso modo, vanno stabilite anche le colpe degli uffici pubblici preposti al controllo della sicurezza. Se lo Stato ha demandato del tutto ai gestori il controllo della sicurezza, allora è venuto meno al suo compito. Altrimenti si dovrebbero chiudere enti e ministeri, perché sarebbero perfettamente inutili e un immenso spreco di denaro sottratto alle tasche dei cittadini che pagano le tasse.

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        • Skybolt

          16 Agosto 2018 - 14:02

          Autostrade si autocontrolla e si autocertifica, pagando le famose società di consulenza internazionali di cui parlava il primo comunicato di Castellucci. E non che le pagherebbe lo stesso se non la certificassero.... Poi c'è un'unità operativa del MIT che dovrebbe controllare l'affidabilità del tutto, da cui il mio accenno (del Sole in realtà) di cui sopra. Per sapere come sonos critte le concessioni, non occorre aspettare la decretzione (speriamo la facciano in fretta), ma basta leggere le clasole di quella, a prolugamento senza gara, di Gentiloni-Delrio del 29/12/2017 (cha data curiosa...). Sono riportate sul Sole di ieri.

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