•
Taiwan si prepara a un’eventuale invasione cinese
L’esercitazione in spiaggia e l’addestramento dei volontari. L’intelligence americana dice che il regime cinese non sta valutando “se” invadere Taiwan, ma “quando” farlo
di
30 JUL 22

Foto EPA/RITCHIE B. TONGO <br />
In uno stanzone di una zona periferica di Taipei, un giardiniere esperto nella cura dei bonsai, un tatuatore e un ingegnere elettronico imbracciano un fucile. Attorno a loro ci sono altre nove persone accaldate, chi indossa un elmetto, chi una maglietta militare, chi solo i pantaloncini. L’istruttore grida: pronti via, e i tre sparano a un bersaglio. Inizia così il racconto (con video) pubblicato sul Telegraph dell’addestramento di un gruppo di volontari a Taiwan: si preparano a un’eventuale invasione cinese, sembrano i ragazzi ucraini che l’inverno scorso andavano nei boschi con i fucili di legno per imparare a difendersi dai russi.
L’intelligence americana dice che il regime cinese non sta valutando “se” invadere Taiwan, ma “quando” farlo: questa settimana, le truppe taiwanesi hanno fatto la loro esercitazione annuale per respingere un assalto anfibio lungo il lungomare che collega il porto di Taipei e la foce del fiume Tamsui, cruciale per la difesa della capitale. L’esercitazione è stata organizzata dopo aver “monitorato con attenzione la situazione internazionale e la guerra in Ucraina”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa di Taiwan, fiducioso del fatto di essere pronto a “qualsiasi” operazione dell’esercito cinese. Pechino considera Taiwan parte della Cina e minaccia di appropriarsi del territorio e dei 23 milioni di persone che lo abitano. Lo fa sempre, con incursioni aeree continue (proprio come i jet russi ben prima dell’invasione dell’Ucraina entravano nello spazio aereo della Nato), ma si è fatta più ostile dopo la “provocazione” americana, cioè l’annuncio della visita a Taipei della speaker della Camera, Nancy Pelosi, la prima da 25 anni.
Il tour asiatico della Pelosi è stato confermato, ma la tappa a Taiwan è ancora incerta, perché Pentagono e Casa Bianca sono dubbiosi (e criticati per questo tentennamento da buona parte del Congresso). Taiwan non può permettersi esitazioni e si prepara, come fanno anche molti taiwanesi, che al Telegraph dicono: ho visto quel che è accaduto in Ucraina e voglio essere pronto.