Berlino

Ecco l'Swb: da sinistra a sinistra, basta che sia estremo

Daniel Mosseri

Il nuovo movimento rossobruno di Sahra Wagenknecht nascerà in Germania nel 2024, con l'obiettivo di dare fastidio alla Linke e ad AfD

L’ immigrazione incontrollata, che sovraccarica il nostro paese e rende l’integrazione sempre più difficile, deve essere fermata. Interi quartieri residenziali stanno cambiando aspetto. E chi sostiene le frontiere aperte spesso abita nelle costose zone del centro città, dove questi problemi non ci sono”. A parlare alla Welt non è un politico conservatore né un esponente moderato – se ne esistono – dell’AfD. A lanciare l’ennesimo appello contro le frontiere aperte è Sahra Wagenknecht, la leader politica tedesca che da settimane tiene due partiti col fiato sospeso. Sul lato sinistro, Frau Wagenknecht, preoccupa Die Linke, il partito socialcomunista storicamente più forte nei Länder orientali, erede politico del socialismo reale della Ddr. Dalla Linke, della quale è stata capogruppo al Bundestag, la leader 54enne è uscita lo scorso 23 ottobre. Lo stesso giorno ha fondato il Sahra Wagenknecht Bewegung (Swb), un movimento che si costituirà in partito a inizio del 2024. La sua fuga fa tremare i socialcomunisti: la Sahra nazionale non è una politica qualunque: algida ma carismatica, e sposata con un mostro sacro della sinistra tedesca come Oskar Lafontaine, Frau Wagenknecht è la sinistra tedesca non socialdemocratica. Eppure il suo Swb adesso inquieta molto anche AfD, al quale fa concorrenza diretta. Perché Wagenknecht ha battezzato la propria creatura in due fonti.

La prima, naturalmente, è quella socialista: dalla redistribuzione della ricchezza alle tasse per i ricchi, dalle pensioni con meno anni di lavoro al reddito di cittadinanza per tutti, fino ai referendum per la nazionalizzazione delle grandi società immobiliari perché la casa è un diritto. La seconda è la fonte del nazionalismo: un po’ Donald Trump “Germany first”, un po’ seguendo la rotta tracciata dalla socialdemocrazia danese, l’Swb vuole prendersi cura soprattutto dei mali dei tedeschi. Solo dopo si potrà pensare agli immigrati. Alcuni temi, poi, sono comunque comuni alle estreme: no alla Nato, no agli aiuti all’Ucraina e sì a riallacciare con Mosca. “E gli imam delle nostre moschee devono essere formati in Germania”. Il tutto condito da una spolverata di accenti complottisti – durante la pandemia Wagenknecht ha fatto la corte ai no vax. Al netto del sol dell’avvenire, il programma della Swb assomiglia tanto a quello del partito sovranista tedesco, che, guarda il caso, è molto più forte all’est che all’ovest. A lungo AfD ha fatto la corte a Sahra ma lei ha prontamente respinto le avances. E intanto si è portata dietro parte della Linke accusandola di rincorrere i Verdi su temi che i cittadini non capiscono. “Ma il suo partito è di sinistra?”, le ha chiesto la Welt. “Oggi ‘sinistra’ è sinonimo di discorsi elitari”. La questione sociale, insomma, la sinistra non sa più cos’è.

Resta da capire che probabilità di successo l’Swb avrà in un quadro politico in via di crescente frammentazione. Al Foglio, Hermann Binkert di Insa ha spiegato che circa un potenziale elettore su cinque di una formazione Wagenknecht vota attualmente per uno dei partiti che resta sotto allo sbarramento del 5 per cento  proviene dal campo dei non elettori. “Ma uno su quattro vota oggi per l’AfD e uno su otto per Die Linke”. Il movimento Swb rischia insomma di sconquassare il sistema: non va dimenticato, riprende Brinket, che “anche gli elettori degli altri partiti possono immaginare di votare per un partito Wagenknecht”. Il che spiega perché la sua scesa in campo viene presa molto sul serio da tutti. L’attuale debolezza del governo rosso-verde-giallo (Liberali) del cancelliere Olaf Scholz aiuta l’ex leader della Linke, che ora punta dritta verso una serie di scadenze elettorali: le europee di giugno 2024 (associate in Germania a una lunga teoria di elezioni amministrative) e le regionali a settembre in Sassonia, Turingia e Brandeburgo. Tre Länder orientali dove hanno a lungo dominato solo la Cdu e la Linke, due partiti che in anni recenti hanno pagato pegno all’AfD. E dove dal prossimo autunno i sovranisti saranno sfidate dalle truppe di Sahra.

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