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Svuotacarceri now!

Redazione

L’illegalità è il sovraffollamento. Indulto o misure alternative per chi ha diritto

Mentre la situazione delle carceri italiane resta lontana dall’essere sotto controllo, mentre il capo del Dap Francesco Basentini è ancora inspiegabilmente al suo posto, il ministro di Giustizia Alfonso Bonafede ha riferito al Senato che nei giorni scorsi si sono verificati soltanto pochi “atti criminali ascrivibili ad una ristretta parte dei detenuti” e ha annunciato una relazione. Ha parlato anche di situazioni “fuori dalla legalità”.

 

E’ purtroppo del tutto evidente che la prima cosa, e la più grave, ad essere da decenni fuori dalla legalità è la situazione (e la gestione) interna agli istituti di pena italiani, indecenza per uno stato di diritto che è costata al nostro paese condanne e sanzioni in sede europea. E la prima illegalità è il sovraffollamento, quello che secondo il mentore di Bonafede, Piercamillo Davigo, sarebbe “una balla”. E che invece, in questa situazione drammatica per la salute di tutti i cittadini (anche i carcerati sono cittadini) rischia di trasformare i luoghi di reclusione in luoghi di contagio, di non-cura, probabilmente di morte.

 

Un situazione che richiederebbe, quantomeno, il raziocinio di sospendere le “balle”, per citare Davigo, dei giustizialisti, tra cui si distingue al solito il senatore Salvini, e mettere mano all’unico provvedimento urgente e fattibile: svuotare le carceri, ora. Una strada, quella più diritta e che richiederebbe per una volta la sospensione delle polemiche elettoralistiche – ora che, come ha notato Rita Bernardini di Radicali Italiani, “il negazionismo sul sovraffollamento è stato superato” – è quella dell’indulto, che permetterebbe di decongestionare subito le carceri. Poi c’è l’amnistia, che contribuirebbe anche ad alleggerire l’afflusso nei tribunali, ora e in futuro. Ma si tratta, lo sappiamo, di scelte che si sono sempre scontrate con l’interesse elettorale di una parte dei partiti e con l’ignavia generale della politica. C’è però un provvedimento che farebbe immediatamente molto: le misure alternative al carcere. Applicandole ad esempio, come suggerisce Bernardini, ai 16 mila detenuti che hanno meno di due anni di pena da scontare. Saerebbe per le carceri una boccata d’aria. Legale, senza virus.

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