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E poi cosa vuol fare il governo con Alitalia?

La tattica attendista e la non-strategia di una compagnia sola nel mondo

1 Maggio 2019 alle 06:02

E poi cosa vuol fare il governo con Alitalia?

Foto Imagoeconomica

C’è l’idea che rimandare ogni decisione critica a dopo le elezioni europee sia di per sé una soluzione, che il 29 maggio sia una data taumaturgica dopo la quale tutto si potrà risolvere con facilità. Questa convinzione alberga nell’esecutivo Lega-M5s, ma non ha senso in particolare in merito al soccorso di Alitalia. A due anni dal commissariamento della ex compagnia di bandiera, dopo mesi di trattative, l’esecutivo non è ancora arrivato a trovare una compagine azionaria adatta a rilevarla. A...

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Alberto Brambilla

Alberto Brambilla

Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.

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  • carlo.trinchi

    02 Maggio 2019 - 14:02

    Se nessuno si farà avanti alle condizioni di Di Maio, e lo credo visto il personaggio, allora ripartirei da autostrade, (Atlantia), ed alle condizioni che questa presenterà. Il caso ponte Morandi se è vero che doveva essere evitato non giustifica il modo come poi fu affrontato ed oggi di ponti che allora crollavano o erano in procinto di cadere non se ne parla più. Quindi tornando al golgota Alitalia vie di uscita economiche di mercato non ve ne sono e impastare ferrovie e stato non fa altroche dichiarare lo stato di morte Alitalia che compagnia non è più se non nel nome. Ad un progetto industriale fatto da industriali sicuramente si uniranno compagnie di spessore che mai si unirebbero a cordate di funzionari di stato o parastato sotto l’egida Di Maio, che dettano le condizioni. Non se ne può più. Alitalia è, e questa volta e’ vero, all’ultima virata prima dell’atterraggio o dello sfracelo al suolo. Sugli esuberi usassero la quota cento e chi è dentro, fuori senza appello.

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