Le opere di bene finite al Jihad  

Hamas i tunnel del terrore li ha costruiti con i nostri soldi

Giulio Meotti

Cemento, cibo e altri aiuti arrivati da organizzazioni umanitarie e stati di tutto il mondo nella speranza di migliorare la situazione nella Striscia sono stati usati dal gruppo terroristico per perseguire i suoi scopi militari

Nelle jeep usate dai terroristi di Hamas per l’assalto del 7 ottobre sono state trovate numerose sacche dell’Unicef, l’agenzia Onu per l’infanzia, mentre l’Unrwa (agenzia Onu per i rifugiati) ieri lamentava il furto di materiale dell’Onu da parte del ministero della Sanità di Hamas. Hamas ha utilizzato gran parte del cemento donato dalla comunità internazionale per costruire i tunnel, da cui passano armi, esplosivi, cellule terroristiche e  il 7 ottobre sono passati anche i 190 civili israeliani rapiti. “Israele ha fatto entrare a Gaza 4.824.000 tonnellate di materiali da costruzione e questi sono stati spesso utilizzati per costruire nuovi tunnel che penetrano nel territorio israeliano”, ha accusato Dore Gold, ex ambasciatore israeliano all’Onu. Ogni giorno dal 2006, 700 camion di rifornimenti, tra cui farmaci, cibo e materiale da costruzione, sono entrati a Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom con una media di 3,5 milioni di tonnellate di materiali da costruzione all’anno. 

 

Aiuti arrivati da organizzazioni umanitarie e stati di tutto il mondo nella speranza di migliorare la situazione nella Striscia. In realtà, il ripetuto sfruttamento delle organizzazioni umanitarie da parte di Hamas significa che molti palestinesi a Gaza non hanno mai  visto gran parte degli aiuti

 

Hamas stanzia il 55 per cento del suo budget per finanziare le necessità militari. Secondo dati israeliani, Hamas raccoglie in tasse 14 dollari per ogni apparecchio elettrico, 27 dollari per ogni tonnellata di frutta e 1,5 dollari per ogni pacchetto di sigarette. Dal 2015 Hamas ha iniziato a imporre anche una “tassa di solidarietà”. Questa tassa è stata pubblicizzata come un meccanismo per sostenere i poveri di Gaza, ma in realtà il denaro è stato utilizzato per pagare gli stipendi di Hamas. Persino le Nazioni Unite sono state costrette a fermare le spedizioni di aiuti a Gaza dopo che si è scoperto che Hamas aveva sequestrato centinaia di tonnellate di cibo e altri aiuti. Lo sfruttamento degli aiuti avviene anche dietro le quinte, dove Hamas ha in numerose occasioni incorporato individui nelle agenzie umanitarie per servire gli interessi dell’organizzazione. 

 

Un agente di Hamas, Mohammad Halabi, che lavorava nell’organizzazione umanitaria World Vision, è stato condannato per aver dirottato fondi verso Hamas. E’ riuscito a trasferire 7,2 milioni di dollari all’anno, per un totale di 36 milioni di dollari, all’ala militare di Hamas che rappresentano il 60 per cento delle risorse di World Vision a Gaza. Il denaro, che era stato destinato a programmi di aiuto per bambini disabili, assistenza umanitaria e cibo, è stato  utilizzato per acquistare armi, pagare gli stipendi dei terroristi ed espandere la rete di tunnel. Molto denaro dei fondi destinati a progetti civili è stato dato in contanti alle Brigate Izz al-Din al-Qassam, le formazioni militari di Hamas.

 

Un agente di Hamas si è anche infiltrato nell’Agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), responsabile della ricostruzione delle case di Gaza. E Muhammed Faruq Sha’ban Murtaja, direttore della filiale di Gaza dell’agenzia umanitaria turca Tika, è stato arrestato con l’accusa di aver dirottato denaro a Hamas. Nella sua confessione ha ammesso di aver sfruttato la sua posizione di alto rango nell’organizzazione. Secondo le istruzioni di Murtaja, tredici milioni di dollari donati per la costruzione di venti nuovi condomini sono stati utilizzati per costruire alloggi per gli agenti di Hamas. In totale, Murtaja è riuscito a dirottare quasi 23 milioni di dollari in aiuti ai membri di Hamas e alle famiglie dei terroristi.

 

Il coordinatore delle attività governative israeliane nei Territori, Yoav Mordechai, si è rivolto così alla popolazione di Gaza: “Oggi vi parlo dell’organizzazione terroristica Hamas che ruba il vostro denaro per far promuovere il terrorismo. Grazie a una lunga indagine abbiamo scoperto che Hamas utilizza costantemente i fondi che i paesi occidentali versano alle organizzazioni internazionali, come l’organizzazione World Vision a Gaza: milioni di dollari che dovevano servire per progetti di costruzione, per sostenere economicamente i residenti, persino i pacchi alimentari per i bisognosi sono stati dati all’ala militare di Hamas per costruire postazioni, pagare bonus salariali, scavare i tunnel della morte che a voi e alla Striscia di Gaza hanno portato solo distruzione”.

 

Poi c’è il capitolo delle ong occidentali. Nel video di propaganda si vedono numerosi bambini palestinesi a un festival nella Striscia di Gaza con indosso l’hijab e la mimetica, mentre simulano l’uccisione di israeliani con coltelli e mitragliatrici giocattolo. Il “Festival palestinese per l’infanzia” è stato trasmesso dal canale televisivo di Hamas. Agghiacciante, ma fin qui nulla di nuovo. Se non fosse che questo festival ha uno sponsor speciale: Interpal o Palestinian Relief and Development Fund, la ong inglese finanziata dall’allora leader del Labour Jeremy Corbyn e da altri parlamentari della sinistra britannica. Interpal ha dato 6.800 sterline a questo festival di Hamas. Corbyn e consorte hanno perfino fatto un tour a Gaza. Il fianco umanitarista. Si scrive carità, si legge jihad. Un capolavoro di taqiya.

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  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.