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Un Giro DiVino

Ventuno storie di vino e biciclette per ventuno tappe che dovevano esserci ma non ci saranno. Ventun bottiglie da gustare per sopportare la mancanza della corsa rosa

9 Maggio 2020 alle 14:44

Un Giro DiVino

Il Giro d'Italia doveva partire oggi da Budapest, Ungheria. Sarebbe stata una overture veloce, ottomilaseicento metri da fare a tutta tra Pest e Buda, di qua e di là del Danubio. Toccherà aspettare ottobre per vedere le bici scorrere, per capire cosa poteva accadere oggi. Un'attesa che sarà lunga, soprattutto perché sino al primo agosto, se tutto va bene, di corse non ce ne saranno.

 

Poco male, tanto la bicicletta vive in una doppia dimensione, quella reale e muscolare delle strade e quella fluttuante e aerea della fantasia. Questione di chimica. A dirlo è la scienza, sin dalla fine degli anni Ottanta, quando per la prima volta si scoprì che nel pedalare si attivavano un numero di connessioni neuronali superiore a qualsiasi altra attività. E così in questo maggio un po' strano, con i pomeriggi senza ciclismo in tv, ma con le strade di nuovo aperte e pronte per essere pedalate, tocca prendere la bicicletta, esplorare ciò che abbiamo affianco, immaginarci un altro maggio, curare l'assenza. E per curare un'assenza è sempre meglio farlo con il bicchiere pieno.

 

GiroDiVino non è altro che un palliativo per non rimanere a secco di ciclismo. Ventuno storie di vino e biciclette per ventuno tappe che dovevano esserci ma non ci saranno. Ventun bottiglie da gustare per sopportare la mancanza della corsa rosa. Ventun racconti del tutto non necessari, come una buona bevuta.

 


 

1a tappa: Budapest, cronometro

 

La gravità dello champagne

Prima tappa: cronometro a Budapest. La storia alcolica di István Liszkay, il campione ungherese che alla storia preferì le bollicine

 

2a tappa: Budapest - Győr.

 

Un viaggio a vuoto

Giro d'Italia 2020, seconda tappa: Győr. La storia di una pedalata tra Italia e Ungheria nel momento sbagliato della storia

 

3a tappa: Székesfehérvár - Nagykanizsa

 

Il brindisi del compagno Palmiro

Giro d'Italia 2020, terza tappa: Nagykanizsa. Un negozio di biciclette, un vecchio amico e quel vino rosso socialista che non fece scricchiolare la fiducia di Togliatti nel comunismo

 

4a tappa: Monreale - Agrigento

 

Meglio bere e pedalare che lavorare

La quarta tappa del Giro d'Italia 2020 doveva lambire le tenute che furono di Ignazio Spataro, donnaiolo che si ritirò in campagna e che chiamò il suo catarratto Gastone in memoria dell'amico Brilli-Peri

 

5a tappa: Enna - Etna (Piano Provenzana)

 

La bicicletta deve ringraziare il bianco dell'Etna

La quinta tappa del Giro d'Italia 2020 doveva portare in cima al vulcano siciliano. Lì dove si materializzò l'idea che cambiò per sempre il mondo delle mountain bike

 

6a tappa: Catania - Villafranca Tirrena

 

L'estasi alcolica di Patrick Sercu

La sesta tappa del Giro d'Italia 2020 doveva arrivare a Villafranca tirrena. Poco prima, a Milazzo, la Brooklyn di De Vlaeminck e del fenomeno delle Sei giorni, scoprì che al sole si pedala meglio e che il vino siciliano vale la pena berlo

 

7a tappa: Mileto - Camigliatello Silano

 

La sfiga è un carro di botti di vino

La settima tappa del Giro d'Italia 2020 doveva partire da Mileto e arrivare a Camigliatello Silano. La storia di Giuseppe Ferraro che trasportava su di una bici 36 litri a viaggio e che a causa del vino perse la sua grande occasione

 

8a tappa: Castrovillari - Brindisi

 

Una scelta di vita

L'ottava tappa del Giro d'Italia 2020 doveva partire da Castrovillari e arrivare a Brindisi. Nel brindisino si è conclusa la grande fuga dall'America di Frank, pubblicitario che si è dato all'uva

 

9a tappa: Giovinazzo - Vieste

 

La vigna di Fausto

La 9a tappa del Giro d'Italia doveva concludersi a Vieste. I corridori sarebbero dovuti passare nelle vicinanze del vigneto di un uomo che poteva diventare un gran corridore, ma "che vita è una vita senza andare a pesca e senza vino?"

 

10a tappa: San Salvo - Tortoreto

 

Quel doppio brindisi per Gianni Bugno

Oggi la 10a tappa del Giro d'Italia doveva portare i corridori a Tortoreto. Nel 1990 un doppio viaggio tra Milano e Teramo celebrò il Giro sempre in maglia rosa del corridore della Chateau d'Ax

 

11a tappa: Porto Sant'Elpidio - Rimini

 

Per un sorso di vino (di troppo) Bartali perse la tappa

Per una bottiglia sbagliata Ginettaccio andò in difficoltà nella frazione che portava ad Ancona del Giro d'Italia 1952. Su quelle stesse strade sarebbe passata la 11esima tappa del Giro 2020

 

12a tappa: Cesenatico - Cesenatico

 

Un bicchiere di Albana alla Nove Colli

C'è chi alla granfondo che parte e arriva a Cesenatico va per "fare il tempo" e chi per un brindisi con gli amici. Il sor Giulio è da 25 anni che ci va per questo. Il Giro doveva correrla oggi per festeggiare i 50 anni

 

13a tappa: Cervia - Monselice

 

Mai dire a Jacques Anquetil cosa deve bere

Il Giro oggi i corridori dovevano arrivare a Monselice. Nel 1963, al velodromo di Padova il francese nel 1963 offrì una delle sue peggiori prestazioni sportive. E per uno champagne negato lasciò tutti in asso

 

14a tappa: Conegliano - Valdobbiadene

 

Quando il rosso del Piave diede una lezione a Fausto Coppi

Il Giro d'Italia doveva correre la cronometro del Prosecco. A poche decine di chilometri da Conegliano, nel 1958 l'Airone scoprì quanto è forte il Clinto

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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