Ma è tutto davvero così fantastico?

Il libro di Pinker e l’angoscia contemporanea, perché, scrive CapX, il maggiore dei fallimenti liberali riguarda il tribalismo e l'ideale eroico ad esso associato

26 Marzo 2018 alle 11:07

Ma è tutto davvero così fantastico?

Steven Pinker riceve una laurea honoris causa alla Simon Fraser University (foto LaPresse)

E’ tutto fantastico” esordisce Ed West su CapX, testata online del Centre for Policy Studies. “La frase iconica di ‘The Lego Movie’ potrebbe tranquillamente essere il titolo del nuovo interessante libro di Steven Pinker, ‘Enlightenment Now’ (‘illuminismo ora’, ndt) una spiegazione liberale del perché le cose migliorano, sempre di più.

 

Nonostante ci sia molto disaccordo critico sulla definizione di Pinker di ‘illuminismo’, è impossibile negare l’essenza del suo messaggio, ossia che la vita umana sia migliorata enormemente e che ciò è dovuto in larga parte al capitalismo e al liberalismo. Negli ultimi duecento anni, e sopratutto negli ultimi trenta, l’umanità ha esperito un miracolo: la povertà estrema è passata dal riguardare il 90 per cento della popolazione mondiale al dieci per cento di oggi. Nello stesso periodo, le morti per parto sono scese dall’1,2 per cento (ossia un decesso ogni ottanta nascite) allo 0,04 per cento, mentre il tasso di mortalità infantile, il peggiore di tutti i mali, è diminuito nell’ordine delle centinaia. Sotto ogni punto di vista, materiale e morale, la nostra specie, sia nel mondo sviluppato che in quello in via di sviluppo, è ampiamente più benestante. Dunque perché Pinker ha avuto bisogno di scrivere il suo libro? Come mai siamo così pessimisti e preoccupati per il futuro?

 

L’autore cita la naturale tendenza umana a individuare i pericoli e l’ossessione dei media per le cattive notizie, oltre alla moda intellettuale di vedere l’umanità come un problema. Potrebbe, tuttavia, esserci dell’altro. I sistemi liberali di mercato funzionano bene, anche se non riescono a soddisfare l’innato bisogno umano di stabilità, ordine, tradizione e appartenenza tribale. I sistemi che offrono queste cose, dal canto loro, sono pessimi. Dunque il punto è se le democrazie illuminate possano fornire una qualche forma di tradizionalismo surrogato, una società libera con qualche venatura reazionaria, in modo da combattere l’anomia individualista. Il maggiore dei fallimenti liberali, tuttavia, riguarda probabilmente il tribalismo, e l’ideale eroico ad esso associato.

 

Il liberalismo deriva dalla tradizione borghese e pertanto celebra i valori borghesi, anziché quelli romantici ed eroici, che sono in fin dei conti ciò che si cerca nelle persone che guidano i nostri rispettivi paesi. Provate a confrontare il celebre discorso di John F. Kennedy ‘Scegliamo di andare sulla luna’ con quello che ci viene offerto dal centro-sinistra e dal centro-destra odierni: rispettivamente il culto della vittimizzazione e un’asciutta amministrazione finanziaria. L’esplorazione dello spazio è stato un ottimo esempio di come una società aperta potesse imbracciare la narrativa dell’eroismo, producendo qualcosa di spettacolare, non violento e che unisse l’umanità intera. Oggi, invece, che sogni eroici abbiamo da offrire ai giovani?”.

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