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Andrea Marcenaro chiede scusa al Csm per un torto fatto alla giustizia

Io, per iscritto. Cerasa, per il semplice gusto del potere direttoriale, quindi ancor peggio. Ma si è avallata, tutti e due, una cazzata.

25 Ottobre 2016 alle 18:49

Andrea Marcenaro chiede scusa al Csm per un torto fatto alla giustizia

Plenum del CSM con Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Chiedo pubblicamente scusa al Consiglio superiore della magistratura. Anche a nome di Claudio Cerasa. Ho, o meglio, abbiamo, commesso un torto nei confronti della giustizia. Entrambi. Io, per iscritto. Cerasa, per il semplice gusto del potere direttoriale, quindi ancor peggio. Ma si è avallata, tutti e due, una cazzata. Che tipo di cazzata? Questa, che qui confesso: io sottoscritto, Marcenaro Andrea, nato a Genova (come Beppe Grillo, come Maurizio Crozza, come Renzo Piano, Giuseppe Mazzini e Goffredo Mameli), il 18 luglio 1947, coniugato, residente a Roma non so precisamente dove, dato che sto cambiando casa, lessi su la Repubblica del 21 aprile 2016 la seguente notizia. Titolo: “‘Quanto era bello Garko’ La pm del crollo di Sanremo nei guai per le frasi sui social”. Sommario: “Il procuratore di Imperia toglie l’inchiesta alla magistrata. Procedimento disciplinare del Csm: ‘Doveva contenersi’”. Stop.

 

Apprendevo, di seguito, che l’esplosione di una bombola del gas nella villetta rivierasca dove soggiornava quel figone del Garko, aveva provocato un morto. L’inchiesta era stata affidata al sostituto procuratore di Imperia, Barbara Bresci. “Ma Garko era bello? L’hai guardato anche per me?”, avrebbe domandato in serata un’amica di Facebook alla pm titolare. “Eccome…”, avrebbe risposto lei. E un’altra: “Ti sei rifatta gli occhi?” “Sì”. Ma un terzo: “Si calmi, dottoressa”. Perciò. Schiavo com’ero (al tempo) di un pregiudizio nei confronti della magistratura, chi sono io –mi sono detto- per dubitare di Repubblica che riferisce di un procedimento del Csm contro la dottoressa Bresci? E, sciagurato, scrissi il falso. Mai e poi mai al Csm era venuto in mente di censurare la dottoressa. E giustamente, rimbrottò chi lo scrisse. Suonino, queste righe, come ammenda al mio torto. Contrariamente alla notizia di Repubblica (per il solito ottimamente informata), nessun procedimento verso la dottoressa Bresci venne aperto dal Csm.

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