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Pogba, il più sopravvalutato del mondo, oscurato da "Griezou"

Contro l'Irlanda Antoine Griezmann segna una doppietta fondamentale per permettere ai galletti di non uscire dalla competizione. E dire che nessuno lo voleva perché lo consideravano troppo basso...

27 Giugno 2016 alle 08:43

Pogba, il più sopravvalutato del mondo, oscurato da "Griezou"

Paul Pogba (a sinistra) contro l'irlandese James McCarthy (foto LaPresse)

Antoine Griezmann è di quelli che non fanno fumo ma sostanza e all’occorrenza riescono a tirare fuori la propria squadra dai guai: è come Gareth Bale che a forza di garretti ha portato avanti il Galles fino a conquistare un traguardo storico.

 

La Francia ieri era finita in un buco nero: a pochi minuti dal fischio d’inizio, l’inerte, irritante e a volte stolido Paul Pogba entra come un macellaio su un avversario, calcio di rigore inevitabile e vantaggio dell’Irlanda. Se si parla di fuoriclasse francesi nessuno pensa a  Griezmann, il pensiero dominante è tutto per lo juventino anche se Gary Lineker, ex attaccante inglese e ora commentatore  televisivo, l’ha perfidamente definito il giocatore più sopravvalutato del mondo.

 

Non ci fosse stato Griezmann la Francia dei talenti in fiore sarebbe stata umiliata, cacciata fuori da casa sua e al tempo del desiderio di nazioni, la terra galletta sarebbe precipitata nello sconforto, la popolarità del suo presidente già ai minimi, solo uno su dieci gli dà fiducia,  sarebbe finita sotto zero. Invece Griezmann c’era. Dopo lo sconcertante spettacolo del primo tempo, mentre la paura e il caldo attanagliano lo stomaco e l’affanno aumenta, ecco che in tre minuti sbroglia la matassa. Comincia a muoversi come una mangusta dalla tre quarti in avanti, non è mai dove gli avversari pensano che possa essere, all’improvviso è in mezzo all’area circondato da marcantoni, lui che fu soprannominato fin dalle squadre giovanili “le petit diable”, rifiutato da molti club per la sua statura, è troppo basso dicevano, costringendolo a emigrare  in Spagna, alla Real Sociedad prima e all’Atletico Madrid poi. 

 

E allora con i suoi centosettantacinque centimetri il “diavoletto” fa finta di voler avanzare verso la porta invece rincula, si stacca all’indietro, su coloro che lo marcano guadagna quel metro che lo mette nella posizione perfetta per ricevere una palla sontuosa, che puntualmente arriva, e infilarla sotto la traversa. Un grande cross aiuta ma la comprensione del tempo, dell’attimo, vedere e capire prima degli altri dove andrà la palla è questione decisiva.

 

Passa qualche minuto e nel suo caotico vagare Griezmann è a cinque, sei metri di distanza dal suo centravanti Giroud, spera che arrivi una palla alta da dietro e appena intuisce che questo sta per succedere comincia a correre allargandosi verso il centro del campo, Giroud salta e di testa la devia verso di lui, che si ritrova solo davanti la portiere con la palla al piede.  Non può sbagliare.  L’astuzia e l’elevazione del tuo compagno, l’intesa che hai con lui aiuta, ma muoversi nello spazio, disegnare o meglio ancora inventare traiettorie possibili e combinazioni di traiettorie è un’altra questione decisiva.

 

Il tempo e lo spazio sono una questione di testa. E Antoine Griezmann da Macon, fronte alta e occhi vispi, la testa ce l’ha.  
In Francia hanno cominciato ad affiancarlo a Zinedine “Zizou” Zidane, l’altro ad aver segnato tre gol in un Europeo. Per i tifosi ormai è Griezou. Piccoli diavoli crescono.

 

 

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