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Di Maio torna da Mattarella

Uno che ha preso undici milioni di voti non può farsi dettare la lista della spesa da tutti i dante causa

10 Aprile 2018 alle 06:16

Di Maio torna da Mattarella

Foto LaPresse

Luigi Di Maio che torna da Sergio Mattarella non può dire “Maestà, vi porto l’Italia di Vittorio Veneto” e poi cominciare al meglio. Ma neppure uno che ha preso undici milioni di voti, nel segno del vaffa e con l’entusiasmo di tutti gli scappati di casa (scappati via da tutte le case) può farsi dettare la lista della spesa da tutti i dante causa, alleanze internazionali comprese. Altrimenti andrà a finire che dopo avere ritirato le battaglie contro l’euro, contro la Ue e contro la Nato, dovrà fare peggio quello che gli altri – quelli che ha sconfitto – sanno fare meglio: nulla cambiare (della beata cippa nello status quo).

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Commenti all'articolo

  • oliolà

    10 Aprile 2018 - 18:06

    Avete voglia, undici-milioni-undici, ne ha preso. "Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani". Eccoli, belli e fatti.

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  • giantrombetta

    10 Aprile 2018 - 09:09

    Chiedo scusa se mi ripeto, ma dopo aver letto che pure il Financial Time scrive che con le ultime elezioni si e’ abbattuto su di noi il più potente terremoto politico della storia repubblicana, credo non ci resti che affidarci al dott. Bertolaso, invitandolo a ricostruire la sua remota e molto efficiente squadra della Protezione civile. Non avverti anche tu, caro Buttafuoco, il bisogno di almeno un po’ di protezione civile in mezzo a questo cumulo di macerie politiche ancora fumanti?

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