cerca

La fabbrica giardino

Come essere leader mondiale della verniciatura e nella trasformazione digitale. La Geico Spa di Cinisello

20 Maggio 2018 alle 06:29

La fabbrica giardino

E’ l’altra faccia del made in Italy. Perché la grande Milano non è solo moda e design ma anche imprese ad alta tecnologia, ma dal volto umano. E infatti se andate alla Geico Spa di Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, trovate il giardino dell’Eden. L’impatto è straordinario, perché l’area destinata ai 140 lavoratori della fabbrica sembra davvero il paradiso in terra: uno spazio di meditazione, una palestra aziendale, un’area culturale di intrattenimento animata da un anfiteatro e da una galleria fotografica, e una zona bistrò (che non potreste mai scambiare per una mensa). E’ il “Giardino dei Pensieri di Laura” che Ali Reza Arabnia, il fondatore, ha dedicato alla moglie Laura e, seguendo la sua filosofia, a tutti i dipendenti Geico. In azienda le persone occupano un ruolo fondamentale, perché chi ha creato l’impresa ha voluto destinare un’attenzione particolare al benessere e alla professionalità di chi lavora, senza trascurare la socialità. L’ambiente è accogliente, aria rarefatta, piante esotiche e fiori. Inimmaginabile per un’azienda che produce impianti di verniciatura per le scocche. Perché anche la tutela dell’ambiente è il chiodo fisso di Daryush Arabnia, chief operating officer di Geico Spa, iraniano da sempre in Italia, figlio del fondatore dell’azienda, che ha preso le redini dell’impianto per portarlo in vetta al mercato. “Oggi Geico è grande, viaggia da sola attorno ai 240 milioni di fatturato annuo (dipende dalle commesse che arrivano). La società è diventata leader mondiale a livello tecnologico e grazie alla fusione coi giapponesi di Taikisha fattura un miliardo e otto”.

 

Il Gruppo Geico Taikisha è ai vertici del mercato mondiale con 5.000 dipendenti e 50 sedi in 28 paesi in tutto il mondo, oltre a 6 unità produttive. “Noi come Geico Italia – prosegue Daryush Arabnia – dobbiamo puntare unicamente sul valore aggiunto per il cliente: la ricerca tecnologica. Oggi la qualità si traduce nei tempi rapidi di consegna, impianti stabili in grado di produrre scocche con una verniciatura di qualità, facili da utilizzare, con emissioni controllate. Il nostro impianto (a Cinisello) è autosufficiente dal punto di vista energetico, senza sprechi d’acqua né emissioni nocive. La chiave di volta è la flessibilità, la possibilità di adattarsi alle necessità del mercato”. Geico, con la sua tradizione industriale, da sempre porta avanti una politica di continua ricerca, sviluppo e innovazione, che permette di garantire ai clienti, le soluzioni tecnologiche più competitive nel rispetto dell’ambiente: tutto ciò grazie a una verticalizzazione del know-how con una forza lavoro interna di professionisti qualificati e motivati. Nel 2013, col trasferimento del centro produttivo a Cinisello, nasce il centro di ricerca e sviluppo Pardis Innovation Centre, in una struttura di nuova concezione, che costituisce il polo tecnologico dell’alleanza italo-giapponese più importante al mondo nel campo degli impianti di verniciatura del settore auto. La fusione coi giapponesi di Taikisha mette al riparo l’azienda dall’aggressività orientale? “La Cina sta crescendo – conclude Daryush Arabnia – ma noi non abbiamo paura, perché abbiamo imparato a competere, sul fronte della qualità”. Infatti Geico ha molto da insegnare sul fronte della qualità, e non è un caso se, nei giorni scorsi, ha ospitato il Forum tematico sulla trasformazione digitale organizzato dalla “Fabbrica per l’eccellenza”. “Perché in questa fase è necessario supportare le piccole e medie aziende nella crescita”, spiega Dionigi Gianola, direttore generale Cdo, che ha organizzato l’evento. “Solo il 30% delle pmi dedica un tempo ragionevole alla formazione”, spiega Gianola. “Big data, connessioni remote quasi senza confini, Internet of things offrono anche alle aziende di medie dimensioni l’opportunità di competere nell’economia globale, ma presentano dei rischi sia perché gli investimenti richiesti dai processi di digitalizzazione sono elevati sia perché la scelta delle tecnologie giuste ha effetti invasivi e quasi sempre a medio-lungo termine. Eppure – prosegue Gianola – al di là della singola innovazione o strumento, occorre anzitutto chiedersi quali sono le decisioni fondamentali che una media impresa italiana deve prendere in questo momento, per non restare travolta da questo fenomeno: questo forum intende aiutare gli imprenditori a conoscere, comprendere e decidere”.

 

L’adozione di nuove tecnologie sta generando la presenza di nuove figure aziendali destinate allo sviluppo del processo di innovazione digitale. Tuttavia, nel 55,2% dei casi (dati elaborati da GRS Ricerca e strategia) è ancora l’imprenditore stesso a gestire tale processo, il 10,9% delle aziende vede la presenza di un CIO, il 7,3% dichiara che la persona dedicata è il direttore tecnico, il 6,1% il Direttore ricerca & sviluppo, il 4,8% il Direttore Operations, solo lo 0,6% ha un Chief Digital Officer, il 13,9% non vede l’impiego di nessuna risorsa per la digitalizzazione. I più recenti interventi del governo, con gli incentivi del provvedimento Industria 4.0 per il triennio 2018-2020, sono considerati dalle pmi una boccata d’ossigeno. E la strada tracciata da gruppi come Geico Spa fa ben sperare le aziende italiane che scelgono la digitalizzazione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi