Il tè nel deserto. Viaggio fotografico nella Londra del lockdown

Enrico Cicchetti

26/03/2020

Il tè nel deserto. Viaggio fotografico nella Londra del lockdown

Monumenti e musei, teatri e mezzi di trasporto. Le immagini della capitale britannica prima e dopo le misure restrittive per contrastare la diffusione della pandemia

Dal 23 marzo il Regno Unito è in lockdown: il premier Boris Johnson ha ordinato misure restrittive per contrastare la diffusione della pandemia di coronavirus. Con alcune misure "all'italiana" il primo ministro ha ordinato di lasciare le proprie case solo per "scopi molto limitati", ha vietato assembramenti di più di due persone (famiglie escluse, of course) e ordinato la chiusura di pub e caffè, ristoranti, cinema e negozi non essenziali. I luoghi simbolo di Londra, i mezzi pubblici, i locali e le strade solitamente affollate della capitale britannica sono ora insolitamente deserti. 

   

La metropolitana di Londra

I londinesi la chiamano The Tube ("Il Tubo") per la forma dei suoi tunnel, a sezione circolare. La London Underground è la più antica rete metropolitana del mondo e la più estesa d'Europa. Effettua servizio ogni giorno dell'anno ad eccezione del 25 dicembre. Gestita dalla Transport for London, fu inaugurata il 10 gennaio 1863 e oggi conta 11 linee che coprono 402 chilometri e servono 270 stazioni. Secondo Tfl, la metro trasporta fino a cinque milioni di passeggeri al giorno. Nelle ore di punta, ci sono più di 543 treni che sfrecciano per la capitale.

 

Il 24 marzo, tuttavia, il sindaco di Londra Sadiq Khan ha lanciato l'allerta dopo che in rete e sui quotidiani hanno iniziato a girare molte foto che mostravano le carrozze della metropolitana decisamente affollate per la seconda mattina consecutiva. Il ministro della Salute Matt Hancock ha affermato che "non esiste una buona ragione" per cui gli orari del servizio sono stati ridotti, ma il portavoce del sindaco ha spiegato che ai ministri è stato detto "innumerevoli volte" che le frequenze della metropolitana è calata per via degli alti livelli di malattia e quarantena del personale di trasporto. Il Tube funziona a circa la metà della sua capacità normale durante le ore di punta: i dati di TfL suggeriscono che "i viaggi della metropolitana sono diminuiti di un terzo in più rispetto a ieri e i viaggi in autobus di un ulteriore 20 per cento. Quasi un terzo del personale della TfL è ora malato o auto-isolato, compresi i macchinisti e il personale cruciale del centro di controllo", sostiene l'azienda.

 


  

Tower Bridge

Un ponte mobile, in grado di aprirsi e lasciare libero il passaggio alle imbarcazioni che attraversano il Tamigi, è tra i più celebri simboli della capitale britannica. Il Tower Bridge collega i borghi di Southwark e di Tower Hamlets. Resta ancora oggi una delle arterie principali della capitale londinese. Secondo una statistica del 2006, è attraversato ogni giorno da circa 40.000 persone. In questi giorni appare decisamente meno trafficato.

 

  

Lì accanto, la Torre di Londra, la fortezza sul lato nord del fiume che da più di mille anni resiste agli attacchi e protegge la capitale, è stata costretta a chiudere giovedì scorso, 19 marzo, a causa della pandemia.

  

  

Millennium Bridge

Un altro ponte, questa volta pedonale, attraversa il Tamigi e unisce la zona di Bankside con la City. La costruzione del Millennium Bridge è iniziata nel 1998 e il ponte è stato inaugurato il 10 giugno 2000. Collega il teatro Globe, la Galleria di Bankside e la galleria d'arte moderna Tate (tutti fermi fino a nuovo ordine) alla cattedrale di St Paul, di cui offre una bellissima vista della facciata sud incorniciata dai piloni. È uno dei luoghi in cui si ha una visione più fotogenica del monumento ed è in grado di supportare il passaggio di 5.000 persone contemporaneamente. Dall'inizio del secolo non è mai stato così vuoto.

 

 

I musei e la National Gallery

Il museo che, nella sua sede di Trafalgar Square, ospita collezione di più di 2.300 dipinti, ha annunciato la chiusura dal 19 marzo al 4 maggio in risposta all'epidemia. “Siamo stati aperti al pubblico per quasi 200 anni e accogliamo i visitatori 361 giorni all'anno, quindi siamo tutti arrabbiati per questa chiusura, ma è la cosa giusta da fare in questo momento”, recita l'avviso sul sito del museo. “Non vediamo l'ora di ridarvi il ​​benvenuto il prima possibile. Gallerie, musei e le loro collezioni sono importanti in questi tempi difficili; sono una fonte di gioia, conforto e ispirazione che ci permettono di riflettere su noi stessi e sui nostri tempi. Quindi, mentre la Galleria è chiusa in Trafalgar Square, la nostra collezione rimane aperta a tutti da esplorare sul sito web”.  Online è possibile effettuare ricerche per artista oppure scorrere i dipinti in ordine alfabetico. Si può analizzare ogni immagine nel dettaglio, per quanto permesso dalla risoluzione del file, e ogni scheda è corredata di informazioni tematiche e tecniche sull’opera, oltre che sull’artista.

  

  

Buckingham Palace

Negli scorsi giorni si sono rincorsi, sul web e sui tabloid britannici, voci e pettegolezzi: il principe Filippo è morto di Covid-19? Il consorte della regina Elisabetta II è, vivo, ha smentito seccamente la Corona. Ciò che è certo, invece, è che il figlio della coppia, il principe Carlo, 71 anni, è risultato positivo al coronavirus, come confermato da Clarence House. La regina e il marito, da giorni, hanno lasciato il più affollato Buckingham Palace e sono riparati nella loro tenuta di Windsor. Altrettanto sicuro il fatto che nel XXI secolo non asi erano mai visti un palazzo reale e una Constitution Hill tanto deserti e spettrali.

  

  

Teatri e cinema

Cinema e teatri britannici sono stati informati venerdì 20 marzo che avrebbero dovuto chiudere i battenti, mentre il Regno Unito faceva un altro passo verso il blocco totale. Johnson ha annunciato le misure in una delle sue conferenze stampa quotidiane, e ha chiesto la chiusura dei locali di intrattenimento, così come dei caffè, dei pub, dei ristoranti e delle palestre. Quella qui sotto è il Phoenix Theatre, nel distretto londinese di Camden, che dal febbraio 2019 e sino alle scorse settimane ospitava ospita il musical Come from Away.