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La moneta della pace spiegata a Salvini

L’euro è l’unico collante rimasto all’Europa, e per questo tornerà sotto attacco

27 Giugno 2018 alle 06:18

La moneta della pace spiegata a Salvini

Foto LaPresse

L’euro sembra scomparso dalla scena, misteriosamente. Strano. Era un prim’attore, tra spread, debito, riforme del bilancio europeo, e poi contratto all’italiana, caso Savona, fu salvato a suo tempo nella crisi dei mercati finanziari da un whatever it takes provvidenziale eccetera. Ora niente. La moneta introdotta da Mitterrand e Kohl, a Muro caduto e Germania riunificata, sembra aver smesso di primeggiare tra i nostri incubi. E’ stato sostituito dal negher, dallo zingaro, cose a costo zero in apparenza. La moneta unica era un ostacolo alla formazione del governo minaccioso e spassoso dei gialloverdi, ora la sua scomparsa a favore del negher e dello zingaro ha rilanciato alleanza e contratto nella mente o mentalità dell’italiano, che è quasi sempre medio, mediocre, almeno nei comportamenti civili.

 

Quando nacque l’euro molti scettici, e tra questi amici dell’establishment come Antonio Fazio, Cesare Romiti, Giorgio La Malfa, Paolo Savona e altri, obiettarono con semplicità e senso pratico: non si comincia dalla moneta, si comincia dalla politica, dalle istituzioni, nessuna convergenza delle economie sarà mai garantita da una moneta unica. Poi si aggiunse Tremonti con i suoi apotropaici rischi fatali, infine, date tempo al tempo, leghisti di schiatta salviniana e grillozzi si aggiunsero anch’essi, con gli antieuro di sinistra estrema, i social No Euro alleati con i Basta Euro. Quell’esercito ha perso in Francia con Madame Le Pen, evviva Macron, non ha vinto in Germania, dove a suo modo condiziona le decisioni ma è all’opposizione, evviva la figlia del pastore luterano Angela, e ha vinto a sorpresa in Italia, paese dell’opera buffa e del fascismo eterno autarchico, abbasso papà Salvini e il socio di minoranza Di Maio. Ma solo un quarto dell’opinione pubblica universale in Europa, lo dicono tutti i sondaggi, ce l’ha ancora con l’euro. I restanti tre quarti se lo tengono stretto. Grillo è ridotto a polemizzare con Claudio Amendola, altro che referendum.

 

L’Unione europea è divisa e indebolita, prima di tutto sull’invasione demografica di sostituzione che c’è e non c’è, e se c’è non si combatte chiudendo i porti. Il tema è la solidarietà, evanescente questione morale tra nazioni politiche, ma più concreto campione di istituzioni sovranazionali e intergovernative che sono chiamate a funzionare, a partire dal diritto del mare, dall’obbligo di soccorso per il quale il ministro dell’Interno italiano dovrebbe essere denunciato, causa appello all’omissione, e possibilmente incarcerato dopo un regolare processo. (Salga a bordo, capitano De Falco, cazzo!) Ma l’euro, è una constatazione, è l’unico collante rimasto a tenere insieme l’Europa. I popoli si sono ribellati alle élite che fanno soltanto i loro interessi, ma hanno anche loro un interesse particolare, e sanno riconoscerlo: la moneta unica, che copre insieme quel tanto di convergenza delle economie, il caso Grecia insegna, e quel tanto di divergenza delle medesime che tuttavia può reggere alla concorrenza e alla libertà internazionale dei commerci e perfino al protezionismo delle democrature e delle repubbliche demagogiche, a partire da Trump, il tutto appunto grazie a una moneta indivisa e invisa ad americani e russi, non so i cinesi, ma alla fine accettata e come dire coccolata dai suoi detentori, dall’Olanda al Regno di Messina, dalla Bretagna a Lesbo, dal Portogallo alla Polonia opulenta ed esausta, almeno calcisticamente e democraticamente (per non parlare della Baviera, della Lombardia, del Veneto, della Catalogna e altre autonomie).

 

Salvini sarebbe già a tenere un comizio al confine con la Francia dalle parti di Ventimiglia o di Mentone, posto che lo facciano entrare, dopo aver mandato due divisioni al Brennero, se non ci fosse l’euro. E vedrete che l’incrudimento immaginifico della tragedia in forma di commedia delle rotte dell’esodo africano troverà nell’euro alla fine il suo limite naturale. Per la quale ragione si finirà per dire che per una volta è la moneta che fa l’istituzione, non l’opposto. Ma c’è un ma. Il contratto prevede forzature di vario genere, quella della chiusura dei porti e della guerricciola antieuropea sull’immigrazione ne è solo una componente, la più disgustosa e vistosa. Ci sono cambiali elettorali ingenti da pagare, e un popolo sbilenco e immusonito intende riscuoterle, da Pisa a Caserta e oltre. Sicchè, dàgli e dàgli, finirà che anche l’euro ritornerà in primo piano, e non sarà un momento facile per gli indebitati esigenti e spendaccioni della dignità altrui.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    27 Giugno 2018 - 21:09

    L’euro non è scomparso dai radar, si e solo appartato nella nebbia per poi tornare e giocare la sua ultima partita. Oltre i migranti dove la colpa è tutta del PD, quello che preoccupa è il prossimo, quando sarà, incontro Trump-Conte voluto fortissimamente da Trump, dove la sua posizione anti euro potrebbe portare i populisti, visto che non combineranno nulla in campo economico e non solo, a portarsi in zona “oltre l’euro” cosa che non hanno mai accantonato ma che è il loro cavallo di troia per sfasciare tutto. Questo è un aspetto che i governanti europei devono tenere in massima considerazione prima che gli eventi diventino ingovernabili.

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  • adebenedetti

    27 Giugno 2018 - 20:08

    L`Euro e` troppo forte par tanti paesi europei, ma e` troppo debole per la Germania, che trae vantaggio dalla presenza dei paesi "periferici" dell`Europa per acccumulare surplus commerciale a danno anche dei competitori americani. Da sempre la strategia della Germania e` stata quella di ampliare il piu` possibile la partecipazione all`Euro promuovendo e autorizzando l`adesione al maggior numero di paesi europei meglio se secondari. Cosa che puo` fare pensare e` l`esempio dell`Albania che fuori dalla moneta unica crese molto piu` dell`Italia. Oggi c`e` l`asse Berlino-Pechino che agisce contro Trump il quale se riuscisse solo a ridurre del 30-40% il deficit commerciale USA ci sarebbero centinaia di miliardi di beni soprattutto cinesi e tedeschi invenduti nel mondo. Non e` una combinazione che Chelsea Clinton,i coniugi Obama, l`ex capo dell`FBI Comey siano stati assunti per scrivere un libro e pagati a peso d`oro,nel vero senso della parola, da un editore tedesco.

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  • luigi.desa

    27 Giugno 2018 - 15:03

    Conosco bene le Ong da almeno mezzo secolo si fregiano di organizzazione non governatave ma al 98% si ritengono out -law.

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  • Skybolt

    27 Giugno 2018 - 14:02

    L'Europa come entità geopolitca non è mai nata, semplicemnete perchè ha rinunciato a difendere i confini esterni, anzi a definirli prima di tutto. Come tale, non essendo delimitata in modo coercitivo (chi prova a entrare senza permesso, muore) non è una sintesi politica. Il resto è chiacchera e furbate monetaristiche tedesche.

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