(foto EPA)

l'analisi

Assedio e logoramento. I tre fronti decisivi della guerra in Ucraina

Andrea Gilli e Mauro Gilli

Il conflitto si sta trasformando in tre distinte ma collegate campagne di logoramento. E' dal loro esito che dipende la sua evoluzione e soprattutto risoluzione

La guerra in Ucraina si sta trasformando, lentamente, in tre campagne di logoramento distinte ma collegate. La prima campagna è quella militare, lanciata dalla Russia contro l’Ucraina ma, oramai, sempre più  indirizzata contro la popolazione. Sulla base dell’esperienza che le forze russe hanno accumulato in Siria, l’intento sembra essere quello di accerchiare le principali città del paese, tagliare tutte le linee di rifornimento – acqua, cibo, medicine, energia e anche armi – e letteralmente far morire di fame e di sete le loro popolazioni per costringere le leadership politiche alla resa. L’attacco contro la centrale nucleare di Zaporizhia, il bombardamento su civili osservato a Kharviv e Kyiv, il possibile sbarco anfibio a Odessa portano tutti in questa direzione, così come il lunghissimo convoglio che  procede in direzione della capitale.

La seconda campagna di logoramento riguarda la comunità internazionale e le sanzioni che questa ha imposto all’economia russa. Sono sanzioni uniche nella storia per comprensività e pervasività. L’economia russa è già stata scollegata dal sistema bancario e finanziario mondiale, e presto le conseguenze si sentiranno anche all’interno del paese, dove sarà difficile fare acquisti e vendite, e la progressiva mancanza di beni, componenti e tecnologie straniere logorerà gli ingranaggi economici e industriali della Russia. Questa campagna ha due potenziali obiettivi, rendere progressivamente impossibile alla Russia di continuare lo sforzo bellico: perché le sue forze armate non potranno avere accesso ai beni e servizi di cui hanno bisogno, o perché impossibilitate a eseguire pagamenti o perché questi beni e servizi non saranno materialmente disponibili. Pensiamo, per esempio, ai semiconduttori che sono centrali per i missili di precisione e che la Russia non produce: finiti gli attuali stock di munizioni, la Russia non solo farà fatica a trovare un fornitore ma anche a pagarlo. Dall’altra parte, però, questa campagna di logoramento mira anche a creare discontento in Russia e quindi a far emergere una pressione interna contro la politica del governo. Questa pressione può prendere più forme, dalle manifestazioni dei cittadini comuni all’insofferenza degli oligarchi fino, eventualmente, a frizioni all’interno delle forze armate o addirittura del regime.

C’è infine una terza campagna di logoramento, che è quella che stanno lanciando le truppe ucraine contro l’avanzata russa e che mentre mira a ridurre il più possibile le proprie perdite ed evitare gli scontri diretti cerca anche di colpire, soprattutto dai lati, dal retro e di sorpresa, le truppe russe che avanzano. Questa controffensiva sta prendendo forma attraverso attacchi delle forze speciali, difese anti-aree a corto e medio raggio contro aerei ed elicotteri russi, missili anti-carro, droni e cecchini contro le truppe di terra, tra gli altri.

 

L’evoluzione del conflitto e soprattutto la sua risoluzione, che include anche il futuro politico dell’Ucraina e la posizione negoziale della Russia, dipendono dall’efficacia relativa di queste tre differenti campagne di logoramento. Se le truppe russe riusciranno a tagliare le linee di rifornimento alle città ucraine, Mosca avrà un vantaggio non solo contro l’attuale leadership ucraina, ma anche verso la comunità internazionale, potendo cercare di sfruttare la crisi umanitaria per negoziare eventualmente la fine delle sanzioni. Se invece le forze ucraine riusciranno a resistere abbastanza a lungo, l’effetto delle sanzioni internazionali sull’economia russa si farà sentire con crescente forza e insistenza, creando non solo dissenso interno ma rendendo anche più difficile lo stesso sforzo bellico russo. 

E qui arriviamo alla logica conseguenza di questo ragionamento: la campagna di logoramento più importante è quella lanciata dalle forze ucraine contro gli invasori russi. Il futuro di questa campagna dipenderà, però, anche dalle scelte russe. Se la Russia seguirà una strategia cecena o siriana, ed eviterà di entrare all’interno dei centri urbani per colpirli invece a distanza con aeronautica e artiglieria, sarà molto difficile per gli ucraini resistere a lungo. Diversamente, se gli ucraini riusciranno ad attirare le forze russe all’interno dei centri urbani, la battaglia sarà molto più pesante per le truppe russe – ma purtroppo, possiamo immaginare, anche per la popolazione civile.

 

Andrea Gilli 
Senior researcher  NATO Defense College

Mauro Gilli
Senior researcher Politecnico di Zurigo Le opinioni espresse sono strettamente personali e non riflettono quelle della NATO o del NATO Defense College

Di più su questi argomenti: