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Nessuna giustizia per Khashoggi

Redazione

Gli uomini legati al principe Bin Salman a processo sono tutti liberi

Lunedì mattina è stata resa pubblica la sentenza saudita per l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi che contraddice quanto era stato stabilito dai report dell’intelligence americana: il coinvolgimento esplicito nell’uccisione del principe saudita Mohammed bin Salman. Cinque persone saranno giustiziate e altre tre resteranno in prigione per i prossimi 24 anni. A processo c’erano undici accusati, tre di loro sono stati liberati, e tra questi ci sono l’ex vicedirettore dell’intelligence di Riad, Ahmed al Assiri, e l’ex consigliere reale Saud al Qahtani, per i quali – dice la nota del procuratore – non sono state trovate prove sufficienti a dimostrare il loro coinvolgimento nell’uccisione di Khashoggi, avvenuta nel consolato saudita a Istanbul il 2 ottobre del 2018.

 

Il processo si è tenuto a Riad a porte chiuse, non sono stati divulgati i nomi dei colpevoli e i diplomatici stranieri presenti ai dibattiti hanno giurato di non svelare nulla di quel che hanno visto e sentito. Nella dichiarazione rilasciata dal procuratore, si ribadisce che non c’era alcuna premeditazione nell’omicidio di Khashoggi: gli agenti di Riad erano stati inviati a Istanbul per “negoziare” con il giornalista (che era andato al consolato per ritirare i documenti che gli servivano a sposarsi) e l’omicidio è avvenuto soltanto dopo che il tentativo di mediazione è fallito. Le ricostruzioni delle autorità turche e delle Nazioni Unite mostrano invece che 15 agenti erano stati mandati da Riad prima dell’arrivo del giornalista al consolato, tra di loro c’era un medico con la sega utilizzata per fare a pezzi il corpo ed è stato creato un video falso con un “sosia” di Khashoggi per dimostrare che era uscito vivo dalla sede diplomatica. Un report della Cia ha stabilito che Bin Salman aveva con tutta probabilità ordinato l’omicidio, mettendo a disposizione sia gli agenti sia i jet privati. Il principe ha sempre negato, le pressioni internazionali su Riad sono durate poco (quelle di Donald Trump sono state deboli e poco convinte) e molti esperti dicono che quel che resterà di questo omicidio sarà lo spettacolo che Riad ci offrirà come dimostrazione di buona volontà e di non colpevolezza: l’impiccagione o la decapitazione pubblica dei cinque condannati a morte.

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