Ai re di denari la felpa non piace

L’europeista Macron fa gli interessi nazionali, il nazionalista Salvini no

24 Gennaio 2018 alle 06:04

Ai re di denari la felpa non piace

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Il numerino tre se danneggia il risparmio, le famiglie e il lavoro, per noi non esiste”, dice Matteo Salvini. Il numerino è il tetto europeo del tre per cento di deficit che Silvio Berlusconi, nell’odiata Bruxelles, s’è impegnato a rispettare, mentre per il segretario della Lega “viene prima l’interesse nazionale”. Per rafforzare il concetto Salvini ha approfittato della presentazione quali candidati alle politiche dell’economista Alberto Bagnai e del responsabile economico leghista Claudio Borghi: due no euro doc. Salvini non ha digerito la sconfitta dell’alleata Marine Le Pen a opera dell’euro-entusiasta Emmanuel Macron. Il presidente francese ha ricevuto a Versailles i top manager di 140 multinazionali, tra le quali Facebook, Google, Toyota ed Eni, Barilla, Lavazza e Fincantieri; il che porterà alla Francia 3,5 miliardi di investimenti e migliaia di posti di lavoro. Nel frattempo Parigi e Berlino potenziano a livello parlamentare la collaborazione sancita dal trattato dell’Eliseo di 55 anni fa, che ha garantito la pace in Europa e contribuito all’uscita dalla crisi. Faccenda definita dalla Le Pen “lesiva della sovranità francese”, e di stampo “capitalista globalista” da Indomitable France, partito di estrema sinistra. Le multinazionali sono anche il bersaglio di Pietro Grasso, capo di Liberi e uguali, che rispolvera slogan da anni Ottanta. Mentre Macron incontrava i big delle maggiori aziende del mondo, più sobriamente al Club House di Brera, Milano, Salvini tentava di offrire un’immagine rassicurante di sé a banchieri e avvocati d’affari. Commenti però freddini. La domanda è: tutela di più gli interessi nazionali l’europeista Macron, il nazionalista Salvini o l’antimperialista Grasso? Scommettiamo che il Cav., che se ne intende, ha la risposta pronta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    24 Gennaio 2018 - 11:11

    Questo è ciò che fa "l'europeista" Macron: rifiuta l'alleanza Orange-Deutsche Telekom perché metterebbe Orange in posizioni di debolezza (vedi articolo di Brambilla), ma sponsorizza caldamente le operazioni in cui un'azienda francese sarebbe in posizione di forza, comportamenti che sarebbero sicuramente approvati dalla Le Pen (ci siamo già scordati, con la consueta memoria del pesce rosso, dell'affare Leonardo-Saint Nazaire?). Macron è un europeista "col culo degli altri", ma di fatto è e resterà un sovranista, neanche tanto camuffato. Poi il paragone con Salvini (e Grasso) per adesso è improprio, non avendo essi ruoli di governo: vedremo, nel caso. E la domanda è mal posta: tutela di più gli interessi nazionali Renzino (o Gentiloni o Monti o chi per esso), che supinamente hanno accettato qualunque porcheria europea o chi dice che bisogna fare come in Germania, cioè far prevalere la propria costituzione sulle leggi comunitarie (copyright Meloni)?

    Report

    Rispondi

Servizi