La censura arriva dall'alto

Non c'è privacy e libertà nei social cinesi

Il popolarissimo social network si è sempre definito un'azienda privata e come tale soggetta alle regole del mercato. Ma non è così

Giulia Pompili

Un funzionario del governo di Pechino era a capo di alcune operazioni globali di TikTok, scrive il Financial Times. I social cinesi che cercano di penetrare nei mercati esteri, ma non sono come tutti gli altri. Al di là della propaganda anticinese di Trump, la censura continua il suo lavoro

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  • Giulia Pompili
  • È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio dal 2010, si occupa delle vicende che attraversano l’Asia orientale, soprattutto di Giappone e Coree, e scrive periodicamente anche di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo. Ha una newsletter settimanale che si chiama “Katane”. È terzo dan di kendo.