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Per il governo è l’ora di un aut aut

I venti di guerra e il confronto duro tra occidente e Russia investono Mattarella di una responsabilità in più: serve con urgenza un governo legittimato. L’indecente spettacolo di un paese dei balocchi bloccato dai vincitori della lotteria demagogica

12 Aprile 2018 alle 06:02

Per il governo è l’ora di un aut aut

Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Mattarella ha una responsabilità che va ben oltre il Consiglio europeo di giugno in cui si gioca il futuro dell’Unione europea e la stessa governabilità del sistema economico e politico italiano. Ha una responsabilità decisiva, e immediata, in quanto presidente della Repubblica, capo delle Forze armate e capo del Consiglio supremo di difesa. Da un lato c’è la sovranità del corpo elettorale, attraverso i meccanismi della democrazia rappresentativa, validi in regime maggioritario, figuriamoci in regime di proporzionale (due terzi di proporzionale, è la legge su cui si è votato). O c’è una maggioranza o non c’è, non ci vogliono mesi per comporla con un contratto alla tedesca, che allo stato dei fatti è con ogni evidenza una farsa di contratto all’italiana.

 

Ci sono venti di guerra in Siria, e un confronto duro tra occidente e Russia su Assad e le armi chimiche. Lo spettacolo di un paese dei balocchi bloccato da due ragazzini che hanno vinto una lotteria demagogica è indecente. O formano un governo alleandosi come possono, e le conseguenze se le assumono fino in fondo, oppure il governo Gentiloni deve essere rinviato alle Camere. Se non ha una maggioranza, e non ce l’ha, il Parlamento si scioglie e si rivota. E Gentiloni resta in carica a tutti gli effetti, con una rilegittimazione presidenziale e copertura istituzionale assoluta. Per certi aspetti quella che sembrava questione di settimane e di mesi, di elezioni in Friuli o in Molise, è diventata questione di giorni, se non di ore. Le scuse elettorali di calendario fanno pena. Non si votava sotto la neve, si è votato sotto la neve. Si potrà votare anche con un po’ di caldo. La politica non sopporta vuoti tanto abnormi, e la danza postelettorale rischia di diventare una danza macabra.

 

E’ il momento di un aut aut. Non è che possiamo assistere da spettatori primaverili con la capa fresca all’inverno geopolitico in preparazione. Con incarichi esplorativi al buio. Con politiche di sicurezza ed estere da definirsi con la giostra dei cavallini rampanti. O quei due si accordano per un governo, com’è purtroppo loro diritto, e definiscono una lista di ministri tra i quali difesa, esteri e gli altri, e un premier concordato e una linea europea e occidentale (forse) di alleanze e solidarietà, oltre i selfie sulla Piazza Rossa e altre amenità, oppure devono passare la mano al Quirinale che ha il compito gravoso di garantire la continuità e la saldezza istituzionale necessaria in una scena internazionale come quella che si sta profilando. E’ semplice, drammatico se volete, ma serio e grave davvero, per una volta.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    13 Aprile 2018 - 10:10

    Sempre meglio un paese dei balocchi che quello guerrafondaio en march! incartato con "Chocolat": si prosegue sulla strada tracciata da Sarkò. Fosse veramente Chocolat-Juliette Binoche nulla da dire, il problema sono gli abitanti di quel paese di fantasia francese al quale si accostano quelli di un altro paese di fantasia che potremmo chiamare Therese on "Le pont de la riviére Kwai". Nanetti in guerra: meglio, molto meglio, la nostra Italia pur con tutti i nostri difetti e gli errori dei governanti che ha preceduto gli attuali che stanno cercando una soluzione. Se ciò non fosse possibile, alle urne di nuovo.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    12 Aprile 2018 - 20:08

    Può il Presidente Mattarella ignorarlo? Di Maio e il suo 32%. Una dimostrazione di "volontà popolare" che ritiene possa legittimare tutto il bagaglio culturale, sociale, ideologico e progettuale dei 5S e la sostituzione della Democrazia rappresentativa con la Democrazia diretta. Il fine ultimo della Casaleggio&Co. Lo conforta il fatto che poiché né la stampa, né la tv, né i social, né i talk, né i cervelloni ne parlano, la "volontà popolare" non potrà mai sapere e capire cosa realmente significhi quel passaggio. Specialmente per se stessa. Vexilla ingorantiae prodeunt. Si rimane disorientati nel vedere come il Pd e il Cdx, invece di muoversi come un sol uomo per arrestare quella luciferina deriva innaturale, si perdano in giochetti suicidi e personalismi infantili. Già, al peggio non c’è mai fine.

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  • lorenzolodigiani

    12 Aprile 2018 - 15:03

    Si ponga fine allo stucchevole minuetto delle consultazioni ripetute e si dia un governo al paese. I vincitori governino e dimostrino quello che sanno fare. Mi sembra piu’ Importante che attendere i risultati delle elezioni in in Friuli o in Molise. Finora abbiamo assistito a tatticismi che hanno consentito la conquista di alcune poltrone e gli interessi di parte hanno prevalso su quelli generali. Non vorrei proprio che fossero i venti di guerra a sbloccare la situazione.

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  • Giovanni Attinà

    12 Aprile 2018 - 12:12

    Sinceramente che debba essere fatto una governo Di Maio -Salvini è nella solita logica italiana, degli opposti che si alleano. Infatti, prima delle elezioni, pagine e pagine dei giornali erano dedicati ad evidenziare le grandi differenze tra il partito grillino e quello leghista. Differenze e molte poi esistono anche nella cosiddetta alleanza di centrodestra, anche se per la conquista del potere le divergenze si superano, almeno in apparenza. Poi la realtà è diversa, senza leggere i vari"retroscena" degli specialisti..

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