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Lo scaricabarile sui migranti tra Salvini e Malta

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Sueddeutsche Zeitung, Le Monde, El Pais e Frankfurter Allgemeine Zeitung

11 Giugno 2018 alle 13:04

Lo scaricabarile sui migranti tra Salvini e Malta

Mediterraneo: migrazioni, ultimatum da Roma

Berlino, 11 giu - (Agenzia Nova) - Il nuovo ministro dell’Interno italiano e leader della Lega, Matteo Salvini, ha impresso una svolta sull'immigrazione ai rapporti di Roma con i partner europei e con le Ong che operano nel Mediterraneo Centrale. Lo scrive la "Sueddeutsche Zeitung", riferendo della richiesta del governo italiano a Malta a far attraccare la nave di salvataggio Aquarius, dell’organizzazione di soccorso SOS Mediterranée, al porto di La Valletta. Roma si è detta pronta a chiudere i suoi porti, contestando il fatto che Malta, porto sicuro più vicino alle imbarcazioni che soccorrono migranti al largo della Libia, scarichi l'intero onere sull'Italia. I precedenti governi italiani non hanno mai attuato una linea così dura, sottolinea il quotidiano tedesco. L’Aquarius trasporta 629 immigrati prelevati al largo delle coste della Libia, tra cui 123 minori non accompagnati, 17 bambini e sette donne incinte. Nelle ultime settimane, proprio in concomitanza con l'insediamento del nuovo governo italiano, le partenze dal Nordafrica sono aumentate sensibilmente, grazie anche alle condizioni meteo favorevoli. Il nuovo governo italiano, tuttavia, sospetta che le autorità libiche stiano testando la malleabilità del nuovo Esecutivo italiano, magari per ottenere condizioni migliori di quelle negoziate con il precedente governo. Già negli ultimi giorni Salvini aveva accusato Malta di negare sistematicamente un approdo alle navi di soccorso, che aveva accusato a loro volta di comportarsi come “un taxi” per i migranti. 

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Migranti: braccio di ferro tra Italia e Malta per l’accoglienza di una nave con a bordo più di 600 migranti


Parigi, 11 giu - (Agenzia Nova) - Braccio di ferro tra Italia e Malta sulla nave Acquarius, che trasporta più di 600 migranti provenienti dall’Africa. “Le Monde” spiega che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e quello delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, hanno richiesto a La Valletta di far attraccare nel suo porto la nave di proprietà dell’Ong francese SOS Mediterranée. Il governo maltese ha respinto la domanda affermando che l’accoglienza di Acquarius non rientra nelle loro competenze. Il premier maltese, Joseph Muscat, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, durante la quale ha ricordato che l’isola “agisce in piena conformità con i suoi obblighi internazionali”. Conte ha fatto sapere che sono stati inviati a bordo della nave medici per controllare lo stato di salute dei migranti e dare assistenza sanitaria.

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"In Italia è caccia all’immigrato"


Madrid, 11 giu - (Agenzia Nova) - Il quotidiano spagnolo “El Pais” si occupa del caso di Soumayla Sacko, ragazzo di 29 anni ucciso sabato scorso con quattro colpi di pistola sparati da un’auto in corsa. Il caso ha puntato i riflettori sulla situazione delle baraccopoli di migranti e ha riportato alla mente quanto successe a Rosarno nel 2010, quando esplose una rivolta di migranti contro le condizioni di lavoro disumane costata la vita a due immigrati uccisi dal figlio di un capo della ‘Ndrangheta. Otto anni dopo e ancora niente è cambiato: oltre 3.000 persone di 13 diverse nazionalità vivono nelle stesse identiche condizioni.


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Il consigliere economico di Pgim avverte: “l'introduzione di una valuta parallela in Italia sarebbe una prova per l'eurozona”

  
Berlino, 11 giu - (Agenzia Nova) - I cambiamenti politici in Italia sono guardati con preoccupazione nel mondo finanziario. “L’Italia è il grosso problema per i mercati obbligazionari”, ha dichiarato Juergen Odenius, consulente finanziario del principale gestore patrimoniale statunitense, Pgim, in un’intervista alla “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. “Se l’accordo di coalizione (tra Lega e Movimento 5 stelle) venisse pienamente implementato, ciò espanderebbe nuovamente il deficit al 5-6 per cento del prodotto interno lordo”, sostiene Odenius. Il consulente finanziario esprime preoccupazione soprattutto per l'ipotesi che l'Italia possa introdurre un sistema di "mini-Bot": obbligazioni a breve termine con cui pagare i conti pubblici. “Con tali strumenti finanziari, i privati potrebbero pagare i loro debiti fiscali. Questi strumenti potrebbero quindi essere scambiati come valuta parallela", spiega Odenius, che sottolinea come un sistema simile sia adottato anche in California, dove però l’economia è in crescita. L’Italia, d’altra parte, è l’unico paese dell’eurozona, a parte la Grecia, dove il prodotto interno lordo pro capite non è aumentato dall’introduzione della moneta unica. Sullo sfondo di questa stagnazione dei redditi di molti italiani, specialmente nel Sud, il successo elettorale dei populisti, che sostengono un reddito minimo, è comprensibile. “Il populismo è ridicolizzato ovunque, ma lo prenderei molto sul serio. Dopo tutto i successi elettorali sono un’espressione di aberrazioni economiche. Se una specie di valuta parallela dovesse prender piede in Italia, sarebbe una prova per tutta la zona euro”. Nonostante le incertezze nell’Europa Meridionale, Odenius non vede alcun motivo per ritirarsi completamente dall’area dell’euro. “Penso che le obbligazioni greche siano attualmente un buon investimento. Almeno a medio termine è probabile che vengano emesse utilizzando i cuscini finanziari del Mes”, afferma. “Le obbligazioni italiane dovrebbero essere emesse a medio termine, ma le prospettive a lungo termine dipendono anche dalla politica fiscale del nuovo governo. I recenti sviluppi del mercato hanno chiaramente evidenziato il nervosismo degli investitori a questo proposito. “Nel complesso ci si aspetta che la liquidità diminuirà nei mercati, perché le principali banche centrali continueranno a ridimensionare la loro politica monetaria espansiva”. 
 
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Ue: gli italiani considerano l’euro come la principale causa dei loro problemi economici


Parigi, 11 giu - (Agenzia Nova) - Molti italiani considerano l’euro come principale responsabile dei problemi economici del loro paese. Lo scrive “Le Monde”, spiegando che questo sentimento ha favorito i partiti euroscettici alle ultime elezioni. Secondo il quotidiano, la relazione tra gli italiani e la moneta unica somiglia a “una storia d’amore fallita”. Il neo-eletto presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dichiarato che non è in programma un progetto per l’uscita dall’euro. L’obiettivo del nuovo governo è quello di rinegoziare i trattati per attuare un “cambiamento radicale”. Eppure l’Italia fino ad alcuni anni fa era una delle nazioni più “eurofile”. Tra i principali motivi di questo “disincanto” c’è la questione dei migranti: Roma si è ritrovata sola a gestire i flussi migratori senza ricevere un adeguato supporto da Bruxelles.
 
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