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E il MoMa del Design?

Parte il museo della Triennale, ma partirà anche quello dell’Adi. Del “grande progetto”, niente

24 Febbraio 2019 alle 06:07

E il MoMa del Design?

Foto LaPresse

Se ne parla da tanto, lo si spera da sempre perché se non qui, dove mai? Ora non ci sono dubbi (o forse anche sì, come vedremo). Il Museo del Design, tanto atteso, è una realtà. “Apriamo l’8 aprile, tra meno di un mese: piano terra, una curva a destra, 1.400 metri quadri, e sarà una grande operazione” spiega Stefano Boeri, presidente dai molti progetti della Triennale. Anche se, ammette, “per essere un museo completo dovrebbe essere grande almeno il doppio. Ma comunque è già un’enorme novità”. Il  Palazzo dell’Arte, sede della Triennale, progettato da Giovanni Muzio nel 1933 per le esposizioni internazionali dedicate alle arti decorative e all’architettura, diventa così sede del Triennale Design Museum. “Apriamo il Museo Permanente del Design Italiano e lo stesso giorno racconteremo anche un progetto più ambizioso, che riuscirà a realizzare, sempre negli spazi della Triennale, un ampliamento – dice Boeri –. Su questo abbiamo avuto da parte del ministro Bonisoli l’autorizzazione e la conferma che ci sarà un investimento importante che ci aiuta e ci sostiene. Dentro alla Triennale”. Un tentativo di rispondere alla città con “un luogo dove si possa raccontare il design” – precisa Joseph Grima, direttore del Museo Permanente del Design – è l’anticipazione del museo che ci sarà in futuro. Il design dalla sua genesi fino al contemporaneo, le caratteristiche, i protagonisti, e conterrà gli oggetti   selezionati dagli oltre mille che ci sono nella collezione permanente della Triennale”.  

 

Quello di realizzare a Milano un grande museo” del design è un sogno lungo, un fiume carsico, e anche un terreno di scontri. Solo un anno fa, Beppe Sala durante il Salone del Mobile auspicava, con invito anche agli organizzatori, a realizzare il sogno. Ma un MoMa del design al Milano per ora non ci sarà.

 

E’ pronto a decollare un altro progetto, invece, non alternativo, negli auspici anzi convergente e collaborante, ma parallelo. Si tratta del progetto dell’Adi, Associazione disegno industriale, che vuole fare un museo del Compasso d’oro. “Va benissimo – commenta Boeri – ma noi andiamo avanti per la nostra strada che è quella di creare un museo del design italiano. E lo facciamo. Saremmo ben felici di trovare tutte le possibili collaborazioni e abbiamo già un tavolo comune con Adi, Confindustria, Confcommercio dove abbiamo stabilito una rete di relazioni che ci permette di valutare insieme”. La sede museale, che dovrebbe aprire nel 2020, sarà in zona Paolo Sarpi, avrà uno spazio espositivo di circa 3 mila quadri e diventerà la più ampia struttura di questo genere in Europa. L’area interessata è l’ex area industriale tra via Ceresio e via Bramante. Allestito in base al progetto di Ico Migliore, Mara Servetto e Italo Lupi, avrà un carattere “narrativo”, puntando a coinvolgere un pubblico di studenti, di giovani e si chiamerà Museo del Compasso d’Oro Adi. Anche questo progetto è il risultato di un lungo lavoro, iniziato nel 2011 grazie all’impegno  dell’amministrazione comunale (che ha investito circa 6 milioni di euro nella ristrutturazione), di Regione Lombardia dello stato, oltre a quello della Fondazione Adi, che destinerà all’iniziativa altri 2 milioni di euro circa. Arrivato a Milano nei giorni scorsi, per presentare ilSalone del Mobile di aprile, il ministro del Beni culturali, Alberto Bonisoli ha auspicato la nascita di un polo museale di livello mondiale (“a Milano non abbiamo una realtà che racconti in modo completo il design e ci stiamo lavorando perché sia una delle realtà top al mondo”, ha detto). E ha promesso un investimento, per ora, davvero esiguo da parte del governo: 10 milioni di euro. Ma l’importante è cominciare, dicono i pragmatici milanesi.

 

Nel frattempo, chi ha preso casa definitivamente in città è Federlegno Arredo, che ha annunciato la sua nuova sede. Sarà progettata dall’archistar Michele De Lucchi. L’edificio sorgerà in zona Portello, ha spiegato il presidente di Federlegno Arredo, Emanuele Orsini, durante la presentazione della 58 esima edizione del Salone del Mobile.  L’obiettivo di Federlegno è partire con i lavori a settembre per poter inaugurare la nuova sede nel 2021, quando si celebrerà il 60 esimo anniversario del Salone. La scelta di radicarsi ancora di più a Milano ha un aspetto, oltre che evidentemente pratico, anche simbolico.

 

FederlegnoArredo rappresenta il cuore del nostro mondo – ha detto Orsini – ed è ambasciatrice del gusto dell’abitare made in Italy in tutto il mondo. Parliamo di quasi 80 mila piccole medie imprese in tutta Italia, che insieme danno lavoro a 320 mila addetti e che hanno generato nel 2018 un fatturato di oltre 42 miliardi di euro, pari al 5 per cento del Pil nazionale. Politiche industriali, occupazione e ambiente sono le tre aree strategiche che la Federazione continua a rafforzare nel dialogo con le istituzioni, anche e soprattutto durante il Salone del Mobile”.

Paola Bulbarelli

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