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I quattro sentieri dei cattolici per le europee

Li chiamavano i moderati, ora che faranno? Sono divisi tra la Lista Fontana, partiti centristi, fedeltà a Berlusconi e piattaforma di Parisi

28 Marzo 2019 alle 13:27

I quattro sentieri dei cattolici per le europee

Stefano Parisi e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana (Foto LaPresse)

Si avvicinano le Europee e il centro ribolle, accerchiato. Senza una roccaforte, senza una casa, dopo il fallimento di tutte le sigle e siglette. Così, nelle due partite che si approssimano, e mentre Salvini fa il pieno di voto cattolico tra le famiglie di Verona, i cattolici si dividono, e il percorso si ripartisce in quattro sentieri.

La partita Europee mette di fronte due candidati, nel Nord-ovest, che si vogliono richiamare all’esperienza di Comunione e liberazione. Il primo è Massimiliano Salini, il secondo l’ex assessore lombardo Mauro Parolini. Salini non ha vissuto l’esperienza di Nci, essendo passato in Forza Italia già da tempo. È europarlamentare uscente ed esperto. Una parte del centrismo cattolico vorrebbe fosse lui l’unico su cui concentrare i preziosi voti di preferenza. Tanto che in una riunione romana abbastanza infuocata, sarebbe stato chiesto a Maurizio Lupi di far ritirare la candidatura di Parolini. Con una risposta negativa, tuttavia. Ribadita anche da un’intervista al Giornale di ieri: “Io non ci sarò, ci sarà Mauro Parolini nel Nord-ovest e nelle isole proporremo Saverio Romano con il suo Cantiere popolare”.

 

Per il resto, appello all’unità e a Berlusconi: “A gennaio Berlusconi ha lanciato un appello, cento anni dopo la chiamata di don Sturzo ai liberi e forti. Buona parte del vecchio Ncd ha risposto”. Quindi, si torna tutti insieme. Ma divisi dalla doppia candidatura. C’è chi la risolve salomonicamente: ci sono tre preferenze. Si possono votare anche entrambi. Ma è naturale che essendo entrambi uomini, ed essendo le preferenze incrociate, pare una soluzione abbastanza debole.

C’è chi invece sta ragionando su un piano più lungo e più vasto, quelle delle amministrative di oggi per un accordo politico ampio domani. Una esperienza è quella della Lista Fontana. Il segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi l’aveva detto subito: non sarà un refugium peccatorum. O una zattera per entrare tutti quanti in Lega. Raffaele Cattaneo, assessore regionale lombardo, ad esempio, pare proprio che non ci sarà, malgrado l’amicizia con il governatore da cui la lista prende il nome. Il punto è semplice: bisogna rispettare i valori moderati di Attilio Fontana. Ma bisogna credere anche nei valori dirimenti di Matteo Salvini. Una sola delle due caratteristiche non basta. “Siamo abbastanza soddisfatti, per adesso – racconta Giacomo Cosentino, coordinatore della Lista – Abbiamo già una adesione di oltre 100 amministratori delle varie province”. Cosentino è un consigliere regionale alto, sorridente. Giovanissimo, classe 1987, cresciuto alla scuola di Fontana fin da quando aveva 18 anni e, più giovane d’Italia, entrava in un Consiglio di zona in quel di Varese. Poi a 23 in Consiglio comunale, poi tutto il resto.

 

Ora, alla guida della Lista Fontana, offre un punto d’approdo per chi crede che i valori moderati possano trovare posto anche in Lega. In molti lo ascoltano, attratti dalla forza elettorale di Salvini ma non solo. Pare addirittura che liste civiche autonome in amministrazioni a guida Pd stiano buttando un occhio all’esperienza di Fontana. A Pavia e Cremona bisognerà aspettare i candidati sindaco, ma i lavori sono molto avanti. “Sicuramente saremo a Bergamo con una lista a sostegno di Giacomo Stucchi – annuncia Cosentino, che poi tira la bomba – Tra un paio di settimane sbarcheremo su Milano”.

Milano laboratorio fisso per Stefano Parisi e non solo. Dal 29 al 31 marzo, online e all’Unione del Commercio di corso di Porta Venezia 47, si svolgeranno le primarie per l’elezione del portavoce e del coordinamento di Piattaforma Milano. Parisi ha messo insieme un bel po’ di sigle: “Forza Italia, Milano popolare, Energie per l’Italia, Partito liberale e Grande Nord, oltre a professionisti, volontari di associazioni e comitati di quartiere, educatori. Si tratta della prima volta di un coordinamento largo e inclusivo dell’area liberale e popolare eletto dai cittadini – spiega al Foglio Matteo Forte – L’obiettivo è quello di coordinare i lavori per giungere ad una piattaforma programmatica in grado di presentare una proposta politica alle prossime elezioni amministrative del 2021.

 

I cittadini, gli elettori, i simpatizzanti vengono chiamati ad esprimersi dunque tanto su chi debba rappresentare Piattaforma Milano quanto sui contenuti che la debbano caratterizzare. Il tentativo è quello di avviare a Milano un laboratorio che rigeneri quest’area – schiacciata nella polarizzazione tra globalisti da una parte e sovranisti dall’altra –, ma partendo veramente dal basso e non mettendo d’accordo a tavolino i segretari locali delle sigle interessate”. Lista Fontana come anticamera della Lega. L’altra Italia come prodromo per Forza Italia. Piattaforma Milano per sfidare Beppe Sala. Tutti alla ricerca del centro.

Fabio Massa

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