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Tra un’Italia che muore e un’altra Italia che sbadiglia

Un paese invaso mentre si vuota: la popolazione italiana diminuisce per denatalità, emigrazione e inurbamento

6 Agosto 2019 alle 06:15

Tra un’Italia che muore e un’altra Italia che sbadiglia

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Con i piazzisti dell’invasione, è stato difficile accorgersi della realtà: che dall’Italia si emigra, che in poco più di un decennio se ne sono andati dal sud in due milioni, che se ne vanno i giovani, che la quota più alta di italiani che partono spetta a Lombardia ed Emilia. Che l’Italia interna, del sud, dell’osso, si svuota da sempre per effetto di emigrazione e inurbamento, e ora è l’Italia intera a perdere popolazione, per effetto del crollo di natalità ed emigrazione.

 

Sellerio ha appena pubblicato un libro che in patria ha suscitato un’attenzione eccezionale e ha introdotto nel linguaggio comune l’espressione impiegata nel titolo: “La Spagna vuota”, di Sergio del Molino. Il libro è un’escursione letteraria, un viaggio effettivo, una traversata storica, che rivela un paese a se stesso. C’è una Spagna di chi non c’è mai stato e a questa condizione la conosce. Del Molino riferisce il dialogo fra Heinrich Heine e Théophile Gautier, nel 1840. Gautier si prepara a partire per la Spagna come corrispondente di un giornale. E Heine gli chiede: “Come farete a parlare della Spagna una volta che ci sarete stato?”.

 

Viene voglia, a qualunque paese si appartenga, e specialmente all’Italia, di invertire il criterio: come faremo a parlare dell’Italia dal momento che ci viviamo? Pensate solo al racconto dell’Italia invasa mentre si vuota, dopo che si è vuotata. Del Molino lo sa, ha letto gli autori ormai classici sullo spopolamento, il Vito Teti dei paesi abbandonati della Calabria, per esempio. Al fondo, la questione di Riace è stata questa, contraffatta dalla rivalsa della Marina e dalla rivalità troppo umana. Anche la questione del terremoto. Del post terremoto, più esattamente, una terapia intensiva della desertificazione. Conoscete la poesia di Machado, magari nella versione di Joan Manuel Serrat?

 

Ya hay un español que quiere
vivir y a vivir empieza,
entre una España que muere
y otra España que bosteza.
Españolito que vienes
al mundo te guarde Dios.
una de las dos Españas
ha de helarte el corazón.

 

Tra un’Italia che muore, e un’altra Italia che sbadiglia.

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Commenti all'articolo

  • cesare battisti

    06 Agosto 2019 - 18:06

    È comunque importante sottolineare come qui come in africa si tratta di un'emigrazione di lusso. Si tratta di persone che stanno bene, che infatti non sono disposte a lavorare nei settori dove si potrbbe: cioè sono viziati. Quindi studenti meridionali finanziati da genitori impiegati nel pubblico o professionisti, si muovono verso mete dove sperano di trovare i compensi desiderati. Vengono poi raggiunti dai genitori poi pensionati dallo stato italiano. Le ricche proprietà costruite col denaro pubbliico vengono abbandonate, svendute. Quei tre o quattro viaggiatori arrivati dall'africa li rimpiazzano con facilità e si comincia a mangiare kebab. Per questo un amico degli amici come Leoluca Orlando si tiene buoni gli islamici, mica è fesso! Ma dire che il capo della rivolta per Reggio capoluogo del proletariato non conosca la Calabria è una vera ingiustizia.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    06 Agosto 2019 - 10:10

    Lei non conosce la Calabria,della Sicilia avrà visto l'Etna e Piazza Armerina di Napoli la foto del Vesuvio,di Brindisi forse gli inturcinielli arrostiti:ma come fa a scrivere che"è stato difficile scoprire che in Italia si emigra"?Sono da cento anni a 1 ora fa che si emigra nei posti citati sopra.E ancora insiste da buon cultore del"Sandalo Radicale"con "Riace" e con il "post terremoto":l'uno e l'altro sono malfunzionamento del personale amministrativo locale (Riace) avallando la teoria del novello Tommaso Campanella(il Sindaco)e l'altro la lentezza e disorganizzazione burocratica della politica centrale e regionale.Fatti e non poesie spagnole:l'Andalusia,se possibile è ancora più"indietro"della Calabria.Meglio"piazzisti dell'invasione",ovvero i perplessi sulla terza ondata di immigrazione(2015-17),di chi nel Club del Sandalo Radicale (ieri un altro adepto con JJ in prestito a Prato qui al Foglio)che vivendo nell'ideologia del Pol Corr rimangono lontani dalla realtà e dai suoi dolori

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