Accelerazionismo islamista

Redazione

A Lione un attentato dello Stato islamico per condizionare il voto

Mohamed Hichem, l’algerino ventiquattrenne arrestato per avere fatto esplodere un ordigno a Lione, ha detto agli inquirenti di avere agito in nome dello Stato islamico come tanti altri prima di lui. Tanto, a quel che si sa da una fonte che parla a France Presse, sul suo computer erano già state trovate tracce di contatti con lo Stato islamico e quindi non poteva più restare in silenzio. Lo Stato islamico per ora non ha rivendicato l’attentato, ma a volte in questi casi si fa aspettare. La bomba che ha costruito conteneva anche chiodi per fare ancora più danni, ma ha ferito tredici persone senza uccidere nessuno. È molto interessante la scelta della data: venerdì pomeriggio, quasi la vigilia delle elezioni europee in Francia. Hichem avrebbe spiegato che voleva traumatizzare l’opinione pubblica per far vincere il fronte di Marine Le Pen, perché così ci sarebbe stata una repressione dura contro i musulmani francesi, che si sarebbero ribellati e nel ciclo della violenza e della repressione gli estremisti avrebbero avuto buon gioco a infiltrarsi.

 

  

Se queste dichiarazioni fossero confermate, si tratterebbe di accelerazionismo, la dottrina seguita dall’estrema destra per sfruttare le contraddizioni del sistema e farlo collassare prima. È uno schema che i neonazi citano nei loro manifesti, gli stessi che circolano online dopo le stragi. In America arrivano al punto di sostenere un candidato democratico alle presidenziali, Andrew Yang, perché ha un programma così rivoluzionario – incluso il reddito universale – che alla fine se andasse avanti nella campagna elettorale sarebbe una cosa eccellente per i gruppi della destra. Ora sappiamo che anche gli estremisti islamici giocano a questo schema, con bombe farcite di chiodi. Venerdì ci è andata relativamente bene, ma dovremmo essere preparati a capire queste tecniche di manipolazione.

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