cerca

Se il giornalismo si fermasse a riflettere

Perde copie, ma se ne frega. Spiega che è un fenomeno mondiale, una cospirazione contro la carta – il cartaceo, dicono

9 Marzo 2018 alle 06:09

Se il giornalismo si fermasse a riflettere

Foto di Jon S via Flickr

Bisognerà anche parlare un po’ del giornalismo. Per esempio, dei giornali che hanno scritto del signore fiorentino che, volendosi suicidare, è uscito di casa e “per sbaglio” (sic!) ha tirato cinque colpi a un senegalese. A Firenze si dice a bassa voce che era necessario dire così per non infiammare ulteriormente gli animi: cose da pazzi. Bisognerà parlare anche del giornalismo che ha avvertito fino alla nausea che le elezioni avrebbero lasciato il tempo trovato e che l’esito era scontato: la coalizione, l’inciucio fra Renzi e Berlusconi. Non un minuto di raccoglimento su una simile castroneria e sugli effetti che ha avuto durante la campagna elettorale. Il giornalismo è diventato nella sua stragrande parte, e specialmente nelle sue proiezioni di intrattenimento televisivo, politica faziosa sottratta a controlli elettorali. Perde copie, ma se ne frega. Spiega che è un fenomeno mondiale, una cospirazione contro la carta – il cartaceo, dicono. Come se il Pd volesse spiegare la sua sconfitta solo evocando la crisi della socialdemocrazia in occidente. Applausi convinti del pubblico, comunque, a tutti. Esclusi i presenti. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • romamor

    09 Marzo 2018 - 19:07

    Credo occorra inventare altra parola da giornalismo: Torquemadismo. Forse esagero.

    Report

    Rispondi

  • tonio dicembre

    09 Marzo 2018 - 09:09

    insomma, parafrasando Kapuścinski, mancano i traduttori non da una lingua all'altra, ma da un pezzo di società all'altro

    Report

    Rispondi

Servizi