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Tutto il Food a noi

Daniele Bonecchi

Non solo chef stellati, la gran scorpacciata agro-alimentare di Milano. Numeri e sogni di authority

Milano come una immensa tavola imbandita, col cibo del post Expo (tra qualità e solidarietà), e dietro i fornelli la città che conta, col sindaco Beppe Sala, Attilio Fontana, Fabrizio Curci (Fiera), Carlo Cracco, Carluccio Sangalli e tanti altri. Una città lontana dall’incubo delle periferie tanto caro a Beppe Sala, e più in linea con la metropoli formato showroom del Fuorisalone del design. Milano è diventata, dopo Expo, Food City, la capitale della ristorazione e delle produzioni agroalimentari di qualità, che macina primati, affari e opportunità, comunque la si guardi. Ci pensa Sangalli a celebrare il cibo solidale. “Il food è un’altra eccellenza della nostra città in continua crescita. Ma food significa anche solidarietà. Come Confcommercio siamo impegnati in progetti che si occupano di sostenere persone e famiglie in difficoltà persino nella spesa alimentare. E’ il caso di Solidando ed Emporio, due supermercati che mettono a disposizione di chi non ce la fa i prodotti donati dalle nostre imprese. Passi in avanti sono stati fatti anche nella lotta allo spreco dove si recuperano le eccedenze della catena agroalimentare. Ma sono importanti anche piccoli gesti come quello di portare a casa il cibo non consumato nei ristoranti”, conclude il presidente dei commercianti.

 

Il settore agroalimentare a Milano vale 49 miliardi su 76 in regione e 315 in Italia (dati raccolti dalla Camera di Commercio). A Milano sono 30 mila le imprese con 223 mila addetti, in regione 121 mila con 481 mila addetti e in Italia 1,3 milioni con oltre 3 milioni di lavoratori. Per agricoltura e industria alimentare, Milano vale 12 miliardi all’anno, il 9% italiano. Per commercio 34 miliardi, il 21%. Per la ristorazione – cavallo vincente della Food Week - 2,4 miliardi, il 13%. Sono 121 mila le imprese nel settore food (agroalimentare e ristorazione) in Lombardia su 1,3 milioni in Italia con quasi mezzo milione di addetti su oltre 3 milioni in Italia. In Lombardia, di queste, 50 mila sono ristoranti e bar, 45 mila sono nell’agricoltura, 14 mila sono nel commercio alimentare, 6 mila nell’industria alimentare e delle bevande. Stando alle cifre proposte da Unione Artigiani, nel food è boom di aziende gestite da immigrati. C’è chi è convinto che nel 2027 ci sarà il sorpasso sulle imprese “italiane”. Tra i settori in crescita l’artigianato alimentare, che passa da 481 a 499 imprese, +4%.

 

Milano sa andare oltre la dimensione dei suoi numerosi chef stellati e diventa un grande mercato agroalimentare, il più grande. L’ha scoperto la Camera di Commercio che segue imprese e flussi. E’ così che Milano e la Lombardia si sono piazzate in cima all’export dei sapori, il capoluogo lombardo con 1,5 miliardi di prodotti accompagna la Lombardia con 6,4 miliardi. L’export cresce in Spagna (+13,3%), Germania (+2,5%) Francia (+8,1%), Stati Uniti (+4,9%), Regno Unito (+2,7%), Russia (+23,8%) e Cina (+14,8%). Hanno trasferito a Milano il loro quartier generale anche Oscar Farinetti e Andrea Guerra che con Eataly hanno iniziato la scalata del mercato cinese, per la gioia dei produttori di qualità italiani. Eataly sembra il vero ambasciatore del made in Italy nel mondo. Negli ultimi 15 mesi Farinetti ha aperto negozi a Boston, Trieste, Mosca, Tokyo, Los Angeles, Stoccolma, con una crescita del 20% del fatturato, per arrivare a quota 465 milioni. Il made in Italy targato Farinetti ha portato fuori dai patri confini 11 mila prodotti italiani, ha servito 30 mila pasti al giorno coi suoi 8.600 dipendenti. La settimana del food arriva in periferia con le oltre 200 iniziative fra degustazioni, colazioni, aperitivi, incontri, street food e itinerari, promossi dai commercianti milanesi. Nei mercati comunali coperti ad esempio, che sfidano il drago della grande distribuzione. In piazza Ferrara, al mercato, c’è la “Giornata del risparmio”, per fare una spesa di qualità senza accendere un mutuo. Al mercato comunale di via Morsenchio si puntano tutto sui prodotti di qualità del made in Italy. In piazza Wagner viene imbandita una “Notte golosa”.

 

E accanto alle tavole imbandite si discute, come al global innovation summit Seeds&Chips, dove Romano Prodi ha rilanciato l’idea di portare a Milano l’Autorità mondiale dell’acqua. Un organo importante perché sulle guerre che si creano per la carenza idrica in molte aree del pianeta è sempre più difficile mediare. E Milano è pronta, possiede le competenze tecniche. E’ la città del più grande ingegnere idraulico della storia, Leonardo. E infine “la Pianura padana è numero uno al mondo come cluster per la produzione di beni strumentali per l’irrigazione”, insiste l’ex premier. L’arrivo di questa nuova autorità potrebbe aiutare il capoluogo lombardo a superare la delusione per aver perso la battaglia per l’Agenzia europea del farmaco.