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Big data ubriachi e Champions da spiaggia

I cervelloni fanno le stesse previsioni dei miei amici al pub. La rivincita manettara di Blatter

1 Agosto 2020 alle 06:30

Big data ubriachi e Champions da spiaggia

Foto LaPresse

Se siete molto annoiati, abbrutiti dal finale sudamericano del vostro campionato; se le polemiche sugli auguri social di Inter e Juventus ad Antonio Conte per i suoi 51 anni vi eccitano come una trama offensiva della Spal; se avete già capito come me che il calciomercato sarà gustoso come un Valpolicella freddo bevuto in un bicchiere sbagliato; se già vi siete indignati per gli editoriali di Galli della Loggia e vi siete sentiti moralmente superiori e a posto con la coscienza dopo avere visto i bagnanti di Gallipoli intervistati sul coronavirus, e magari lo avete detto su Twitter con l’originale battuta “non posso credere che il loro voto valga come il mio”; se avete già bevuto la vostra birra messa in fresco accanto agli ovuli congelati di qualche femminista e avete detto la vostra sul rinnovo di Ibrahimovic, l’eleganza di Sarri e l’eccessivo numero di rigori fischiati in Serie A; se insomma non avete proprio più un cazzo da fare, potete sempre darvi a una delle più grandi truffe del decennio, i big data applicati ai risultati di calcio.

 

Ho scoperto che a inizio stagione gli esperti di analisi dei dati di Google, Opta e Squawka si sono riuniti e hanno partorito – immagino dopo approfonditissimi calcoli matematici – una previsione sull’andamento della Champions League 2019/2020. Il trofeo che la Juventus desidera più di ogni altra cosa verrà consegnato il 23 agosto dopo un finale versione torneo estivo in spiaggia, partite secche dentro a stadi vuoti a Lisbona in pochissimi giorni. Bene, i cervelloni di Google, Opta e Squawka, presumo ben pagati, avevano previsto nell’ordine: Napoli eliminato al girone che finisce in Europa League dove batte l’Espanyol; Inter che passa agli ottavi e perde contro il Barcellona; Liverpool ai quarti di finale; Tottenham che esce dal girone e va a vincere l’Europa League battendo il Manchester United 1-0; Manchester City battuto agli ottavi dal Real Madrid e Blancos che volano in finale dove sconfiggono 3-2 il Bayern Monaco (e festeggiano mangiando prosciutto Pata negra e bevendo champagne, no?).

  

Ora, il bello del calcio è che tende a fottersene dei big data nel dettaglio: che Real e Bayern fossero potenziali finaliste lo poteva dire anche il mio amico Peter dopo la terza pinta, ed è ovvio che in un’ammucchiata di previsioni almeno un risultato lo azzecchi, ma ho come l’impressione che se al posto di Google, Opta e Squawka ci fossero stati il polpo Paul, una bionda, il mio amico Peter e i sondaggisti di Hillary Clinton del 2016 avremmo avuto previsioni più aderenti a quanto successo. Mi consolo sapendo che a suo tempo avevo previsto che il carismatico presidente della Fifa, Gianni Infantino, prima o poi sarebbe stato accusato di qualche nefandezza, e così è stato. Gli contestano il reato di abuso di ufficio per avere incontrato il Procuratore generale della Svizzera durante le indagini sugli illeciti commessi dai suoi predecessori alla guida della Fifa. Orgoglioso di avere fatto pulizia delle mele marce grazie alla giustizia, ora Infantino rischia di fare la parte del puro epurato, con l’ex presidente Blatter che già chiede le sue dimissioni. Una noia bestiale, lo so, ma sempre più divertente del calcio che abbiamo visto a luglio e che i cagasotto della sicurezza assoluta vorrebbero continuassimo a vedere per anni.

Jack O'Malley

Jack O'Malley nasce a Sheffield quando lo United era in seconda divisione. Dopo un'infanzia felice trascorsa nel cottage di famiglia nello Yorkshire, si trasferisce nella capitale per iniziare una lunga carriera in tutti i settori del giornalismo, fino ad approdare – dopo una parentesi di dieci anni in Italia – all'argomento che più ama: la Premier League. Adora il tè delle cinque, le passeggiate col suo setter nella calma di Hyde Park e non disdegna un buon bicchiere di brandy. Pensa che non ci sia nulla di più bello di Londra avvolta dalla nebbia o sotto la pioggia. Uomo dallo spiccato sense of humour, per il Foglio scrive ogni martedì di calcio inglese nella rubrica "That win the best", titolo che non lo entusiasmava finché dalla redazione non gli hanno spiegato che era la citazione di un film italiano. E' su twitter.

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