Euro 2016, quelli che non ti aspetti

Chi aspetta Lewandowski, l’unico al mondo in grado di segnare cinque gol perfettamente inutili  in soli nove minuti, chi Cristiano Ronaldo, chi Paul Pogba. Poi ci sono quelli che non li aspetta nessuno. 

26 Giugno 2016 alle 08:32

Euro 2016, quelli che non ti aspetti

Quaresma esulta dopo il gol decisivo contro la Croazia. Il Portogallo giocherà ai quarti di finale contro la Polonia (foto LaPresse)

Chi aspetta Lewandowski, l’unico al mondo in grado di segnare cinque gol perfettamente inutili in soli nove minuti, chi Cristiano Ronaldo, chi Paul Pogba.

 

Poi ci sono quelli che non li aspetta nessuno. 

 

Renato Sanches ha piedi di velluto, salta l’uomo in progressione, tira volentieri da fuori, fisicamente è potente, ha pelle scura e capelli come un cespuglio, è originario dell’isola di Capo Verde ma è nato a Lisbona , fino a qualche settimana fa giocava nel Benfica in tutti i ruoli  del centrocampo proprio come il suo idolo, Clarence Seedorf. Il Bayern di Monaco se l’è comprato  a peso d’oro, trentacinque milioni che fra bonus e clausole potrebbero arrivare a  novanta e c’è chi dice che li vale tutti. Il fatto è  che è un pischello, non ha nemmeno diciannove anni e l’hanno aggregato al carro della Nazionale giusto per fargli fare esperienza.

 

Fernando Santos, il Ct che ha l’aria dimessa di un personaggio di Antonio Tabucchi ma è un furbo matricolato, lo getta nella bolgia dei tempi supplementari contro la Croazia dove o si vince o si muore. Il pischello entra e sembra un veterano, corre per tre, insegue croati per ogni dove, sradica palloni e uno di questi se lo porta dietro sgroppando per cinquanta metri verso la porta avversaria, di solito da quelle parti si arriva in debito di ossigeno con la mente buia e si fanno cazzate, lui no, al momento giusto fa la cosa giusta, passa la palla al compagno sulla sua  sinistra che è in migliore posizione, così parte il cross verso la parte opposta dove è in agguato Cristiano Ronaldo. 

 

Uno dice è fatta. No, anche Ronaldo è fra i non pervenuti, cicca il tiro, il portiere para. Ed ecco che spunta a tutta birra a ribattere in rete di testa un altro che non ti aspetti, il trombone di trentatré anni, Ricardo Quaresma, detto il trivela per via del vezzo fastidioso di incrociare i piedi al momento del tiro, uno che ha avuto più squadre che femmine, trascorse anche un po’ di ferie pagate nell’Inter di Moratti e ora come si dice evolve in Turchia.

 

I cambi decisi da Santos hanno dunque risolto un problema che sembrava insolubile e portato a casa una vittoria che non aveva nulla di evidente, anzi.

 

Non ci si aspettava nemmeno Xherdan Shakiri, svizzero di origine albanese, anche lui seppure  in tempi più recenti escursionista nelle terre interiste, ma sarà poi solamente un caso? A dieci minuti dalla fine, si ricorda di essere il più potente nano da giardino del calcio mondiale, settantadue chili di muscoli per centosessantanove di altezza e si inventa da fuori area una bicicletta in elevazione: è il gol dell’inutile pareggio della Svizzera ma fin qui il più bello dell’Europeo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi