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Sui balneari, meglio portare a casa una riforma che l'unanimità

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Ella, riferendosi alle posizioni in evoluzione dei partiti in questa fase, ha tessuto l’elogio dell’incoerenza che porta alla memoria, non  certo per istituire raffronti precisi, l’“Elogio della Follia” di Erasmo da Rotterdam e, più da vicino, il diritto di contraddire e di contraddirsi di Leonardo Sciascia. Sono considerazioni, le Sue, che possono essere condivise, a patto però che non si tratti di un basso, confuso eclettismo, privo di finalità coerenti e stabili che orientino le posizioni sui “mezzi” (mutevoli), non sugli “scopi” principali. Diversamente, molto rischierebbe di tradursi in senserie e vorticosi trasformismi, con perdita totale delle identità. Per esempio, sulla concorrenza, ciò che sta avvenendo a proposito dei “balneari” mette insieme istanze accettabili con altre che non lo sono affatto. Posizioni iniziali largamente condivise, anche se progettate dal governo non adeguatamente, ora sono rimesse in discussione per modifiche nel complesso non accettabili: un caso di incoerenza e non tra i più gravi. Ma è apprezzabile, se Draghi è arrivato a minacciare l’apposizione della fiducia? Con i più cordiali saluti. 
Angelo De Mattia

 

Sul caso dei balneari, caro De Mattia, i partiti più scettici, desiderosi di restare sulle proprie posizioni su questo tema, dovrebbero forse ascoltare più che il proprio istinto i propri teorici protetti. Antonio Capacchione, per esempio, presidente del sindacato nazionale dei balneari, pochi giorni fa su queste colonne ha detto che i balneari “si sentono assai più tutelati dal diritto europeo che non da chi se ne professa interprete e confutatore, spesso con argomentazioni alquanto provinciali”. E la ragione è semplice: la Terza sezione penale della Cassazione, come ha ricordato Valerio Valentini qualche giorno fa, ha stabilito che “la proroga straordinaria al 2023 delle concessioni balneari vale solo per le concessioni rinnovate dopo il 2009 e per questo diversi proprietari di stabilimenti rischiano, con una proroga al posto di una legge, di vedersi sequestrare gli stabilimenti e magari pure di essere accusati di occupazione abusiva”. Quanto a Draghi, caro De Mattia, avere una maggioranza compatta è importante, ma tra portare a casa una riforma e portare a casa l’unanimità penso che, fiducia o non fiducia, la prima opzione sia sempre preferibile, specie quando una legislatura volge al termine e specie quando un governo sceglie di essere guidato più dalla forza dei risultati che dalla potenza dei sondaggi. 

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