Nell'attentato a Tel Aviv è morto un cittadino italiano

Un terrorista si è lanciato in macchina e armato contro la folla che passeggiava sul lungomare della città, uccidendo un avvocato romano e ferendo altre sette persone, tutti turisti. Le reazioni della politica italiana e internazionale
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8 APR 23
Ultimo aggiornamento: 08:07 AM
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L’allerta in Israele era alta dopo gli scontri sul Monte del Tempio di martedì notte, dopo i missili arrivati sia dalla Striscia di Gaza mercoledì, sia dal sud del Libano giovedì, dopo l’attentato in Cisgiordania di ieri costato la vita a due sorelle e in cui è rimasta gravemente ferita una terza vittima: la madre delle due. A Tel Aviv c’è stato un altro attentato: un terrorista armato si è lanciato in macchina contro i civili che passeggiavano lungo l’area del lungomare uccidendo un italiano, Alessandro Parini, un avvocato romano di trentacinque anni arrivato per una vacanza venerd' mattina a Tel Aviv, e ferendo altre sette persone, tutti turisti britannici e altri italiani. Il terrorista è stato poi neutralizzato dalla polizia israeliana e un agente ha raccontato che mentre si avvicinava alla macchina, l’uomo stava prendendo tra le mani un'arma, dopo il colpo, la macchina si è capovolta.

Le reazioni

La Farnesina ha espresso “dolore profondo e sgomento per il vile attacco” e il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando al Tg1 ha detto che gli altri italiani feriti sono in buone condizioni.

Il terrorista

Il terrorista proveniva da Kfar Qassim, che si trova a venti chilometri da Tel Aviv, aveva quarantacinque anni e non era noto alla sicurezza. Dalla città sono arrivate parole di condanna contro l’attentato, il sindaco Adel Badir ha chiesto tolleranza: “Questa non è la via dei residenti di Kfar Qassim”. Il parlamentare arabo Mansour Abbas, capo del partito Ra'am, ha detto: “La leadership araba, guidata da Ra'am e dal movimento islamico, non accetterà in alcun modo l'uso della violenza contro qualsiasi cittadino indipendentemente dalla religione, dalla razza o dalla nazionalità”.
I terroristi di Hamas hanno invece lodato i due attentati in Cisgiordania e a Tel Aviv: “Testimoniano la capacità della resistenza e di colpire Israele ovunque". Anche il Jihad islamico si è congratulato “con l’operazione di Tel Aviv e affermiamo che si tratta di una risposta legittima ai crimini e agli attacchi dell’occupazione sionista … nei nostri luoghi sacri”.