(foto LaPresse)

Una buona legge proporzionale per liberare le energie del centrodestra

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Chi non salta virologo è è.

Giuseppe De Filippi


 

Al direttore - Il riferimento del presidente della Confindustria, Carlo Bonomi, alle colpe e agli errori da non nascondere compiuti da tutti negli ultimi 25 anni – di cui scrive Stefano Cingolani in un efficace commento sul Foglio di giovedì 18 – sarebbe stato molto più incisivo se, prima che il presidente rivolgesse critiche, alcune fondate, altre molto meno, al governo, fosse stato integrato dall’esplicita ammissione dei gravi ritardi e degli errori della stessa Confindustria, il modo migliore per poter fare con credibilità la lezione agli altri. Non risulta, per esempio, che negli anni in cui la Banca d’Italia di Antonio Fazio insisteva sui temi della produttività e della competitività, sul mondo nuovo che con l’adesione alla moneta unica si era realizzato non potendosi più immaginare svalutazioni competitive, del resto escluse anche in precedenza da quel tipo di governo della politica monetaria, la Confindustria fosse in prima linea su tali tematiche. Anzi, ricordo, tra l’altro, un dopo-Considerazioni finali, nelle quali si auspicavano efficaci misure in materia nonché un processo di razionalizzazione, ristrutturazioni e aggregazioni industriali, di aver sorpreso, in una sala adiacente al “Salone dei partecipanti” dove erano state lette poco prima le “Considerazioni” il leader degli industriali dell’epoca con un suo collaboratore inveire contro le tesi espresse. L’immagine del “bradisismo economico” coniata da Fazio per il quale anno dopo anno continuava la discesa, rispetto agli altri principali paesi, degli indicatori economici, a cominciare dalla crescita e dalla produttività, non trovò né nei decisori politici, né nel mondo imprenditoriale una coerenza e una consequenzialità di comportamenti, posto l’ineccepibile fondamento di quelle affermazioni. E’ bene richiamare questi fatti alla memoria per evitare che si presenti una realtà in cui tutti sono colpevoli, dunque nessuno è colpevole. Con i più cordiali saluti.

Angelo De Mattia


 

Al direttore - La sua analisi sull’opposizione mi ha dato uno spunto interessante su cui riflettere. Perché se da un lato condivido il suo assioma secondo il quale la destra antieuropeista non ha peso e non ha capacità di ostacolare e migliorare l’azione di un governo, che mi lasci dire, parla il linguaggio dell’opportunismo e non quello del paese, improvvisato e a tratti incapace, dall’altro vorrei sottolineare come Forza Italia nella sua coerenza e nella sua visione politica stia facendo un lavoro molto di sostanza, basta pensare dalla proposta per un patto fiscale tra stato e cittadini e tra stato e imprese, al piano casa, e poi alle infrastrutture, al sud, alla scuola. Lo stiamo facendo in un’ottica costruttiva, per contribuire nel modo migliore al dibattito politico e tentare di risollevare le sorti del paese colpito da una crisi economica senza precedenti. Mi spiego meglio, in questi giorni il presidente Berlusconi si è distinto nel quadro del centrodestra su tematiche dirimenti come il Mes e il rapporto che il nostro paese deve avere con l’Europa, indicando di fatto alla maggioranza e al premier Conte la strada da seguire. Non ne verrà riconosciuto il merito perché non va più di moda guardare alla sostanza, ma l’importante è che l’azione del Ppe dove Forza Italia è protagonista porti a risultati concreti per i nostri cittadini. E usare i soldi del Mes per la sanità vuol dire guardare al bene del paese. Ma se vogliamo osservare il momento politico attraverso la lente di ingrandimento della verità, Forza Italia si trova in una posizione scomoda ma allo stesso tempo cruciale: il momento politico non aiuta una proposta liberale e riformista, concreta ed efficace, ma la nostra stessa natura valoriale permette al centrodestra di definirsi tale, permette al centrodestra di ampliare il perimetro di azione, permette al centrodestra di essere credibile. E proprio la credibilità è la grande assente della politica 3.0 portata in Parlamento dal Movimento 5 stelle, una politica fatta di sospetto e non di certezze, di annunci e non di fatti, di incompetenza e non di merito. Forza Italia ha davanti a sé una sfida politica che può essere paragonata alla sfida economica che si trova ad affrontare il paese: rinascere, ripartire, affermarsi, credere nelle proprie risorse. Questo possiamo farlo solo se saremo capaci di cogliere l’opportunità che il momento storico ci sta offrendo e io definisco questa opportunità come il ritorno del tempo della competenza, perché ci sono sfide che solo con la preparazione e la lungimiranza si possono affrontare e vincere. Proprio quello che Forza Italia nel panorama politico attuale rappresenta al meglio. Come amava ripetere Winston Churchill, “l’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità”. Bene, io sono un inguaribile ottimista e credo nel futuro del paese e di un centrodestra che sappia superare gli steccati ideologici fini a sé stessi e prendere il paese tra le mani per costruire un’Italia migliore: libera, sicura e forte. Forza Italia c’è con le sue proposte, citofonare Conte.

Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia 

 

C’è una destra truce che ha svuotato il suo serbatoio e che sta iniziando a perdere consensi. C’è una destra non truce invece che non aspetta altro che avere un partito decente capace di emanciparsi dai populismi di destra e sinistra. E forse, oggi come oggi, solo una legge proporzionale può aiutare l’Italia a creare offerte politiche non contaminate dalla dottrina sovranista, populista, nazionalista e in definitiva cialtronista.

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