Progetti sospesi a Milano. Vivo, morto, X

Fabio Massa

I dubbi su Trenord, l’accordone proattivo tra Fontana e Sala, quelli in cerca di nuova sinistra

VIVO, MORTO, X - Che fine farà il progetto di Trenord, ovvero di una ferrovia regionale con ambizioni più vaste, creata proprio per rappresentare la possibilità di un servizio migliore di quello messo in campo da Fs? Il tutto è attaccato alle parole con le quali il governatore Attilio Fontana risponde all’ad di Ferrovie Renato Mazzoncini: “Possiamo fare da soli, cedere o acquisire quote”. Riferendosi, come è ovvio, alla domanda di Mazzoncini – via intervista al Corriere – di avere la maggioranza di Trenord in cambio di nuovi investimenti. Investimenti e soldi che fino ad oggi sono stati fatti solo dalla Regione, peraltro. Comunque, sia come sia, in Consiglio regionale c’è una domanda che sorge spontanea: ma come si fa a parlare di autonomia, grande cavallo di battaglia di Fontana, se poi si ipotizza sulla schedina la morte del progetto autonomo della ferrovia? Domanda lecita, peraltro.

  

VIVO, MORTO, X / 2 - Che fine farà il centro centrista ex ciellino o comunque ex democristiano, che non è stato inglobato negli anni da Forza Italia o dal Partito democratico? Ovvero: che cosa faranno i reduci di Ncd, poi Noi con l’Italia? Pare che sabato sia sia tenuta una direzione regionale, a Milano, con Maurizio Lupi. Conclusioni, pochine. Ovvero l’unica possibile: stiamo alla finestra e vediamo che cosa succede tra Di Maio e Salvini. Di certo, intanto, si avvicinano le amministrative e, salvo pochissimi casi, non ci saranno candidati di Noi con l’Italia. Riferiscono i bene informati, intanto, che Raffaele Cattaneo sta facendo un grande lavoro di ricucitura sui territori. Pare che la gran parte della stoffa sulla quale lavorare siano i giovanissimi delle zone e dei Consigli comunali più piccoli.

  

SE C’E’ AMORE C’E’ TUTTO - Beppe Sala certe volte ci va pesante con la clava (specie se c’è da rifondare il partito). Certe altre, usa la cazzuola per metter insieme malta e mattoni e costruire. Per esempio, in una sola giornata riesce ad ospitare il Movimento cinque stelle in Comune che vuole proseguire la battaglia di Ema per Milano e pure cercare di portare una agenzia europea (per esempio, Lavoro o Cybersecurity, come anticipato da Affaritaliani.it). Poi, al pomeriggio, incassa l’ok della Regione sui 100 milioni (anzi, forse 90: Fontana avrà lo sconto) per la liquidazione della Serravalle che serviranno forse ai Navigli (scelta non definitiva, e rivedibile). E ancora: fondo unico per le case popolari, supporto per il prolungamento della metropolitana a Monza. Quando si dice l’amore (per Milano) oltre gli steccati politici.

  

POLTRONE, SEDIE E TAVOLINI - C’è chi migra da un ufficio all’altro, chi non ha ancora il contratto, chi ruba i telefoni da una parte all’altra. Insomma, se pure la politica è partita con il botto, in Regione ci sono anche questioni, diciamo così, più di bassa lega. Minuscolo. Ma importanti, come i mal di pancia che creano. La macchina amministrativa dovrebbe però ripartire a breve, con la giunta che nominerà gli ultimi direttori. Gli assessori in carica lo sperano ardentemente.

  

EXIT MUSIC (FOR A FILM) - Ci sarà una exit strategy dallo stallo politico attuale? Non si sa. Di certo, c’è bisogno di idee per programmi, magari uscendo dal solito loop tasse-immigrazione-sicurezza. Così, lunedì 14 maggio, in sala e sul palco più di un relatore, durante la presentazione del libro di Francesco Cancellato “Né sfruttati né bamboccioni”. In molti hanno pensato agli spunti offerti dal giornalista direttore di Linkiesta per una possibile futura piattaforma programmatica. Primo fra tutti il recupero del valore del progetto come propulsione verso il futuro e l’aggiunta all’inutile retorica sui diritti di quello più importante: il diritto a inseguire i propri sogni. Presenti-attenti: Tommaso Nannicini, Irene Tinagli, Marco Leonardi, Stefano Firpo, Francesco Seghezzi, Massimo Ferlini, Marco Sala, Luca De Simoni, Guido Roberto Vitale, Andrea Tavecchio, Alessandro Fracassi.

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