Lael Brainard, a destra, candidata dal presidente Biden a vicepresidente della Fed, nel novembre 2021 (Foto AP/Susan Walsh) 

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La nuova squadra economica di Biden è una mano tesa ai repubblicani moderati

Giulio Silvano

Con la recessione diminuirebbero le probabilità per i dem di restare alla Casa Bianca. Scendono in campo Brian Deese e i due veterani Lael Brainard e Jared Bernstein. Ecco chi sono e cosa hanno in programma

Con un nuovo Congresso dopo le elezioni di novembre, con un Partito repubblicano fratturato che inizia a mettere giù le pedine per le presidenziali del 2024, e con una politica estera focalizzata in questi giorni sui palloni spia che sorvolano gli Stati Uniti, c’è il rischio di dimenticarsi il mantra chiave della politica: “The economy, stupid”. Se quest’anno ci sarà una recessione diminuiscono altamente le probabilità di un rinnovo di Joe Biden alla Casa Bianca, o di un suo successore democratico ancora da selezionare. L’inflazione sta durando troppo, la Fed ha abbassato i tassi di interesse e i prezzi continuano a salire. Solo la diminuzione del prezzo della benzina ha dato un po’ di respiro. Il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon, ha predetto che per la fine dell’anno la recessione potrebbe essere inevitabile. 
Quindi il presidente Biden deve usare ogni arma che ha per reggere il timone dell’economia

  
Uno dei personaggi chiave del più grande successo dell’amministrazione, il New New Deal di Biden, è il quarantaquattrenne Brian Deese che ha annunciato da tempo che questo mese lascerà la sua posizione di direttore del National Economic Council. Il Nec è il principale organo dell’esecutivo sui consigli in materia di economia, istituito da Bill Clinton nel 1993, (sconfisse Bush padre proprio con quel “The economy, stupid”). Criticato inizialmente dalla sinistra del partito per il suo passato alla BlackRock, la più grande società di investimento al mondo, Deese è stato il protagonista della politica economica degli ultimi due anni, capace di mettere d’accordo i due partiti e di convincere il presidente a puntare in alto, con piani trilionari, ma anche attaccato per la spesa eccessiva dei cerotti post Covid. Dicono che sia stato lui a convincere il senatore Joe Munchin a votare per la manovra da 730 miliardi su clima, tasse e sanità. Al posto di Deese è stata scelta Lael Brainard, fino a ieri vice della Federal Reserve. La numero due della Banca centrale, dopo aver insegnato al Mit e fatto ricerca alla Brookings Institution, ha iniziato il suo percorso alla Casa Bianca con Clinton negli anni Novanta, lavorando per la creazione del Nafta e per l’ingresso della Cina nella Wto. Brainard, anima ottimista della Fed, è convinta che, con il tempo, con gli effetti della pandemia che si stanno diradando, le cose si sarebbero sistemate e non era necessario alzare i tassi. E infatti, quello che preoccupa alcuni in questo cambio di posizioni è che senza di lei alla Fed la recessione potrebbe essere accelerata con un aumento dei tassi. Ma Biden, come auspica il Wall Street Journal, può sempre nominare un nuovo vice con le stesse idee di Lael Brainard.

   
L’economista sessantunenne diventa il volto delle scelte economiche della West Wing, e dovrà consigliare al meglio il presidente davanti al possibile aumento del tetto del debito, alle negoziazioni con i partner commerciali internazionali e ai nuovi massicci piani bipartisan di fronte a un Partito repubblicano ostile e frammentato. Ma un altro nome è entrato in questa task force allargata che dovrà gestire le tempeste in arrivo. Jared Bernstein, sessantottenne fedelissimo di Biden, al suo fianco quando era vice di Barack Obama, sostituirà Cecilia Rouse – che torna a insegnare a Princeton – alla guida del Consiglio dei consulenti economici. La posizione in passato è stata occupata da personaggi come Greenspan, Stiglitz e Bernanke, e il background di Bernstein è molto diverso da quello dei suoi predecessori, è un esperto di previdenza sociale e ha lavorato a lungo dentro i think thank concentrandosi sull’ineguaglianza sociale. La frequente presenza in televisione di Bernstein è un valore aggiunto nella prossima campagna elettorale. La scelta di due veterani come Brainard e Bernstein viene vista da alcuni come una mossa di Biden per ammorbidire i membri del Partito repubblicano più moderati e invitarli a ragionare insieme invece di star dietro ai post trumpiani bastian contrari. Alcuni di questi hanno già criticato Brainard in quanto rappresentante dell’establishment democratico a Washington. Ciò che per alcuni è una minaccia, per altri è una garanzia. “Lael e Jared aiuteranno a portare una serietà di intenti nel creare per il futuro un’economia più forte, inclusiva e resiliente”, ha detto Biden.

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